Il logo del servizio dentro uno dei bus

di Dan.Bo.

Circa 100 mila euro, divisi in parti uguali tra Comune di Perugia e Regione. È questa la cifra sulla base della quale lunedì è stato trovato l’accordo grazie al quale Gimo, ovvero il servizio di mobilità notturna, ripartirà il 27 ottobre per terminare alla fine di luglio. A siglare il patto l’assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella, la collega del Comune Cristiana Casaioli, il professor Federico Rossi dell’Università di Perugia (delegato del rettore per i servizi), il dirigente di BusItalia Alessio Cinfrignini e la presidente del Consiglio degli studenti Martina Domina. Il servizio, in funzione ogni venerdì e sabato dalle 22 alle 2, offrirà tre linee, ovvero Gimo 1 e 2 (le due già oggetto della sperimentazione che connetteranno, in direzioni opposte, il centro ai quartieri di Elce, Santa Lucia, Ferro di Cavallo, San Sisto ospedale, Madonna Alta, via della Pallotta, viale Roma, piazza Italia e Monteluce) e la new entry, Gimo Ponti.

Il servizio Quest’ultima, richiesta dagli studenti nel corso dell’estate, porterà gli studenti e tutti quelli che lo vorranno dal centro a Ponte Felcino, Ponte San Giovanni, Ponte Valleceppi e viceversa. La partenza delle tre linee sarà scaglionata: 22, 22.15 e 22.30 e, come l’anno precedente, il servizio sarà sospeso in alcuni weekend ‘morti’ come quelli che coincidono con le festività e le vacanze. La Regione si è presentata al tavolo facendo capire al Comune che avrebbe coperto la metà dei costi, scontrandosi però con il ‘muro’ alzato da Palazzo dei Priori sull’altra metà. Alla fine il punto di caduta è stato trovato sulla base della garanzia che al Comune verranno erogate più risorse per i servizi aggiuntivi; quelle grazie alle quali i bus potranno rimettersi in moto tra meno di un mese. L’obiettivo finale, poi, è quello di inserire Gimo in modo strutturale nel Piano urbano della mobilità sostenibile.

UMBRIA MOBILITÀ, INSEDIATA COMMISSIONE D’INCHIESTA

I commenti «Soddisfatto» l’assessore Chianella che ha sottolineato come «la prosecuzione del servizio è dovuta anche al successo che lo stesso ha riscontrato nel primo anno di sperimentazione che si è concluso nel giugno scorso. Tra l’altro –ha aggiunto Chianella – abbiano potuto constatare che questo programma, pensato principalmente per le esigenze degli studenti universitari, è stato utilizzato anche da turisti e perugini che hanno potuto usufruire delle attività culturali e sociali in città senza utilizzare l’auto privata». «Il Comune – ha detto invece Casaioli – ha sempre riconosciuto l’importanza del servizio Gimo, per il quale quello che mettevamo in evidenza era la mancanza di risorse. Ora che queste sono state individuate, non possiamo che essere soddisfatti di poter fornire un ulteriore servizio agli studenti universitari, tanto richiesto. Siamo ben consapevoli dell’importanza di Perugia come città universitaria e, per questo, nel Pums renderemo strutturali tutti quei servizi che contribuiranno a rendere l’ateneo di Perugia ancora più attrattivo».

Casciari e Leonelli A esultare sono anche i consiglieri regionali del Pd Carla Casciari e Giacomo Leonelli, «impegnati fin dal 2016 in questa battaglia». «Anche l’Amministrazione comunale – scrivono – ha finalmente riconosciuto il successo del servizio molto richiesto dal mondo universitario, tanto da volerlo inserire nel Piano urbano della mobilità sostenibile. Di questo ha bisogno la città di Perugia per essere competitiva e sempre più a misura di studente. Continueremo a vigilare affinché il Comune tenga fede a questo impegno». Il punto sul servizio verrà fatto martedì alle 11.30 anche dalla Sinistra universitaria Udu e Altrascuola Rete degli studenti medi nel corso di una conferenza stampa che si terrà alla sala della Vaccara.

Twitter @DanieleBovi

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