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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 22:46

Perugia, stop agli sprechi alimentari: nei ristoranti la ‘Repeat box’ per portare il cibo a casa

La Repeat box

Parte con tre ristoranti del centro storico l’iniziativa del Comune di Perugia che vuole promuovere una politica di stop agli sprechi. Si chiama “Repeat box” il recipiente appositamente creato per conservare e riportare a casa il cibo non consumato al ristorante: è “repeat box”, la vaschetta naturale realizzata con gli scarti della canna da zucchero. Hanno aderito all’iniziativa i ristoranti Pachamama, Al mangiar Bene e Osteria Priori. Il progetto è stato illustrato a Palazzo dei Priori dal vicesindaco Nilo Arcudi e dall’assessore all’Ambiente Lorena Pesaresi.

Il progetto Il progetto, disegnato e implementato dagli studenti del Food Studies Program di Umbra Institute assieme a dei partner locali, intende contribuire all’obiettivo europeo di ridurre per il 2025 lo spreco alimentare del 50% attraverso il disegno e l’implementazione di un programma che promuova l’uso di scatoline “take away” che permettano di portare a casa il proprio pasto avanzato dal ristorante. Si è partiti con una indagine iniziale attraverso questionari e interviste semi-strutturate che ha dimostrato che oltre il 70% degli intervistati sono favorevoli alla riduzione degli sprechi alimentari e sarebbero disposti a portare a casa il pasto avanzato riutilizzandolo in ambiente domestico, se ne avessero la possibilità attraverso un servizio offerto dal ristoratore; è seguita la fase di sensibilizzazione dei ristoratori e dei loro clienti sul problema dello spreco; è stato prodotto materiale illustrativo sul progetto e sulle modalità di trasporto e riutilizzo in ambito domestico degli alimenti non consumati nel ristorante; creato un logo riconoscibile che possa essere applicato sulle vetrofanie e sui menù dei ristoranti aderenti al progetto che li identifichi come locali “amici della scatolina antispreco”; individuato e ordina il materiale adatto per il trasporto del cibo: sono state scelte delle scatoline di polpa di cellulosa realizzate dalla lavorazione degli scarti della canna da zucchero, interamente biodegradabili e compostabili nella sezione organica dei rifiuti. Gli studenti del nuovo corso semestrale provvederanno alla creazione di un apposito sito web e alla comunicazione dello stesso. Verrà effettuato un monitoraggio dell’impatto dell’iniziativa e dei cambiamenti innescati, e saranno resi pubblici i risultati conseguiti.

Pesaresi e Arcudi Secondo l’assessore Pesaresi «il recupero dei rifiuti deve diventare una questione mondiale, una cultura diffusa e condivisa. Perugia è all’avanguardia in queste tematiche ed è città pilota in alcuni progetti innovativi nella gestione dei rifiuti e delle politiche energetiche. I nostri programmi sono orientati a costruire una smart city». L’assessore ha citato, tra gli ultimi interventi nel centro storico, i cestini dedicati per la raccolta differenziata. Raccolta che ha raggiunto il 63%. Per Arcudi «con Umbra Institute stiamo realizzando piccoli, ma significativi interventi di miglioramento del centro storico. Penso alla ripulitura delle targhe storiche nell’acropoli, al progetto “Caro Vicolo” che ha visto collaborare Umbra Institute e l’associazione Borgo Bello. Più in generale, in questi anni, abbiamo costruito una fitta rete di relazioni con le associazioni che partecipano, in modo dinamico e costruttivo, alla vita della città». Per il vicesindaco Arcudi l’integrazione degli studenti stranieri a Perugia si attua anche attraverso queste progettualità: «è un modo per renderli parte attiva della vita politica e culturale della città. A Perugia si parlano più di 100 lingue straniere ed è il segno della sua identità internazionale e della sua vocazione all’accoglienza». Arcudi coinvolgerà anche la Consulta del centro storico per ampliare il panorama dei ristoranti coinvolti dal progetto.

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