domenica 27 maggio - Aggiornato alle 06:51

Perugia ritrova la sua ‘Anima Civica’ «per fermare il declino»: per ora niente lista ma un progetto per il futuro della città

Da un gruppo di cittadini l’idea: «Né riciclaggio né restaurazione ma stimolo per la città»

Un momento dell'assemblea cittadina

di Danilo Nardoni

«Visto ormai che Perugia ha perso la sua anima di città di cultura e d’arte, perché non togliamo la Fontana maggiore per metterci altro?». E qualcuno parla anche di mucche, mozzarelle e babà. Durante l’incontro pubblico, organizzato dal movimento di cittadini che rientra sotto il nome di Anima Civica, ed ideato per parlare di temi legati a Perugia e al suo futuro «per fornire spunti ad un programma di rilancio della città», c’è stato anche spazio per le provocazioni. Perugia, lunedì 7 maggio nel corso dell’iniziativa che si è svolta all’Auditorium Santa Cecilia, a giudicare dagli sguardi e dai commenti finali degli organizzatori, sembra aver ritrovato la sua ‘Anima Civica’. Nascosta, ammutolita, ed in silenzio per troppo tempo, durante la serata pare abbia tolto la testa da sotto la sabbia e si sia messa in cammino «per fermare il declino della città». Da un gruppo di cittadini, di diverse età e percorsi professionali e di vita, è nata l’idea di costruire una visione collettiva, far circolare idee per una Perugia della cultura e dell’incontro: nessuna operazione «né di riciclaggio né di restaurazione ma solo di stimolo per la città che deve investire soprattutto in cultura». Per ora niente lista, assicurano, ma subito un «partito della città», un progetto per il futuro di Perugia da discutere in maniera attiva durante una prima iniziativa pubblica che sarà organizzata il 20 giugno, data simbolo per Perugia. Intanto, in fondo alla sala, ha fatto pure capolino qualche politico, solo in ascolto ed intento a prendere appunti.

Guardare al futuro Per ora quindi c’è un blog (www.animacivica.it), un gruppo di persone che si sono ritrovate su idee comuni e un primo incontro pubblico fatto di lunedì sera con 130 persone ad ascoltare e parlare, cosa davvero rara in periodi dove la partecipazione è ormai solo “digitale” e davanti ad un social in rete. Infine, un altro appuntamento imminente da organizzare per le celebrazioni del XX Giungo. Poi si vedrà. «Se tutto questo alla fine del percorso iniziato si trasformerà in movimento civico e lista lo decideremo insieme» ha affermato Giovanni Tarpani, una delle anime di Anima Civica, per poi aggiungere: «Questo è l’obiettivo, non c’è nessuna dietrologia, c’è solo il bisogno che circolino delle idee perché abbiamo radici e vogliamo guardare al futuro della città». «Perugia – ha detto – ha bisogno di ricostruire una agenda politica e degli obiettivi concreti su cui creare il consenso e per questo dobbiamo fare lo sforzo di ascoltarci prima di tutto e costruire la partecipazione perché da anni non c’è dibattito in questa città che deve quindi reagire al suo declino».

Partito della città Questo primo appuntamento – ha sottolineato Renzo Patumi – è quindi il frutto di vari incontri fra alcune persone, cittadini di Perugia, che hanno valori comuni e esperienze differenti e che «non vogliono rassegnarsi al declino che oggi contraddistingue la nostra città». «Abbiamo deciso di reagire cercando di indicare alcuni punti su cui cominciare a discutere per ridare a Perugia – ha detto Patumi – il ruolo che le spetta; non abbiamo ambizioni personali, non siamo ragazzi, ma guardiamo avanti e l’unica ambizione è di contribuire alla cultura politica della città, partecipando alla formazione di una nuova classe dirigente. Non siamo un partito né rappresentiamo qualcuno, siamo solo cittadini di Perugia e non ci dimettiamo da questa condizione, né ora né in futuro, perché i nostri valori coincidono con quelli della identità profonda della città. Non siamo interessati a diventare un partito e ancor meno una “parte” di un partito ma crediamo nella costruzione del “partito della citta”: e soprattutto nella sua unità».

Coraggio «Coraggio dunque, Perugia sarà»: usando questo messaggio del Regio Esercito Sabaudo agli insorti del XX Giugno, Anima Civica aveva invitato la cittadinanza a partecipare all’appuntamento per questa sorta di prima Assemblea della città. All’appello di partecipazione e condivisione, concetti richiamata più volte durante l’incontro, hanno risposto anche molti giovani che hanno quindi preso coraggio e preso anche la parola. «Vedo tante facce stasera che non vedevo da anni in una stessa sala e solo per questo mi sembra una operazione riuscita» ha commentato Costanza Spera. «Guardo anche io con interesse ad un percorso nuovo – ha detto – perché questa città ha bisogno di un progetto per qualcosa e non per qualcuno e di tornare a fare politica con l’anima e senza interessi». «Vedo da parte di questa amministrazione comunale – ha proseguito – solo un provincialismo becero con le uniche iniziative di slancio culturale che non hanno stimolo dal Comune ma solo da chi decide di farle. Vedo anche una città silente sui vari fascismi e sui diritti civili». A nome degli studenti universitari ha parlato Lorenzo Gennari, fresco coordinatore Udu, sottolineando che quello presentato «è un progetto ampio, trasversale e convincente» e di come, riferendosi alla comunità studentesca, questa «non si sente parte integrante di una città storicamente universitaria». Per il coordinatore della rete degli studenti medi dell’Umbria, anche lui intervenuto all’incontro, «ci vorrebbe una scuola che pensa alla città e una città che pensa alla scuola». Tutto questo «anche con una rilettura dell’ambiente urbano e la creazione di spazi di aggregazione giovanile di cui oggi Perugia è sprovvista».

