lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 11:40

Perugia, i lunghi silenzi della politica sulla cittadella giudiziaria nel vecchio carcere: il dossier del ministero

Istanza di un giudice nel 1997. Undici anni dopo Locchi scrive a Roma e l’immobile torna subito al Demanio. Solo ora la svolta

Il corridoio dell'ex carcere di Perugia in piazza Partigiani

di Enzo Beretta

C’è un dossier firmato dall’architetto Leonardo Scarcella, delegato del ministero della Giustizia, che mette ordine sulla «riorganizzazione» delle sedi giudiziarie a Perugia. Centrosinistra e centrodestra fanno a gara per prendersi i meriti del progetto riguardante la realizzazione della cittadella giudiziaria in piazza Partigiani. Dalla relazione emerge che la prima proposta è stata avanzata dal presidente della Corte d’appello nel 1997, riveduta e corretta nel 2006 e trasmessa nel 2008 dal Comune al ministero di Giustizia che nel giro di poche settimane ha riconsegnato le chiavi dell’ex casa circondariale al Demanio. Sono trascorsi 8 lunghi anni in cui sono stati spesi per la locazione delle sedi giudiziarie 2.882 euro al giorno.

Dossier del ministero: ecco com’è andata Secondo la relazione del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria che ha affrontato il tema dello «stato di fatto edilizio e funzionale degli immobili in uso e soluzioni di riorganizzazione» la «proposta in termini tecnici ed economici» di adeguare il complesso dell’ex carcere di Perugia per sistemare in piazza Partigiani «tutti gli uffici» è stata avanzata «tramite un piano di fattibilità richiesto nell’anno 1997 dal presidente della Corte d’appello protempore, redatto dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Perugia con il supporto dell’Ufficio tecnico del Comune». Qui, di politica, ce n’è ben poca. Trascorrono nove lunghi anni. «Il piano – scrive il responsabile tecnico Scarcella – è stato riveduto nel 2006 e ridiscusso dalla Commissione di manutenzione della Corte d’appello. Per il nuovo complesso giudiziario è prevista una superficie complessiva, non specificato se netta o lorda, di 27.750 metri quadrati e per la sua realizzazione un importo complessivo stimato in 75 milioni di euro».

L’hub della cultura «Per quanto attiene alla copertura finanziaria dell’opera il quadro economico considera l’alienazione di alcuni immobili per circa 16 milioni e il progressivo recupero di risorse tramite la disponibilità dei fondi impegnati annualmente da canoni locativi passivi». Ora entra in gioco la politica: «La proposta fu trasmessa nel 2008 dal Comune di Perugia (giunta Renato Locchi, ndr) al ministero della Giustizia per le previste determinazioni. Quest’ultimo nello stesso anno ha disposto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di ‘procedere alla restituzione dell’ex Casa circondariale di Perugia al Demanio’, pertanto l’immobile oggi risulta incluso tra quelli disponibili all’Agenzia del Demanio regionale». Correva l’anno 2008. Durante la sindacatura di Wladimiro Boccali il progetto viene portato avanti fino a quando si cambia strada e l’ex carcere diventa uno dei punti centrali del dossier di candidatura di Perugia a Capitale europea della cultura 2019: per la struttura era previsto un mix di funzioni con spazi dedicati anche alle start-up e alla cultura. «Libereremo idee e creatività dove prima erano recluse le persone», si diceva, ma Perugia accede alla finale senza riuscire a conquistare il titolo. Si arriva quindi al 2015, quando bussano alla porta del Demanio l’attuale sindaco Andrea Romizi e il sottosegretario Gianpiero Bocci che dopo alcune riunioni vanno ad aggiornare il guardasigilli Andrea Orlando.

