martedì 17 luglio - Aggiornato alle 13:58

Perugia, il parere completo dell’Anac sulle mense: anche per l’approvvigionamento serve una gara

Una mensa scolastica (foto archivio Fabrizi)

di Daniele Bovi

Lungi dal mettere un punto fermo, dalla lettura dell’intero parere inviato dall’Anac al Comune la vicenda mense intorno a quello che è il nodo essenziale, ovvero l’approvvigionamento del cibo che le associazioni dei genitori vogliono mantenere in capo a loro, sembra uscire ancora più ingarbugliata. Nei giorni scorsi infatti il Comune, che il 17 luglio ha pubblicato la gara per l’affidamento del servizio, ha reso noto tramite un comunicato solo una parte del parere dato, su richiesta di palazzo dei Priori, dall’Autorità nazionale anticorruzione. Leggendo l’intero testo, in tutto due pagine trasmesse il 20 luglio a palazzo dei Priori e al Garante regionale dell’infanzia Maria Pia Serlupini, si deduce come anche per la selezione di coloro che forniscono le derrate alimentari servirebbe una gara.

IL TESTO DEL PARERE

Il parere Attraverso capitolato e disciplinare di gara infatti palazzo dei Priori fissa una serie di criteri sul punto che il vincitore dovrà rispettare; quest’ultimo però, ovviamente nel rispetto dei parametri, sceglierà in libertà i fornitori dai quali comprare il cibo. Nel parere l’Anac chiarisce che l’affidamento diretto ad associazioni di volontariato dell’erogazione di singoli servizi può essere fatto, ma che questo non può «rappresentare lo strumento attraverso cui, di fatto, delegare alle associazioni di volontariato le funzioni proprie della stazione appaltante inerenti la gestione del servizio di mensa (nel caso di specie la selezione dei fornitori delle derrate alimentari) che, in una simile eventualità, finirebbe per essere effettivamente erogato da soggetti terzi, selezionati in violazione delle norme dell’evidenza pubblica».

I GENITORI PROMETTONO BATTAGLIA

I Radicali Insomma, si deduce che anche per la selezione dei fornitori servirebbe una gara. Nella prima parte del parere l’Autorità spiega che «un affidamento di servizi, quali quello di mensa scolastica», in teoria riconducibili nelle fattispecie previste dal Codice dei contratti pubblici, «può avvenire in deroga» alle norme purché non rappresenti un contratto a titolo oneroso. L’appalto lo è, mentre una convenzione (come quella attuale) basata sul rimborso spese può derogare la normativa comunitaria e nazionale. Sulla gara bandita dal Comune sollevano dubbi anche i Radicali di Perugia che, in una nota firmata dal segretario Michele Guaitini e da Anna Rita Granieri, sottolineano «forti dubbi sulla vicenda». «La giunta comunale a parole professa la partecipazione e il coinvolgimento dei genitori ma nella realtà procede per la propria strada incurante di tutte le controproposte formulate».

I DETTAGLI DELL’APPALTO

Sospendere la gara I Radicali spiegano che l’Anac impone solo dei correttivi al sistema attuale, senza bocciarlo, e che « si rischia di arrivare all’inizio dell’anno scolastico con l’incarico alla ditta vincitrice non ancora formalizzato. Infatti, il bando stesso prevede che la firma del contratto non possa avvenire prima di 35 giorni dall’ultima comunicazione inviata ai controinteressati (la presentazione delle offerte scade il 13/08 e l’aggiudicazione non potrà che avvenire come minimo qualche giorno dopo) e c’è il concreto rischio di ricorsi al Tar che potrebbero portare a una pericolosa fase di stallo e di blocco del servizio». Il «suggerimento» a sindaco e giunta è quindi quello di «sospendere immediatamente il bando di gara appena pubblicato e prorogare l’attuale sistema di gestione delle mense scolastiche per tutto l’anno scolastico 2015-2016, magari rivedendo il meccanismo di rimborso ai comitati in base alle spese effettivamente sostenute anziché in maniera forfettaria per ciascun bambino iscritto al servizio, così da dare piena attuazione delle indicazioni giunte dall’Anac». Poi, tutti insieme, ci si può sedere intorno al tavolo per rivedere il sistema.

Twitter @DanieleBovi

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