mercoledì 5 agosto - Aggiornato alle 04:07

Perugia si ribella all’apertura della sede di Casapound: «Nessuno spazio ai fascisti»

Il presidio antifascista a Rimbocchi

Mentre al chiuso di via Valentini Casapound inaugurava la sua sede di Perugia, sotto la pioggia, al Parco dei Rimbocchi, tanti si sono riuniti per ribadire che «Perugia rifiuta la presenza di neofascisti» e rivendicare «la costruzione di una città sicura in quanto antisessista, antirazzista e antifascista». La manifestazione si è tenuta nonostante le restrizioni imposte dalla questura per evitare contatti con i militanti di Casapound.

Assemblea Pubblichiamo la nota di Perugia Antifascista, che dà appuntamento a lunedì 5 maggio alle 21 per un’assemblea partecipata presso il Circolo Arci Island a Madonna Alta:

Tira un’ariaccia dice il detto popolare, ed è così in tutta Europa: venti di intolleranza, attacco ai diritti, retoriche liberticide all’autodeterminazione, sono gli strumenti con cui il capitalismo mette a valore i desideri e le vite di tutti. Un sistema di potere in cui la precarietà è una condizione sistemica, lo sfruttamento diventa quasi naturale e la paura verso il diverso si conferma come il modo ovvio di neutralizzare la rabbia degna di coloro che vi si oppongono. Oggi la governance neoliberale governa, infatti, crisi e austerità a colpi di leggi paternalistiche e repressive, utilizzando le differenze razziali, di genere, di orientamento sessuale con il chiaro scopo, tra l’altro, di produrre un immaginario allarmistico da dare in pasto al populismo reazionario, come mettono ben in mostra il caso dell’Ucraina, le politiche autoritarie del democraticissimo Putin, la becera politica del governo Rajoy.

Il globale è locale, lo sappiamo, e Perugia lo dimostra: politiche securitarie esasperanti, trasformazione della rabbia sociale in razzismo, svendita degli spazi pubblici a interessi privati. Si dice che Perugia sia una città ormai svuotata, ma si omette di dire che tale fenomeno è frutto di politiche mirate e noi ci chiediamo: a chi conviene? Forse alla ‘ndrangheta, che ha nel narcotraffico il suo centro nevralgico e che usa Perugia come una delle piazze principali in Europa? Forse a renderci tutt* un po’ più divisi, spaventati e quindi più governabili? La risposta la dà l’apertura di Casapound: un’associazione, di per sé insignificante, ma che rappresenta la mano violenta a sostegno di tali politiche.

Che cos’è Casapound? Nasce in qualità di primo spazio di rivendicata ispirazione fascista che si fa conoscere sul territorio nazionale per le numerose aggressioni di stampo razzista e sessista. A Perugia, il 3 maggio in via Valentini 33 ad Elce, questa stessa organizzazione ha inaugurato uno spazio alla presenza del vice presidente nazionale, Andrea Antonini.

Chi è Andrea Antonini? Secondo la ricostruzione della Procura, a Giugno 2008 Antonini avrebbe dichiarato il falso per confermare l’identità di Mario Santafede, latitante di origine napoletana ricercato per una condanna a 13 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, facendogli così ottenere una falsa carta di identità. Ecco allora svelata la falsità della retorica che vorrebbe Casapound in prima fila contro spaccio e degrado, tematiche centrali anche nel dibattito pubblico cittadino, in cui si parla di sicurezza a fini elettorali e poi si permette l’insediamento in città di individui che usano l’aggressione verso l’altro e l’odio contro il diverso come mezzi di azioni quotidiane.

Il nostro presidio di oggi è stato solo la prima di una serie di azioni nella nostra mobilitazione contro la presenza fascista a Perugia e per rivendicare una sicurezza che non invoca maggiore controllo e polizia, ma ha a che fare con il diritto alla casa, al reddito e ad una mobilità per tutte e tutti!

 

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