giovedì 19 aprile - Aggiornato alle 11:43

Perugia Pride 2017, Omphalos: De Vincenzi e Costanza Miriano ancora nel medioevo

Stefano Bucaioni attacca il consigliere regionale e la giornalista

«Apprendiamo dalla stampa che il Consigliere comunale e regionale Sergio De Vincenzi si dice scandalizzato dalla concessione del patrocinio del Comune di Perugia alla quinta edizione del Perugia Pride Village, che si terrà nella solita location di Borgo Bello e dei giardini del Frontone dal 23 al 25 giugno. Il consigliere, in una nota stampa, si lamenta della sua stessa maggioranza che ormai sembra non considerarlo più». E’ quanto scrive in un comunicato l’ufficio stampa di Omphalos.

Le ‘crociate’ «Ci dispiace che il consigliere De Vincenzi si senta scandalizzato e abbandonato dalla sua stessa maggioranza per il rinnovo della concessione del patrocinio del Comune di Perugia al Perugia Pride Village – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – crediamo sia arrivato il momento che il consigliere prenda atto che la sua posizione è ancorata nel medioevo del 1416 mentre la città e il Paese intero si muovono nel 2017. Evidentemente al consigliere non sono bastate le risposte negative che continuano ad arrivare a tutte le sue iniziative, dalla crociata sui ‘libretti gender’ in Comune a quella sulla legge contro l’omofobia in Regione, fino alle unioni civili in Parlamento. Forse è il caso che De Vincenzi se ne faccia una ragione, lasci le sue due poltrone che occupa in contemporanea in Comune e Regione e torni a fare altro».

PERUGIA PRIDE VILLAGE: IL VIDEO

La giornalista «Le dichiarazioni del consigliere De Vincenzi – prosegue la nota – fanno eco al violento messaggio diffuso pochi giorni fa dalla giornalista perugina Costanza Miriano, che si dichiara ‘favorevolissima alle discriminazioni‘. Messaggio che lascia stupefatti proprio dalla facilità con la quale, in nome di un credo religioso, si cerca di avallare comportamenti discriminatori verso le persone considerate ‘diverse‘».

La laicità «Il tema di questa edizione del Perugia Pride Village è proprio la laicità, con lo slogan ‘Si scrive laico, si legge libero’ – continua Bucaioni – e le orribili dichiarazioni di questi giorni ci confermano quanto ancora abbiamo bisogno di laicità in Italia. Lo abbiamo ben ricordato nel documento politico. Viviamo in un Paese che si dice laico, in cui l’opinione di un’istituzione religiosa è però capofila di ogni telegiornale. Un Paese in cui la discussione sui diritti umani deve passare attraverso un contraddittorio di persone che si sentono legittimate a seminare odio in virtù di un credo. È il momento che la società, tutta, diventi bandiera di un pensiero libero e laico, in cui atei e credenti di ogni religione trovino la capacità di separare la devozione individuale dalla discriminazione. Per questo il Perugia Pride Village è importante e merita il patrocinio e il sostegno delle amministrazioni pubbliche, non solo per le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans* e intersex, ma per tutta la comunità cittadina e regionale».

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