martedì 22 gennaio - Aggiornato alle 00:45

Perugia, parla il presidente del Post: «Siamo in crisi di liquidità. Nel giro di pochi mesi nuovi soci»

Il professor Luca Gammaitoni: «Senza certezze dal Ministero non possiamo andare in banca. Servono garanzie per il futuro»

Il Museo della scienza di Perugia

di Daniele Bovi

Nel breve termine la necessità di risolvere la crisi di liquidità che ha inceppato il meccanismo di funzionamento del Post e, nel medio, quella di trovare nuovi soci in grado di dare certezze future all’istituzione. Il professor Luca Gammaitoni, docente di Fisica sperimentale all’Università di Perugia e presidente del cda del Post, parla a Umbria24 del presente e del futuro del «Perugia officina scienza e tecnologia», il museo che sta vivendo un momento molto difficile sul fronte economico a causa, sostanzialmente, del ritardo nell’erogazione dei fondi da parte del Ministero dell’istruzione.

I PERCHÉ DELLA CRISI DEL POST 

Il bando e la crisi Il dicastero guidato da Marco Bussetti all’incirca garantisce ogni anno 120 mila euro attraverso un bando triennale: il Post ha partecipato a quello che coprirà il periodo 2018-2020 ma attualmente, complice il cambio a Palazzo Chigi, non si conoscono ancora i risultati. «Tendenzialmente le risorse arrivavano ogni volta alla fine dell’anno e noi – spiega il docente – con quella garanzia andavamo in banca a chiedere un fido che ci permetteva di mandare avanti le cose; ora senza questo siamo in una crisi di liquidità che stiamo cercando di gestire». Il Post come altre istituzioni che hanno partecipato al bando ha aperto una interlocuzione informale con il Ministero per avere notizie «e sembra – continua Gammaitoni – che entro la fine del mese si capirà qualcosa in più; in caso di esito per noi positivo la crisi si risolverebbe».

Nuovi soci Nella speranza che il caso si chiuda nel giro di poco tempo c’è però la necessità di guardare più in là. Oggi i soci del Post sono il Comune di Perugia e la Provincia (nei prossimi giorni è previsto un incontro sul tema con il presidente Luciano Bacchetta), che da qualche tempo ha azzerato i contributi mentre altri, come la Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, li hanno notevolmente tagliati. «Il Post – osserva il professore – funziona molto bene se si tratta di attrarre risorse destinate ad attività specifiche, ma qui bisogna avere certezze sui costi fissi», che ammontano a circa 250 mila euro all’anno e riguardano essenzialmente il personale «che va sostenuto dalle istituzioni». Ecco perché il cda sta cercando nuovi soci, partner istituzionali come l’Università, ma non solo, da far entrare nel giro di pochi mesi. «Chi lavora – dice sul punto Gammaitoni – deve avere garanzie».

Il lavoro fatto Gammaitoni riconosce che «il Comune ci è stato di grande aiuto, anche se con finanze limitate, essendo molto vicino alle nostre attività, mentre la Provincia è ‘evaporata’ come socio ed è ora silente in termini di interlocuzione e di risorse». Gammaitoni insieme al resto del cda è entrato al Post nel marzo 2016 e da allora rivendica il lavoro svolto: «Il bilancio è migliorato, avevamo trovato una situazione molto difficile». Nel 2016 il ‘rosso’ era di 105 mila euro, nel 2017 di 40 mila mentre il 2018 dovrebbe chiudersi con un pareggio o un piccolo attivo. «In più abbiamo messo in atto una profonda opera di risanamento dei conti, per la quale servono anni. Abbiamo attivato il meccanismo dell’Art bonus, abbiamo coinvolto soggetti privati attraverso donazioni mai fatte prima e, con una scelta dolorosa, ridotto il personale». Al Post in passato erano attivi nove contratti e mezzo mentre ora in tutto ci sono sei lavoratori, «tutti stabilizzati con contratto a tempo indeterminato». Ora loro e gli utenti aspettano risposte dal Miur e dalle istituzioni cittadine.

Twitter @DanieleBovi

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