venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 03:10

Perugia, indagati per un bacio gay tra ‘Sentinelle in piedi’: interrogazione in parlamento

Il bacio tra le 'Sentinelle in piedi' (Foto da Facebook)

«Ho depositato una interrogazione al ministro dell’Interno Angelino Alfano e al ministro della Giustizia Andrea Orlando affinché facciano immediata chiarezza sul caso di sei attivisti, di cui due esponenti di Arcigay Arcilesbica Omphalos e 4 appartenenti a Bella Queer, entrambe associazioni Lgbt perugine, indagati e successivamente rinviati a giudizio per il reato di ‘disturbo alla quiete pubblica’». Il caso scoppiato alcuni giorni fa arriva così in parlamento grazie all’interrogazione depositata da Alessandro Zan, deputato eletto con Sel poi passato al gruppo Misto ed esponente della comunità gay. «Durante una manifestazione in piazza delle Sentinelle in Piedi, il 29 marzo scorso a Perugia, i giovani – spiega – si sarebbero baciati con i rispettivi partner dello stesso sesso e avrebbero, stando ai verbali della questura, ‘promosso una contromanifestazione’ non autorizzata resasi evidente da ‘ombrelli colorati, accessori d’abbigliamento multicolore e cori’».

Atto gravissimo Zan cita la descrizione, nei verbali della polizia di Perugia, del «bacio avvenuto tra Stefano Bucaioni, attivista di Arcigay, e il marito sposato a Londra il mese scorso» nel quale si afferma che i passanti erano «disgustati da tale dimostrazione». Per Zan gli avvisi di garanzia sono «un atto gravissimo, che si configura come un’irragionevole aggressione alla sfera giuridica privata e personalissima di persone che manifestavano pacificamente il loro dissenso». «Intendo – dice ancora – andare a fondo della questione e sono curioso di conoscere i presupposti giuridici di natura penale che, sulla base di una descrizione soggettiva e discriminatoria di un bacio tra due uomini, hanno indotto il pm della procura di Perugia ad avvalorare le accuse della Digos. Un comportamento – conclude -, sia da parte delle forze dell’ordine che della magistratura requirente che spaventa e sembra ricalcare quello della polizia politica segreta di sessant’anni fa».

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