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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 11:18

Perugia, mons Paolo Giulietti consacrato vescovo in una cattedrale gremita

In una gremita cattedrale di San Lorenzo in Perugia, domenica pomeriggio 10 agosto, mons. Paolo Giulietti è stato consacrato vescovo titolare di Termine Imerese ed ausiliare di Perugia-Città della Pieve. Una presenza di fedeli molto calorosa dimostrata anche dal prolungato applauso al termine della lettura della Bolla pontificia con la quale Papa Francesco ha nominato vescovo ausiliare mons Giulietti.

La celebrazione Insieme ai cardinali consacranti Gualtiero Bassetti ed Ennio Antonelli e all’arcivescovo emerito Giuseppe Chiaretti, hanno concelebrato il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, venti vescovi e 140 sacerdoti provenienti da diverse regioni. Mons. Giulietti è giunto a Perugia, facendo ingresso in arcivescovado, poco prima delle 14.30 di oggi, dopo aver percorso a piedi l’antica Via Francigena da Assisi a Perugia e, nei giorni scorsi, la Via Lauretana, da Loreto ad Assisi. Mons. Giulietti aveva annunciato di recente di volersi preparare spiritualmente all’ordinazione episcopale compiendo un “ritiro spirituale itinerante” da pellegrino. Proprio l’esperienza del pellegrinaggio nei luoghi di intensa spiritualità, ha contribuito non poco alla sua “chiamata” al sacerdozio e poi alla sua formazione pastorale, maturata da giovanissimo presbitero della «bella ed amata Chiesa di Perugia-Città della Pieve – come lui stesso la chiama con un pizzico d’orgoglio –, che mi ha generato alla fede e al ministero sacerdotale». E la sua bella e amata Chiesa perugino-pievese si appresta a condividere con il suo neo vescovo ausiliare la solennità di san Lorenzo, da sempre molto sentita dai fedeli, quest’anno particolarmente significativa e gioiosa, come lo stesso cardinale Bassetti evidenzia nella sua omelia.

Centinaia di fedeli Tra le diverse centinaia di fedeli che hanno voluto prendere parte a questa toccante e significativa celebrazione nel giorno della solennità di san Lorenzo martire, titolare della cattedrale perugina, numerosi membri della Confraternita di San Jacopo di Compostela, di cui mons. Giulietti è assistente spirituale, ed una delegazione di rappresentanti delle Istituzioni civili guidata dal sindaco Salvatore Burrafato e di fedeli delle sei parrocchie del comune siciliano di Termini Imerese, antica diocesi della quale il neo vescovo ausiliare di Perugia è titolare. Diversi anche i rappresentanti delle Istituzioni civili del capoluogo umbro presenti alla concelebrazione dell’ordinazione episcopale.

Festa Hanno voluto condividere questo giorno di immensa gioia e festa per la Chiesa perugino-pievese, che dopo quaranta anni ha nuovamente un vescovo ausiliare, anche alcuni sacerdoti e laici con incarichi di responsabilità presso gli Uffici Pastorali della Conferenza episcopale italiana (Cei), dove mons. Giulietti, dal 2001 al 2007, ricoprì l’incarico di direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale giovanile organizzando la partecipazione di migliaia di giovani italiani alle Giornate Mondiali della Gioventù (GMG) di Toronto, Colonia e Sidney.

Il cardinale Il cardinale Bassetti all’inizio della concelebrazione ha ringraziato il Signore e il Santo Padre per i «grandi doni» che la Chiesa dell’Umbria ha ricevuto nel corso del 2014: tre nuovi vescovi, mons. Giuseppe Piemontese di Terni-Narni-Amelia, ordinato il 21 giugno, mons. Nazareno Marconi, di Macerata-Tolentino-Recanati, ordinato nella cattedrale di Città di Castello il 13 luglio, e mons. Paolo Giulietti, vescovo titolare e ausiliare di Perugia-Città della Pieve, che presiederà la sua prima S. Messa da neo vescovo lunedì mattina 11 agosto, solennità liturgica di Santa Chiara d’Assisi, nel Monastero delle Clarisse di Santa Lucia in Città della Pieve. Al momento dell’ordinazione a mons. Giulietti sono stati consegnati i “segni visibili del ministero episcopale”: il Vangelo, l’anello, lo zucchetto, la mitra e il pastorale in legno d’ulivo con il simbolo del Tau donato dal cardinale Bassetti.

Omelia Il cardinal Bassetti nell’omelia ha pronunciato queste parole: «Fratello e figlio carissimo, tu potrai applicare alla tua vita, la dinamica del seme che muore, soltanto ponendo dinanzi al tuo sguardo l’orizzonte della vita piena ed eterna che Gesù ha portato nel mondo, incarnandosi. Solo così ti sarà possibile spendere tutta la tua esistenza nella Sua sequela, come ci ha testimoniato il diacono e martire Lorenzo. “Se il chicco caduto in terra, non muore, rimane solo; Se invece muore produce molto frutto”. Perciò è necessario scegliere oggi le cose che rimangono! Occorre cioè seminare cose eterne. Caro don Paolo, ti auguro che nella tua vita tutto possa risplendere nella luce e che il Signore ti dia sempre il coraggio di perdere ogni giorno un po’ della tua vita per gli altri. Ti accorgerai col tempo, come d’altronde ci assicura il Vangelo, che è solo la vita donata che orienta per la vita eterna. E solo donando vita possiamo essere testimoni del Risorto. Abbi, inoltre, una particolare cura delle famiglie, dei giovani, dei ragazzi, dei tanti anziani e un’attenzione particolare per i nostri seminaristi che quest’anno, a Dio piacendo, raggiungeranno il numero di 20, essendo già stati previsti 7 ingressi per il propedeutico. Non dimenticare la vita consacrata, segno delle realtà eterne! Ringrazio il Signore e il Santo Padre per il grande dono che ci ha fatto destinandoti come vescovo ausiliare a questa Chiesa. Nei cinque anni, che abbiamo trascorso insieme, ho potuto sperimentare la tua generosa e intelligente collaborazione. Il mio pensiero va, infine, a tuo padre, che con te condivide la gioia di questa chiamata, alla mamma e alla nonna che ti proteggono con la loro intercessione, ai tuoi fratelli e nipoti per i quali nutri tanto affetto. Penso anche alla gioia di tutti coloro che in 23 anni di ministero presbiterale hai potuto incontrare in Diocesi e in tutta Italia, mediante l’impegno di 7 anni alla CEI. Da parte mia avrai sempre il sostegno del consiglio e della preghiera e, mentre invito tutti ad esserti accanto con amicizia e affetto, ti affido alla protezione di san Lorenzo e della nostra Madonna delle Grazie»

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