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mercoledì 27 gennaio - Aggiornato alle 20:48

Perugia, lo «sfogo» del cardinal Bassetti: «Se a qualcuno non piace questo Papa lo dica»

Il porporato lo ha detto sabato incontrando i giornalisti: «Migranti e guerre, Europa da sola non può farcela»

Il cardinale durante l'incontro

di Daniele Bovi

«Se a qualcuno non piace questo Papa lo dica perché è libero di scegliere altre strade. Criticare va bene ma questo distruttismo no». Lo «sfogo», come l’ha chiamato lui stesso, arriva dal cardinale Gualtiero Bassetti che sabato mattina, a Perugia, ha incontrato la stampa in occasione dei festeggiamenti per il patrono della categoria, San Francesco di Sales. Il porporato lo ha detto in chiusura parlando di «Mediterraneo, frontiera di pace», l’incontro organizzato dal 19 al 23 febbraio a Bari dalla Cei presieduta da Bassetti. «C’è troppa gente – ha aggiunto – che parla del Papa e a qualcuno io ho detto “fai la scelta di evangelico, se non ti va bene la Chiesa cattolica, se è troppo stretta questa barca”. I nostri fratelli protestanti non hanno né il Papa né il vescovo, ognuno faccia le sue scelte». «Scusatemi per lo sfogo – ha chiuso sul punto – ma l’obiettivo di tutti deve essere quello di cercare risposte per il bene della Chiesa e dell’umanità».

Migranti e guerre Una Chiesa nelle ultime settimane scossa anche dalla vicenda del libro del cardinale Robert Sarah, in cui compare un saggio inedito di Joseph Ratzinger sul tema del celibato dei preti, con il Papa emerito nettamente contrario alla possibilità che si sposino. Presentando l’appuntamento di metà febbraio il cardinale ha parlato in particolar modo del tema dei migranti: «Il confronto a Bari sarà importante. Ci sono guerre – ha detto – che infiammano regioni e un fenomeno migratorio che la gente guarda con timore. Quei territori si stanno impoverendo e da lì arrivano richieste di aiuto per evitare esodi di massa». «I problemi sono davvero grandi e l’Europa da sola – ha aggiunto – è piccolina per affrontare i temi dell’Oriente e del Medioriente. Abbiamo situazioni difficili come in Libano e in tanti altri paesi, quanto potrà resistere la gente a vivere in delle specie di campi di concentramento?».

Antisemitismo e memoria Al centro del discorso del porporato anche il tema dell’antisemitismo. Lunedì sarà la Giornata della memoria e nelle ultime ore si sta molto parlando anche dell’inquietante episodio di Mondovì, dove sulla porta di una sopravvissuta è comparsa la scritta, in tedesco, «Qui ebrei». «Spesso – ha commentato Bassetti rispondendo ai giornalisti – c’è anche una non conoscenza della storia dietro questi gesti». «Tutto scorre e passa, e questo è un guaio, perché se non si conserva la memoria noi siamo votati a ripetere quello che è già avvenuto nel passato». «Non solo – ha sottolineato il cardinale sul punto – per la Shoah o altre tragedie dell’umanità. Ma è veramente necessario fare memoria, capire perché certe cose sono avvenute e non ripeterle. Invece di fare della storia un circolo vizioso, rotondo bisogna farne una linea retta».

Capitalismo Il discorso però per Bassetti è un po’ più ampio e riguarda anche «questo relativismo assoluto in cui viviamo: non teniamo più conto dei rapporti sociali, del fatto che l’altro è un altro te stesso; viviamo in società individualistica e anche capitalistica». Il cardinale si riferisce in particolare al «grande capitalismo, che fa i suoi interessi per appagare i desideri immediati della gente, e tutto si riduce nel consumo. Le ideologie in un modo o nell’altro potrebbero rifiorire se si perdono di vista i valori, senza i quali non si può vivere. Se quei ragazzi sentissero la testimonianza di Segre…».

Giornalisti A fare il punto sullo stato di salute del giornalismo umbro è stato invece Roberto Conticelli, presidente dell’Ordine: «È una categoria fortemente in crisi, con i 60enni che vanno in pensione e i giovani che faticano ad avvicinarsi a questo mestiere». Conticelli ha parlato anche della «frattura tra società civile e mondo dell’informazione. Dobbiamo sempre di più immergerci tra la gente, perché di noi non si può fare a meno». «Il vostro è un mestiere necessario – ha commentato Bassetti – perché l’informazione se fatta in modo sano e corretto è sempre un grande servizio alla persona e alla comunità. E poi anche noi – ha scherzato – siamo pochi e un po’ vecchi, anche se qualche nuova vocazione c’è stata».

Twitter @DanieleBovi

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