Il progetto sta per decollare Nel corso della riunione svolta venerdì in via Arenula, presieduta dal sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, sono state affrontate alcune tematiche che verranno discusse alla Conferenza permanente in programma per il 19 dicembre. All’incontro erano presenti la governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini, il vicecapo di gabinetto del ministero Gemma Tuccillo, i funzionari Gioacchino Natoli, Antonio Mungo, Paola Di Domenico e Simona Rossi, la senatrice Valeria Cardinali, l’ingegner Franco Becchetti (dirigente del Comune di Perugia), i vertici umbri della magistratura  – Mario Vincenzo D’Aprile della Corte d’appello, il procuratore generale Fausto Cardella, il presidente del tribunale Aldo Criscuolo e il procuratore di Perugia Luigi De Ficchy -, il provveditore interregionale delle opere pubbliche di Toscana, Marche e Umbria Maria Lucia Conti accompagnata dall’architetto Giampiero Destro Bisol, l’ingegner Paolo Maranca in rappresentanza di Roberto Reggi per la Direzione generale dell’Agenzia del Demanio (ci sono anche il direttore regionale Giuseppe Pisciotta e la responsabile dei servizi al territorio Antonella Vadalà) e il presidente dell’Ordine avvocati Gianluca Calvieri.

FOTOGALLERY: VIAGGIO NELL’EX CARCERE DI PERUGIA

Cardinali (Pd): me ne occupai quando ero assessore comunale «Ringrazio Andrea Orlando che in un momento così delicato di crisi di governo ha voluto confermare un appuntamento fondamentale per il nostro territorio– è il commento della senatrice Pd Cardinali -. Il progetto è necessario per riqualificare l’area enorme dell’ex carcere nel pieno centro di Perugia, razionalizzare e accorpare gli spazi destinati agli uffici giudiziari. È un progetto che l’amministrazione comunale sta cercando di portare a compimento da 15 anni, e sta per entrare in una fase decisiva».

POLITICI E TOGHE: COSA PENSANO DELLA CITTA’ DELLA GIUSTIZIA

Pastorelli (FdI): c’è riuscita la giunta Romizi dopo 70 anni di Sinistra «L’amministrazione Romizi – spiega il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Clara Pastorelli – sta realizzando ciò che non è mai riuscito a fare il Centrosinistra incapace e inaffidabile rimasto al governo di questa città per settant’anni. Attraverso il provveditore interregionale alle opere pubbliche scopriamo perfino dell’esistenza di progetti esecutivi che i nostri predecessori hanno tenuto chiusi nel cassetto per 15 anni». Secondo Pastorelli «la cittadella di piazza Partigiani consentirà al sistema Giustizia di fare un vero e proprio salto di qualità, considerato il numero di utenti tra magistrati, forze dell’ordine, migliaia di avvocati e testimoni ogni giorno vittime di uno spaventoso labirinto». In più «la scelta di non costruire una cattedrale nel deserto, come avvenuto a Firenze nella periferia di Novoli, è stata una decisione fortemente voluta dal Comune che in questo modo non assisterà allo spopolamento del centro storico». «Un altro aspetto da non sottovalutare – aggiunge la consigliera di FdI – è legato ai numerosi immobili di cui l’amministrazione tornerà in possesso per nuove riqualificazioni come la Corte d’appello e la Procura generale in piazza Matteotti e la sede ex Enel del tribunale penale in via XIV Settembre».

IL PROGETTO DA 24 MILA METRI QUADRATI

Leonelli: percorso complesso che sta per vedere la luce Dichiara il consigliere del Partito democratico Giacomo Leonelli: «La riunione al ministero dimostra la volontà di raggiungere un obiettivo importante per la città di Perugia visto che porterebbe al recupero di un’area urbana ormai da troppo tempo lasciata in disuso e ad un indubbio miglioramento per la funzionalità e l’efficienza degli uffici giudiziari unificati. Nel 2006 ho proposto una mozione votata in consiglio comunale e di recente ho discusso un’interrogazione alla Giunta regionale per sondarne le intenzioni. Si tratta di un percorso complesso ma l’attuale convergenza del Comune, della Regione e del Governo sul tema non può che essere valutata positivamente, con la speranza che questo progetto tanto atteso possa finalmente vedere la luce».

Scarponi (Ncd): Palazzo delle Poste ai grandi brand commerciali Infine il capogruppo Ncd in Consiglio comunale Emanuele Scarponi: «Auspico che la fase-due sia quella di adoperarsi per rendere il Palazzo delle Poste un contenitore di natura commerciale per ospitare i grandi brand commerciali. Questo potrebbe essere un grosso motore per rivitalizzare il centro storico. Ai ristoratori del preoccupati dal timore di perdere la clientela dei palazzi di giustizia chiedo di guardare oltre perché solamente progetti di grande visione possono rilanciare il centro di Perugia».

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