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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 23:23

Peste suina alle porte dell’Umbria, convocate Regioni vicine. Allevamenti, subito bando da 1,5 milioni

Regione convoca unità di crisi, controlli aumentati negli allevamenti. «Smaltite i rifiuti alimentari correttamente»

Un cinghiale

di D.B.

Un incontro con le Regioni Lazio, Abruzzo, Marche e Toscana «per esaminare eventuali azioni comuni da intraprendere». Il giorno dopo il ritrovamento a Borgo Velino, a pochi chilometri dal confine umbro, di una carcassa di cinghiale affetta da Peste suina africana, la Regione ha attivato le procedure previste e innalzato il livello di allerta. In particolare, Palazzo Donini ha dato mandato ai Servizi veterinari Usl di aumentare i controlli negli allevamenti di maiali che si trovano vicini all’area infetta. «Sono inoltre state programmate – continua la Regione – attività di ricerca attiva delle carcasse nel territorio regionale con il coinvolgimento degli Atc umbri».

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Il Ministero Venerdì intanto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, durante la manifestazione di Coldiretti organizzata per protestare contro i problemi legati alla fauna selvatica, ha ribadito che occorre «depopolare drasticamente i territori dalla presenza dei cinghiali che creano danni all’agricoltura e alla incolumità dei cittadini». Il sottosegretario ha poi annunciato un’ordinanza per l’abbattimento e per il prolungamento dell’attività venatoria, che dovrebbe passare da tre a cinque mesi per quanto riguarda i cinghiali. «L’obiettivo – ha aggiunto – è di restringere la zona rossa per consentire così la ripresa dell’attività. L’abbattimento è una misura necessaria per tutelare l’ambiente. Vanno sostenuti coloro che investono sul territorio, che lo preservano dal dissesto idrogeologico, non gli animali che creano danni».

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IL TESTO DEL CALENDARIO 2022/2023

I consigli La Regione intanto sottolineando che la diffusione della malattia in Umbria (non trasmissibile all’uomo) comporterebbe «enormi conseguenze economiche dovute ai costi di eradicazione, blocco delle esportazioni di prodotti nazionali e regionali come gli insaccati di carne suina», invita i cittadini a «smaltire i rifiuti alimentari, di qualunque tipologia, in contenitori idonei e chiusi e non somministrarli per nessuna ragione ai suini domestici o ai cinghiali, di non lasciare rifiuti alimentari in aree accessibili ai cinghiali e informare tempestivamente i Servizi veterinari del ritrovamento di una carcassa di cinghiale attraverso il numero unico regionale (07581391)».

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Le misure In caso di diffusione, anche in Umbria scatterebbero le misure adottate nelle altre zone colpite (in primis quella tra Liguria e Piemonte), come ad esempio stop a raccolta di funghi e tartufi, pesca, trekking, mountain bike «e le altre attività che, prevedendo l’interazione diretta o indiretta con i cinghiali infetti o potenzialmente infetti, comportano un rischio per la diffusione della malattia».

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Il bando Venerdì inoltre la giunta regionale ha approvato un bando che stanzia 1,5 milioni di euro «per la salvaguardia sanitaria degli allevamenti suinicoli allo stato brado o semibrado». Una misura adottata «tenuto conto dei gravi rischi di diffusione nel territorio regionale della Peste suina africana – è scritto nell’atto – e valutata la straordinaria necessità e urgenza di adottare sistemi volti a prevenire il contagio tra i suini da allevamento, al fine di salvaguardare il sistema produttivo regionale e la relativa filiera».

Nelle prossime ore il servizio completo

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