martedì 23 luglio - Aggiornato alle 17:51

Perugia, patto Università-Conservatorio: gli studenti potranno frequentare i corsi delle due istituzioni

Quelli del Dipartimento di Lettere possono scegliere Storia della musica mentre quelli del Morlacchi un insegnamento di Lettere a loro piacimento

La firma del protocollo

Gli studenti iscritti a uno dei corsi del Dipartimento di Lettere dell’Università potranno frequentare i corsi di Storia della musica tenuti dal Conservatorio, mentre quelli del «Francesco Morlacchi» potranno scegliere un corso di Lettere, e ad entrambi saranno garantiti i relativi crediti. È questo in sostanza il fulcro del protocollo tra Università di Perugia e Conservatorio Morlacchi firmato martedì dal rettore dell’Ateneo, Franco Moriconi, dal professor Andrea Sassi e dal maestro Piero Caraba, rispettivamente presidente e direttore del Conservatorio. Un accordo che ricalca quelli già sottoscritti dall’Università con Accademia di Belle arti e Scuola di lingue estere dell’Esercito.

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Università aperta «La collaborazione – ha detto Moriconi – porta a compimento un punto strategico importante del mio programma. Molti saranno i vantaggi reciproci per le due istituzioni, ma soprattutto innalzerà ulteriormente la qualità della didattica, a beneficio degli studenti. Facciamo quasi mille anni di storia in due ma siamo più attuali che mai. È un accordo rappresentativo del nostro modo di intendere l’Università come sistema aperto e in sinergia con il territorio». Secondo Sassi si tratta di «un esempio importante di efficientamento dell’offerta formativa tra istituzioni di alta formazione.

Conservatorio fuori dai confini Alla firma hanno partecipato anche Mario Tosti, direttore del Dipartimento di Lettere – lingue, letterature e civiltà antiche e moderne e Erminia Irace, presidente del corso di laurea in Beni culturali. «La convenzione – ha detto Tosti – consentirà ai nostri studenti di usufruire di un’offerta formativa, nel settore della Storia della musica, molto variegata, da quella generale a quella dei vari periodi storici, sino al jazz e al pop». «Al di là del vantaggio pratico – ha aggiunto Caraba – in particolare per consentire ai nostri studenti di frequentare i vari corsi di lingua impartiti dall’Ateneo, è un piacere ‘politico’, con il Conservatorio che è finalmente riuscito a uscire fuori dai propri confini, ad aprirsi al territorio, rendendo ancor più significativa la sua presenza nella città grazie a questi accordi con le istituzioni universitarie perugine».

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