domenica 21 luglio - Aggiornato alle 23:14

Piccolo Carro, Anac scrive alla Regione: «Serlupini in possibile conflitto di interessi»

L’autorità di Raffaele Cantone segnala l’anomalia al garante della trasparenza della giunta che però la gira per competenza alla presidente dell’Assemblea legislativa. Carbonari (M5s): «Ora dimissioni»

Maria Pia Serlupini

Maria Pia Serlupini sarebbe stata in conflitto di interessi nel suo ruolo di Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Umbria rapportandosi alla cooperativa ‘Il Piccolo Carro’. Ad attestarlo l’Autorità nazionale anticorruzione, attivata in merito dalla consigliera regionale del M5s Maria Grazia Carbonari in relazione alla vicenda della cooperativa, finita sotto i riflettori e al centro di una inchiesta della procura dopo la fuga di alcuni minori dalle sue strutture. La denuncia del possibile conflitto di interessi è scattata in quanto Antonio Sisani, figlio di Serlupini, è uno dei soci.

Anac scrive alla Regione L’Anac, nell’adunanza del 29 marzo scorso, ha deliberato di comunicare al responsabile della prevenzione della corruzione della Regione Umbria «l’accertata violazione per le opportune valutazioni». «Dalla fattispecie esaminata – scrive l’autorità guidata da Raffaele Cantone – emerge una possibile violazione del comportamento Dpr 62/2013, il cui articolo 7 prevede l’obbligo di astensione ‘dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi’». Inoltre l’Anac sottolinea come «sembrerebbe che la d.ssa Serlupini abbia taciuto sulla situazione in oggetto, non provvedendo a comunicare la sussistenza del conflitto al responsabile della prevenzione della corruzione come disposto dall’art. 6 del dpr 62/2013».

Palla alla Porzi Il responsabile della Regione della prevenzione della corruzione, ricevuta la comunicazione dell’Anac, a sua volta rileva come Maria Pia Serlupini «non è inquadrata come dipendente pubblico contrattualizzato della Giunta regionale e pertanto non può alla predetta essere applicato il codice di disciplina dei dipendenti pubblici» essendo quello di Garante dell’infanzia di «cnatura elettiva». Per cui ritiene «che non compete al Responsabile della prevenzione della corruzione della giunta della Regione Umbria svolgere valutazioni sulla fattispecie accertata dall’Autorità nazionale anticorruzione» e invia «per quanto di competenza e per le valutazioni ai sensi della legge n. 11/2015, al presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria». La palla passa quindi alla presidente Porzi.

M5s: «Ora si dimetta» «In attesa che l’Assemblea legislativa proceda a dichiararne la decadenza come prevede la legge – afferma in una nota Carbonari – riteniamo opportune le dimissioni della stessa per rispetto ai cittadini e al ruolo che riveste». Carbonari, sottolineando l’appartenenza politica di Serlupini ai Ds e poi al Pd, ricorda come «abbiamo più volte documentato come proprio nel ruolo istituzionale di garante, partecipò a vari incontri presso la Asl 1 con i coniugi Ariste-Salerno e fece una visita ufficiale (con la presenza della presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini e numerosi giornalisti) presso la cooperativa». E sulla cooperativa che «essa non aveva le autorizzazioni per svolgere l’attività socio-sanitaria, che invece svolgeva». «Nonostante tutti gli ostracismi riscontrati da quando ci stiamo occupando della vicenda – conclude – non ci fermeremo finché non verrà applicata la legge e nominata una nuova garante, veramente lontana dalla politica e da qualunque conflitto di interesse».

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