Quantcast
venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 12:08

Piazzoli, una folla commossa per l’ultimo saluto a Sergio. La proposta: «Intitoliamogli un luogo o un progetto»

di Francesca Marruco

«Sergio era la nostra dolce consolazione, la nostra dolcissima consolazione». La chiesa di Ponte San Giovanni, in cui sabato mattina sono stati celebrati i funerali del manager Sergio Piazzoli, scomparso prematuramente per un’embolia polmonare mercoledì mattina, l’atmosfera è surreale. Tanta commozione, tanto smarrimento, e quel senso di irrimediabilità che accompagna da qualche giorno chi amava Sergio e chi ha toccato con mano la ‘magia’ che quel manager «che aveva negli occhi la luce di un bambino» – come lo ha definito Vinicio Capossela -ha portato nella vita di molti.

VIDEO: I FUNERALI

L’alba Sono venuti in tanti a dare l’ultimo saluto a Sergio Piazzoli sabato mattina e a portare una parola di conforto alla compagna di una vita Patrizia Marcagnani. «Mi ha colpito molto il nome dell’ultimo festival ideato da Sergio – ha detto il vescovo ausiliare Paolo Giulietti –musica per il tramonto. Ecco, io vorrei che questo di oggi non fosse vissuto come il tramonto di Sergio, ma come un’alba, perché tutti, credenti e non, abbiamo dentro il seme dell’istinto religioso che ci porta a trovare speranza anche al di là della morte».

FOTOGALLERY

Folla Nella grande chiesa di Ponte San Giovanni, dietro ai famigliari, si è stretta un’intera città, a partire dalle istituzioni, presenti e passate: c’è l’ex sindaco Wladimiro Boccali, da sempre amico fraterno di Sergio Piazzoli, c’è l’ex assessore alla cultura Andrea Cernicchi, la senatrice Valeria Cardinali, l’ex sindaco Renato Locchi, la presidente della regione Catiuscia Marini e la ex presidente Maria Rita Lorenzetti. Pochi banchi più in là c’è il neo sindaco Andrea Romizi con la fascia tricolore, in quella che probabilmente è la sua prima uscita pubblica. E poi c’è tutta la grande famiglia musicale di Sergio. Ed è molto grande e variegata, ma oggi, nel giorno in cui avrebbe voluto cantargli buon compleanno, può solo baciare la sua bara.

Il ricordo Al termine della celebrazione religiosa, come chiesto dalla compagna Patrizia, due tra i suoi più cari amici lo hanno voluto ricordare. Il primo a prendere la parola è stato Fabrizio Croce, da tutti conosciuto come Fofo, che ricordando Sergio ha detto: «Quando si partecipava ai suoi eventi, c’era la sensazione che andasse oltre l’evento che si svolgeva sul palco, ad un certo punto ci si rendeva conto che nasceva una sensazione di complicità, condivisione, solidarietà se le cose non andavano bene, di comunità. Sergio ha portato un processo di importante crescita culturale in questa città e quindi credo che in nome di questa cosa, in suo ricordo, la cosa più importante che noi possiamo fare a partire da questa sera è portare avanti il senso di comunità che ci ha insegnato e vorrei proprio che chi amministra la città, tenga presente questa cosa, di intitolargli un luogo fisico o magari un progetto o un’idea».

Hassell Fofo legge anche una lettera di John Hassell, che Sergio era riuscito a portare a Isola Maggiore lo scorso anno. «Guardando il tramonto ho pensato a Sergio. Manca tanto, perché poco più di 50 non sono abbastanza, è ancora atrocemente giovane». Poi tocca a Leonardo Malà, che ricorda come Sergio «trattasse tutti non come pubblico, ma come amici. E si faceva carico della nostra indolenza creando cose magiche. Sergio era la nostra dolcissima consolazione», dice commuovendo tutti. Sono le note di ‘Oh Caroline’ di Robet Wyatt e un lungo appaluso ad accompagnare Sergio nell’ultimo viaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.