Stimolo Il primo a parlare è stato Marcello Catanelli, autore anche dell’appello con il quale sono stati invitati i cittadini all’incontro. «Questa – ha dichiarato – non è una operazione di restaurazione e nemmeno di riciclaggio di alcuni per tornare in campo; il nostro compito è solo quello di essere di stimolo per questa città impoverita economicamente, socialmente e culturalmente. Mentre tutti gli indici sono in picchiata, c’è una città ammutolita e annichilita dove non vola più una mosca». E per Catanelli non è poi “tutta colpa di Romizi”: «Siamo i primi a mettere in discussione anche la nostra esperienza politica, ma oggi c’è una città da sostenere nelle sue vocazioni, da quella industriale a quella universitaria e fino a quella culturale e artistica». Perugia, secondo Catanelli, «da sempre città d’arte e di cultura, non sta investendo nulla per sostenere questa sua storica vocazione e se non lo farà andrà incontro ancora di più al suo declino».

Responsabilità «Qualcuno ha sentito il richiamo della responsabilità e fermare ed arrestare il declino significa riprendere il governo della città»: a dirlo è stato Virgilio Ambroglini secondo il quale «è necessario un organismo inclusivo che pensi collettivamente a produrre una visione nuova della città internazionale rompendo lo schema di degrado attuale soprattutto a livello culturale». «Non ci sono spazi, anche fisici, per la discussione – ha aggiunto – mentre invece c’è necessità di luoghi per il confronto e per esprimere partecipazione e per questo serve l’impegno di tutti, di un collettivo pensante». Democrazia, partecipazione e spazi culturali quindi, per Ambroglini, sono temi legati e su cui «è sceso una sorta di oblio». «Ma è possibile che a Perugia la politica culturale sia gestita da istituti di credito o che sia sempre scenario di una ennesima mostra di Sgarbi?» si è domandato Ambroglini parlando anche «dell’urgenza vitale di rigenerare i grandi spazi di Perugia senza pensare a nuovo cemento» e sottolineando che c’è «chi pensa ad uomini in calzamaglia invece che all’Europa». L’auspicio di Stefano Goretti, inoltre, è che questo percorso avviato porti a qualcosa «di concreto con una lista civica da presentare alle prossime elezioni amministrative» e che non sia «solo il solito cenacolo di intellettuali».

Cittadinanza condivisa Mentre Renzo Zuccherini ha poi messo l’accento sul concetto di “partecipazione”, Angela Giorgi invece su “condivisione”, domandandosi inoltre «cosa si può condividere oggi come cittadini attivi». «Cittadinanza condivisa» è quindi la parola chiave per Giorgi che auspica quindi una «città partecipata». «Bisogna domandarci – ha affermato – non chi sarà a governare la città ma cosa vogliamo per Perugia». Spostare quindi il piano di riflessione e di discussione è quindi necessario per Giorgi: «E’ opportuno oggi non seguire le polemiche quotidiane ma proporre qualcosa a lungo termine». Secondo l’antropologo Daniele Parbuono «occorre pensare alle ragioni che possono tenere insieme tante persone» e per questo «bisogna partire da una Perugia culturale e dell’incontro, perché oggi possiamo dividere le persone tra chi vede un mondo chiuso e chi un mondo aperto».

20 giugno Primo obiettivo a cui puntava l’incontro, a detta degli organizzatori a fine serata, ovvero quello di motivare una parte di Perugia ad un impegno essenziale per il futuro della comunità, «sembra essere stato raggiunto con un bel clima di responsabilità che si è respirato stasera» ha affermato Patumi. Ora, dopo questo appuntamento “zero”, la prossima «fondamentale data» sarà il 20 giugno e sempre all’Auditorium Santa Cecilia. «Quella del XX Giugno è per noi la data simbolica della identità collettiva di Perugia, di ieri, di oggi e vorremmo anche di domani, e per questo proponiamo che in tale data si tenga una prima concreta, partecipata convenzione per la costruzione di un programma per la città. Dopo questa prima serata il gruppo dei promotori si allargherà ad altri per costituire il comitato che avrà come unico obbiettivo la preparazione della giornata del 20 giugno». Il blog ‘Anima civica’, già attivo, sarà quindi il contenitore dei contributi programmatici che gli organizzatori si auspicano arrivino poi numerosi «per aprire una vera dialettica delle idee di cui la città ha un bisogno urgente». Da dove partire però? «Dalla qualificazione dei progetti di rigenerazione urbana, da un nuovo modello di sviluppo che dia prospettive di lavoro ai nostri giovani, individuando la cultura né come semplice rivendicazione della peruginità vuota e senza radici o solo esaltazione estetica, ma invece come valore fondante della identità della città e come componente attiva della sua economia ponendo la conoscenza come base del governo della stessa». Questo percorso avviato da Anima Civica «per costruire il primo contributo per un futuro comune che ha alla base valori condivisi e per restituire a Perugia il suo ruolo di moderna città europea» è quindi partito. Nessuna ambizione elettorale, hanno ribadito sul finale ancora gli organizzatori, «vogliamo solo contribuire a ripristinare un sinergico rapporto fra le generazioni». «La nostra porta e aperta a tutti ma è chiusa a giochi di potere e a chi pensa superficialmente di usare questo nostro impegno come veicolo per ambizioni personali». «Noi continueremo a fare quello che moltissimi perugini hanno fatto per tanto tempo, orgogliosi di farlo: essere tutti, chiunque, amministratori nel vivere pienamente la nostra città, ogni giorno, per essere sempre protagonisti del futuro di Perugia».

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