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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 20:52

Perugia, Nuova Monteluce: vita del Fondo prorogata di tre mesi. Ora si attende la fumata bianca

L’assemblea dei soci che detengono le quote si è riunita venerdì. Amco aveva chiesto più tempo per valutare il piano di ristrutturazione

La piazza della Nuova Monteluce

di Daniele Bovi

Tre mesi e non sei come ipotizzato in un primo momento. Venerdì si è riunita l’assemblea dei soci della Nuova Monteluce con, all’ordine del giorno, la proroga del fondo immobiliare nato nel lontano 2006 con l’obiettivo di dare un futuro all’area dell’ex policlinico; un quartiere rimasto a metà e che rischia di finire nelle sabbie mobili, trasformandosi in un’enorme incompiuta nel cuore di Perugia.

STORIA DI UN GRANDE PROGETTO FRA CRISI ED ERRORI

Fondo prorogato La proroga della vita del fondo, le cui quote sono nelle mani di Regione, Gepafin (la finanziaria di Palazzo Donini), Università di Perugia e Bnp Paribas attraverso il Fondo immobiliare Dinamico, era stata chiesta a fine dicembre da Amco (società sotto il controllo del ministero dell’Economia specializzata nella gestione dei crediti deteriorati delle imprese) con l’obiettivo di valutare alcuni aspetti del piano di ristrutturazione immobiliare e finanziaria. Pochi giorni dopo, la Regione aveva chiesto a Bnp di convocare l’assemblea per deliberare una proroga – l’ennesima di questa lunga e complicatissima vicenda – di massimo sei mesi.

L’accordo Una quadra in particolare andrà trovata con i tedeschi della banca Aareal, che aspettano circa un milione di euro; settimane fa l’istituto bancario aveva comunicato a Palazzo Donini che il piano «risulta inidoneo a soddisfare – scriveva la giunta – le loro richieste». La partita, ovviamente, riguarda anche le imprese edilizie del territorio, sempre più in difficoltà: le aziende infatti dopo aver lavorato per lungo tempo all’interno dei cantieri non hanno visto un solo euro degli oltre tre milioni che devono incassare.

Rilancio Il piano ammonta a circa sette milioni e rappresenta l’ultima scialuppa di salvataggio, affondata la quale ci sarebbe solo la liquidazione e la pressoché totale perdita del patrimonio. Il documento ha un orizzonte temporale di cinque anni. entro il 2026 si prevede il completamento delle opere di urbanizzazione come strade e percorsi pedonali, la messa in sicurezza dei cantieri, la commercializzazione e poi l’affitto delle unità immobiliari terminate e il completamento di quelle ancora al grezzo (compresi gli appartamenti e la Casa della salute che dovrebbe ospitare quella ormai fatiscente di via XIV Settembre). Oltre al necessario finanziamento, tra i principali punti del business plan ci sono anche il rimborso dei «fornitori strategici» (cioè delle imprese) per una cifra pari al 50 per cento, mentre per i non strategici si parla del 20 per cento. Entro 90 giorni si attende la fumata bianca, dopo la quale si potrebbe guardare al futuro di Monteluce con un po’ più di ottimismo.

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