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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 10:19

Perugia rischia di restare senza ambulanze della Croce Rossa: «Col Covid usura triplicata»

L’allarme dopo la verifica sul parco auto: «I mezzi in forte sofferenza dopo aver percorso in un anno 300 mila km»

Perugia rischia di restare senza ambulanze della Croce Rossa. A lanciare l’allarme è direttamente il vicepresidente Antonio Piro all’esito di una verifica delle attività svolte, e quindi dei chilometri percorsi, dai mezzi di soccorso dopo l’anno segnato dall’emergenza pandemica che per la Croce Rossa è equivalso «all’estensione del servizio “emergenza-urgenza 118” in convenzione con l’Azienda Ospedaliera di Perugia da 12 ore al giorno a 24 ore per pazienti sospetti o affetti da Covid».

Perugia rischia di restare senza ambulanze della Croce Rossa In questo senso, la ricognizione ha fatto rilevare «un esponenziale utilizzo delle ambulanze portando oltre al 300 per cento rispetto all’abituale servizio svolto in precedenza, comportando una elevata usura dei mezzi a causa delle numerose attività svolte che si sono triplicate quotidianamente» e per questo la Croce Rossa di Perugia evidenzia come «sia a rischio la futura efficacia e la performance del parco macchine». Più in particolare, viene ricordato che le «ambulanze sono veicoli adibiti al primo soccorso, perciò devono obbligatoriamente mantenere una integrale e perfetta funzionalità sia strutturale che tecnologica e percorrere oltre 300 mila km in un anno implica sofferenza meccanica al veicolo» e «nella relazione legata alla verifica del parco macchine è emerso quanto l’attività prevalente, svolta fino ad oggi, è stata correlata all’emergenza Covid-19». Per correre ai ripari prima che sia troppo tardi, ossia «rinnovare il parco delle ambulanze, è in corso d’opera l’attività di promozione e sensibilizzazione al fine di riuscire a reperire fondi per l’acquisto di una nuova ambulanza per garantire il servizio impeccabile, tempestivo e professionale come è stato sempre sino ad oggi».

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