martedì 17 luglio - Aggiornato alle 13:50

Perugia, via al censimento delle telecamere private: «Bastano pochi clic». Multe per chi non lo fa

Avviato il censimento in raccordo tra Comune e Prefettura. Cannizzaro: «Iniziativa intelligente e innovativa». Calabrese: «Avremo numeri importanti»

La conferenza stampa col sindaco Romizi e il prefetto Cannizzaro

di Iv. Por.

Pochi clic per entrare in un database di “occhi digitali” a disposizione delle forze dell’ordine. È partito il censimento della videosorveglianza privata a Perugia, che promette di portare alla luce e mettere in rete centinaia di telecamere, a disposizione delle forze dell’ordine e della magistratura per le indagini. Si aggiungeranno alle circa 130 telecamere pubbliche, che potrebbero fra l’altro a breve crescere con altre 40-50 in zona Fontivegge e 107 con quelle del piano che mira a coprire periferie e svincoli del raccordo.

Censimento Il progetto è stato presentato in Comune alla presenza del sindaco Andrea Romizi, del prefetto Raffaele Cannizzaro e dell’assessore comunale Francesco Calabrese, oltre al dirigente della Prefettura Gabriele De Micheli, che lo ha illustrato nei dettagli. Il censimento, regolato con gli articoli 30 e 31 del regolamento di polizia urbana, sarà obbligatorio per i privati – singoli cittadini o aziende – che abbiamo telecamere con visuale su spazio pubblico (sono escluse solo quelle interne o che coprono esclusivamente pertinenze private): la comunicazione attraverso il sito del Comune dovrà avvenire entro 60 giorni (a partire dal 3 luglio scorso), pena una sanzione amministrativa da 50 a 500 euro.

Pochi, semplici clic Per comunicare l’ubicazione dell’impianto basta collegarsi al sito del Comune e registrarsi. Quindi, tra i servizi digitali, trova un modello preimpostato con una mappa su cui posizionare le telecamere in suo possesso. I dati da inserire sono: ubicazione dell’impianto; identità e reperibilità del titolare; identità e reperibilità del responsabile del trattamento dei dati. In questo modo andrà formandosi una cartina con tutte le telecamere, ad uso esclusivo delle forze di polizia, che potranno accedervi per cercare prove di crimini prima che vengano cancellate le immagini (24 ore per gli impianti privati e 7 giorni quelli pubblici).

Calabrese: «Saranno tante» «Ben sapendo quanto sia importante e decisiva la videosorveglianza per lo svolgimento delle indagini da parte delle forze dell’ordine – ha sottolineato l’assessore Francesco Calabrese – abbiamo pensato, raccogliendo l’invito della Prefettura con cui è stato totalmente condiviso il progetto, di rafforzare la rete degli impianti pubblici aggiungendo quelli privati. Siamo certi che al termine del censimento emergeranno numeri importanti che forse molti di noi nemmeno si aspettano». Calabrese ha voluto rivolgere un ringraziamento agli uffici comunali per avere attivato un sistema per l’inserimento dei dati da parte dei cittadini molto semplice L’auspicio è che quanto realizzato dal Comune di Perugia possa presto diventare un modello da imitare in Italia.

Prefetto: «Intelligente e innovativa» Il prefetto Raffaele Cannizzaro ha riconosciuto che questa idea del censimento era già stata da lui lanciata negli anni 2012-2013 quando era in servizio in Calabria; la motivazione è che i cosiddetti “occhi privati” sono presenti nelle città in numero notevolmente maggiore rispetto a quelli pubblici. Dunque l’iniziativa di mettere in rete tutte le telecamere cittadine è intelligente, innovativa e, soprattutto, utile per le pubbliche amministrazioni e le forze dell’ordine. Purtroppo, nonostante gli inviti del ministero, ancora oggi i comuni non hanno recepito l’input; è proprio per questo che Cannizzaro ha voluto ringraziare il Comune di Perugia per essersi distinto dagli altri accogliendo la proposta e realizzandola in tempi congrui. «Una conferma – ha detto – della capacità di aver saputo spesso cogliere opportunità condivise ed utili alla città».

I commenti sono chiusi.