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mercoledì 7 dicembre - Aggiornato alle 18:11

Perugia, Mercato coperto: il problema non sono i soldi ma le idee e la capacità politica

L’intervento di Lucio Caporizzi sul futuro di una struttura «che dovrebbe essere al servizio della città e di chi la visita»

Una delle sale del Mercato durante la ristrutturazione

di Lucio Caporizzi

I lavori di ristrutturazione dell’ex Mercato coperto di Perugia – finanziati dalla precedente giunta regionale a valere su un programma complementare del Programma europeo Fesr 2014-2020 – sono finiti da un pezzo, ma l’immobile è ancora chiuso e mette tristezza vedere un sito così interessante e significativo per la storia cittadina non utilizzato. Se il Mercato coperto risulta, a tutt’oggi, un’opera incompiuta, il recupero dell’ex Cinema Turreno (auspicabilmente sempre nel campo dello spettacolo e della musica) resta ancora tutto da iniziare, pur essendo l’immobile stato donato a Comune e Regione e pur disponendo della maggior parte delle risorse occorrenti per i lavori, anche qui a valere sul Programma europeo Fesr. Il recupero del Turreno era una componente del quadro programmatico costruito all’epoca dal Comune di Perugia, in coprogettazione con la Regione, per la definizione del Progetto di sviluppo integrato da presentare nella cornice dell’Agenda urbana, che interessa gli altri quattro principali centri della regione. Il Mercato coperto non rientrava formalmente nel programma di Agenda urbana di Perugia, ma è evidente che non può non farne parte a pieno titolo, in termini concettuali e programmatici.

GUARDUCCI DICE NO AL BANDO E PROPONE FONDAZIONE

Ambedue le opere, Turreno e Mercato coperto, richiedono a loro volta soluzioni funzionali, un’idea e una visione del centro storico di Perugia che sappiano generare una valorizzazione integrata e sinergica delle due opere, tra di loro e in collegamento con il resto della città. Non dimentichiamo, poi, che il Mercato coperto era, come dice il nome, il mercato degli abitanti del centro, quando l’acropoli di Perugia era anche un luogo abitato e vissuto da famiglie residenti e non, come ormai da tempo, prevalentemente un luogo per turisti, un dormitorio per studenti e il teatro di una movida notturna a volte un po’ troppo “vivace”. Provare (certamente, non è facile) a riportare le persone e, soprattutto, le famiglie a vivere in centro storico non pare rientrare tra gli obiettivi dell’Amministrazione comunale e, probabilmente, neanche tra i desiderata. Nondimeno sarebbe importante che le scelte funzionali relative alle due opere potessero, anche, contribuire a orientare un numero maggiore di perugini verso la scelta di vivere in centro.

MERCATO COPERTO, PER LA GESTIONE È TUTTO DA RIFARE

Soffermandosi ora sul Mercato coperto, la cordata che si era aggiudicata la gara per la gestione del sito, come noto, ha gettato la spugna, essendosi “accorta”, dopo un tot di tempo, che le condizioni contrattuali non garantivano la redditività dell’investimento. Già, perché i lavori finanziati con le risorse di cui sopra non arrivavano a completare l’opera, limitandosi agli interventi fondamentali, al netto delle finiture. Queste ultime restavano a carico di chi si aggiudicava la gestione, secondo il ragionamento che le finiture dipendevano dalla tipologia di utilizzo finale che si sarebbe realizzata per l’opera. Ragionamento in sé non privo di logica, in effetti, ma che aggiungeva oneri a carico del gestore, appesantendo quindi il costo dell’investimento. Si dirà che tutto ciò poteva essere facilmente previsto, ma tant’è! A tale proposito da alcune parti si suggerisce un’estensione del ruolo del pubblico, secondo modalità tecnico giuridiche di tipo innovativo. In tal senso si è espresso Antonio Bartolini in una sua recente intervista, proponendo uno strumento partecipativo come la clinica legale, per promuovere una discussione aperta che porti a soluzioni condivisibili in merito a un maggior impegno finanziario pubblico, per sbloccare la situazione.

MERCATO, BARTOLINI PROPONE UNA «CLINICA LEGALE»

Un eventuale maggior impegno finanziario pubblico, sostanzialmente per coprire le spese relative ai lavori di finitura dell’immobile, porterebbe di per sé stesso l’Ente pubblico a un coinvolgimento nelle scelte di finalizzazione gestionale del contenitore (a quali attività destinarlo, in sostanza), coinvolgimento che dovrebbe essere appositamente definito e regolato, magari secondo il modello di una partnership pubblico-privato, ovviamente salvaguardando l’interesse pubblico; salvaguardia da intendersi non solo in termini di mera compliance giuridico-formale (come troppo spesso accade nel nostro Paese), ma anche con riferimento alla promozione del benessere della comunità. Non dovrebbe essere un problema di risorse: a parte il solito Pnrr, siamo alla vigilia (ancorché un po’ in ritardo) di una nuova stagione di fondi europei derivanti dalla Politica di coesione; inoltre, a seguito di un ricorso presso la Corte costituzionale avviato e portato a termine dalla precedente Amministrazione regionale, la Regione ha recuperato una ingente quota di risorse, probabilmente utilizzabili per le finalità di cui trattasi. Come spesso accade, dunque, non è un problema di soldi, ma di avere le idee giuste e la capacità politica e tecnica di tradurle in progetti credibili e concretamente attuabili. Perugia non è Firenze, certo, ma, studiando il format commerciale più idoneo e con un po’ di lungimiranza (che non è mancata, tante volte, nella nostra città), è possibile anche da noi realizzare una realtà che sappia valorizzare la bella struttura del Mercato coperto, a servizio della città e di chi la visita.

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