Traffico in galleria foto archivio generica (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Nonostante i dati della giornata di lunedì abbiano fatto tornare un po’ di ottimismo, la giunta comunale è pronta a varare nella seduta di mercoledì l’ordinanza antismog dopo molte giornate di fila in cui le centraline Arpa del capoluogo umbro hanno registrato numeri ben superiori al limite consentito dalla legge, fissato in 50 microgrammi di PM10 (cioè le particelle di particolato inferiori o uguali a 10 millesimi di millimetro) per metro cubo. Il provvedimento, sul quale sono in corso le limature, dovrebbe ricalcare quello adottato alla metà di gennaio: quindi niente auto nell’area ‘compatta’ del capoluogo (zona del centro e limitrofe) così come a Ponte San Giovanni in alcuni giorni della settimana dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30. Le auto che non potranno circolare, in caso, sono quelle fino a categoria Euro 3 e lo stesso varrà per moto e scooter Euro 1 o precedenti; divieti che potrebbero essere validi per alcuni mesi (questo inverno l’ordinanza è rimasta in vigore fino alla fine di marzo).

Parco auto Il provvedimento si basa su quanto previsto dal Piano regionale per la qualità dell’aria, che ha carattere vincolante per le amministrazioni e che impone di disporre una serie di limitazioni al traffico per due giorni consecutivi (e per almeno otto ore) ogni settimana in caso di sforamento ripetuti. Stando al rapporto di Euromobility basato sui numeri di Aci e Ispra e pubblicato martedì, le auto fino a Euro 3 rappresentano ancora una fetta importante del parco auto del capoluogo umbro, che si conferma in vetta alla classifica nazionale per quanto riguarda il tasso di motorizzazione: 70 auto ogni 100 abitanti contro una media italiana di 58 ed europea di 49. Stando al rapporto le auto fino a Euro 3 sono circa il 40 per cento e dunque hanno almeno 15 anni.

Motocicli vecchi Più basso l’indice di motorizzazione relativo ai motocicli (11 ogni 100 abitanti contro una media italiana di 13), che però sono vecchi e quindi maggiormente inquinanti. Perugia infatti, stando ai numeri di Euromobility, ha il secondo parco più vecchio tra i 50 capoluoghi presi in considerazione, dietro solo a Foggia: quasi il 60 per cento dei motocicli rientra nelle categorie Euro 0 o Euro 1. Migliori i dati per quanto riguarda i veicoli a basso impatto, cioè quelli a gpl, metano, elettrico e ibrido: in tutto sono oltre il 12 per cento, tra le percentuali più alte in Italia anche se l’elettrico e l’ibrido rappresentano una fetta molto piccola.

I dati Tornando ai livelli di Pm10, nella giornata di lunedì le tre centraline piazzate in via Cortonese, Fontivegge e Ponte San Giovanni hanno registrato valori di PM10 molto bassi, da un minimo di 26 a un massimo di 31, mentre sforamenti ci sono stati a Città di Castello (70 microgrammi), Foligno (74) e Terni, con punte di 84 microgrammi a Le Grazie e e 86 a Carrara. Quanto a Perugia, gli sforamenti vanno avanti quasi senza soluzione di continuità dal primo dicembre e lo stop alle auto più inquinanti è solo una parte del problema dato che, proprio come sottolineano le rilevazioni fatte negli ultimi anni, altre importanti fonti di inquinamento sono quelle connesse al riscaldamento, come camini a legna e caldaie. E infatti tra i provvedimenti di mercoledì ci potrebbe essere, così come successo un anno fa, anche l’obbligo di abbassare la temperatura dei termostati e di utilizzare camini e riscaldamenti per un massimo di tre ore al giorno.

Twitter @DanieleBovi

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