giovedì 22 ottobre - Aggiornato alle 02:16

Perugia, scatta la guerra allo scoiattolo grigio: «Dal 2016 campagna di sterilizzazione»

Scoiattolo grigio e scoiattolo rosso

di Iv. Por.

Passa dall’Umbria la linea Maginot contro l’invasione dello scoiattolo grigio americano che, dovesse raggiungere gli Appennini, farebbe segnare la Caporetto della biodiversità. Ha i crismi di una “guerra di liberazione” quella che prende il via con il progetto comunitario U-Savereds, finanziato dal Programma “Life+” dell’Unione europea, dove “savereds” sta per “salvarossi”, cioè proteggere lo scoiattolo rosso di fronte alla minaccia dello scoiattolo grigio americano, che lo sta sterminando. Verrà effettuata con una campagna di sterilizzazione a partire dal 2016.

A presentare il programma l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini, il responsabile nazionale Fauna e Benessere animale di Legambiente Antonino Morabito; il vicequestore aggiunto Daniele Arcioni, responsabile Cites del Corpo Forestale dell’Umbria; Piero Genovesi, dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, che è capofila del progetto. Il progetto ha come partner le Regioni Umbria e Lazio, il Comune di Perugia, l’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche, Legambiente Umbria e Istituto Oikos (società che opera nel campo della conservazione e gestione sostenibile delle risorse naturali) e nasce dall’esigenza di tutelare lo scoiattolo comune europeo, conosciuto come scoiattolo rosso, dalla progressiva diffusione, anche in Umbria, dello scoiattolo grigio americano, che ne insidia l’habitat e la stessa sopravvivenza.

Chi paga Cecchini ha spiegato che il progetto «è cofinanziato al 50% dalla Commissione europea, e noi contribuiamo con una quota di cofinanziamento del 5% e mettendo a disposizione il personale regionale. Gli interventi saranno mirati a favorire il reinsediamento di una specie importante quale è lo scoiattolo rosso, ‘sentinella’ dei nostri boschi e fondamentale per il loro rinnovamento, e la presenza tra i partner di un organismo autorevole come l’Ispra, di rappresentati dello Stato, e di Legambiente rappresenta un’ulteriore garanzia della correttezza delle azioni che verranno svolte».

Il grigio nemico numero uno «Un progetto di importanza nazionale – ha rilevato Genovesi, dell’Ispra, presidente del gruppo specialista sulle specie invasive dell’Unione mondiale per la conservazione della Natura – In Italia sono presenti 2654 specie alloctone e tra le più pericolose figura lo scoiattolo grigio. Le specie alloctone invasive – ha proseguito – sono probabilmente la prima causa di estinzione di specie animali nel mondo negli ultimi secoli, corresponsabili del 50% dei casi noti di estinzione e unica causa di estinzione di un quinto dei casi. E causano anche perdite economiche enormi, stimate in Europa in oltre 12 miliardi di euro all’anno».

Regole e divieti Una emergenza, quella delle specie alloctone, che è stata affrontata a livello europeo con un Regolamento che entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio 2015 e che vieta l’introduzione e la diffusione di specie che possono causare danni all’ambiente, all’economia e alla salute umana, imponendo obblighi di intervento a tutti gli Stati membri. «In Italia – ha ricordato il vicequestore aggiunto Arcioni – in seguito a una modifica dell’articolo 2 della legge 157/1992 è possibile intervenire sulle specie invasive, che possono essere eradicate in caso di danni ambientali. Quanto allo scoiattolo grigio americano, dal febbraio 2013, ne è vietata la detenzione e la commercializzazione, con pesanti sanzioni, anche pecuniarie».

L’invasione partita dall’Umbria Ad oggi questa specie è stata individuata in un’area di circa 50 km quadrati attorno a Perugia, ma segnalazioni della sua presenza arrivano anche nell’Alta Valle del Tevere, al confine tra Umbria e Toscana. «Si sta intervenendo per salvare una specie locale ed è urgente farlo, prima che gli scoiattoli grigi possano raggiungere l’Appennino umbro-marchigiano», ha rilevato il giornalista Umberto Mazzantini, mentre Antonino Morabito ha sottolineato come Legambiente si proponga di «salvare il maggior numero di animali e la rete di relazioni che li tiene insieme», aggiungendo che «dove sono cresciuti gli scoiattoli grigi sono morti quelli rossi cui sono stati sottratti rifugi e cibo, facendo venir meno anche la funzione svolta da questi ultimi nel processo di rinnovamento del bosco».

Il progetto: analisi Il progetto, di durata quadriennale e che si concluderà nel 2018, come ha spiegato Daniele Paoloni dell’Istituto Oikos, prevede dal 2015 una serie di attività per definire la presenza dello scoiattolo grigio sul territorio regionale, approfondendo gli studi effettuati negli ultimi tre anni.

Informazione Parallelamente sarà avviata una campagna di informazione per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della difesa della biodiversità, sulla necessità della rimozione delle specie invasive, come avvenuto in altri territori, e sulle problematiche derivanti da rilasci più o meno volontari di specie alloctone. Saranno coinvolte anche le scuole e azioni di sensibilizzazione verso i più giovani saranno portate avanti anche in occasione del Festival delle Figure animate, a Perugia. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti relativi al progetto saranno accessibili su un sito web e su social network dedicati.

Sterilizzazione di massa Dal 2016 prenderanno il via le “operazioni di gestione” con la rimozione vera e propria degli scoiattoli grigi, sia direttamente, che attraverso la cattura, la sterilizzazione chirurgica e il successivo rilascio degli animali, che non saranno quindi uccisi come si paventava.

Altri interventi Si lavorerà anche per migliorare le “condizioni vitali” dello scoiattolo rosso a Perugia, con la messa a dimora di piante appetibili per questa specie, e il ripristino e rinforzo delle popolazioni oggi in difficoltà a causa della presenza dello scoiattolo grigio. Lo ha sottolineato anche Giorgio Fusco, del Comune di Perugia, che ha voluto anche richiamare “la responsabilità dell’uomo” per il conflitto oggi esistente fra la specie locale e quella che è stata introdotta in Umbria diffondendosi dai primi anni del 2000. È inoltre prevista la creazione di un protocollo (Early Warning System and Rapid Response) per intercettare, tramite il monitoraggio di alcune aree sensibili, l’espansione oltre il confine regionale dello scoiattolo grigio che, per la conformazione dell’Umbria, ha facilità ad insediarsi in tutto il Centro Italia.

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