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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:20

Perugia, Mercato coperto: ipotesi nuovo bando sempre più concreta. L’Ats risponde al Comune

La Nuovo mercato coperto fornirà i chiarimenti richiesti ma sul buon esito della vicenda non c’è molto ottimismo. Il nodo della durata dell’affidamento

Il Mercato coperto

di Daniele Bovi

La palla torna tra i piedi di Palazzo dei Priori ma l’esito sembra scontato. La Nuovo mercato coperto spa, ovvero l’Associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata il bando per la gestione della struttura risponderà ai rilievi fatti nei giorni scorsi dal Comune, ma in pochi credono nel buon esito della vicenda. La lettera è datata primo agosto e dà all’Ats guidato da Roberto Leonardi dieci giorni di tempo per rispondere; secondo quanto filtra dalle imprese coinvolte, nelle prossime ore i chiarimenti richiesti saranno inviati a Palazzo dei Priori che a quel punto dovrà decidere sul da farsi.

La lettera I punti sottolineati con la matita blu dal Comune riguardano il piano economico-finanziario presentato dalla Nuovo mercato coperto; in particolare Palazzo dei Priori chiede più garanzie riguardo alla sostenibilità economica dell’operazione, più dettagli sul progetto gestionale e una più puntuale definizione dei lavori che riguardano le opere edilizie e impiantistiche. All’Ats infatti la struttura, riqualificata con oltre 4,8 milioni di euro dalla Regione e con 1,3 milioni da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, viene consegnata «al grezzo» con le finiture che, come da accordi, spettano al gestore. Il progetto tecnico-economico deve superare il vaglio del Comune e solo dopo l’approvazione arriverà la sottoscrizione di tutti i necessari atti e «l’immissione nel possesso».

Nuovo bando? Il problema è che il via libera non sembra dietro l’angolo. Secondo quanto spiegano dall’Ats, uno dei nodi chiave riguarda la durata dell’affidamento, fissata in nove anni: il Comune nella lettera inviata giorni fa ha spiegato che alla concessione sarà aggiunta la possibilità di un rinnovo per altri nove anni (purché il concessionario sia in regola con affitti e altri obblighi contrattuali), ma dall’Ats – e dalle banche che dovrebbero finanziare il progetto – la formula del 9+9 non viene giudicata sufficiente a far quadrare i conti. Ecco perché sul buon esito dell’operazione non c’è ottimismo né da una parte né dall’altra. Tramontata anche l’idea di una sorta di cittadella del cioccolato (il bando non prevede soluzioni ‘monotematiche’), è probabile che nelle prossime settimane il bando sia rivisto con l’obiettivo di trovare un nuovo soggetto e, a quel punto, l’Ats di Leonardi potrebbe anche ripresentarsi. La quasi certezza però è che per ora un gestore e un progetto non ci sono.

Soci Il bando era stato pubblicato dal Comune a fine 2018, con una proroga nel marzo 2019 dato che nessuno si era fatto avanti. Ad aggiudicarselo l’Ats composto da nove soci, dei quali due hanno un peso preponderante: il 41 per cento è infatti nelle mani di Fondamenti impresa sociale (e non da Irecoop come riportato in precedenza), mentre il 38 per cento è in quelle del presidente del cda Roberto Leonardi. Quote del 3 per cento invece appartengono ad Antonio Boco, Farchioni, Bpe cioccolato, Il collino di Todi, Confcooperative, Coldiretti e Confcommercio. Oltre a Leonardi, del cda fanno parte Luca Baccarelli, Roberto Bonifazi, Luca Bromuri e Antonio Boco. Vicepresidente, fino al febbraio 2021, era Natale Romano poi dimessosi – come scrive il collegio sindacale nell’ultimo bilancio disponibile – «dopo aver dichiarato di aver messo in atto delle operazioni non proprio attinenti a una “corretta amministrazione” accollandosi tutte le responsabilità del caso, con l’impegno di risarcire la società per ogni evenienza negativa causata dal suo operato». Una situazione di fronte alla quale il collegio invitava la società a «verificare attentamente la presenza di eventuali criticità».

La società Costituita nel febbraio 2020, la società ha presentato un progetto che ruota intorno ai prodotti enogastronomici umbri, all’artigianato, alla ristorazione, all’educazione e all’intrattenimento; il Mercato dovrebbe diventare un «luogo di produzione creativa e innovazione sociale» nonché un «hub di produzione musicale». La volontà dei soci è quella di gestore il Mercato «senza finalità di speculazione immobiliare», mettendo a disposizione «spazi e opportunità a condizioni economicamente vantaggiose e comunque sotto la soglia dei valori di rendimento commerciale». Tra qualche giorno se ne saprà di più.

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