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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 16:54

Perugia, il nuovo Turreno tra spettacoli e turismo congressuale: il testo dell’accordo tra le istituzioni

Il teatro e cinema Turreno

di Daniele Bovi

Sette pagine e sei articoli per un protocollo che getta le fondamenta del nuovo Turreno, storico cinema perugino e una delle strutture, da tempo abbandonata, più importanti dell’acropoli. Il documento, che Umbria24 presenta in anteprima, verrà firmato lunedì a mezzogiorno da Catiuscia Marini, presidente della Regione, dal sindaco di Perugia Andrea Romizi e dal presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia Carlo Colaiacovo. La Fondazione, nei mesi scorsi, per circa 3,5 milioni di euro ha acquistato dalla famiglia Pascoletti la proprietà della struttura che ora verrà ceduta a titolo gratuito a Comune e Regione. Le due istituzioni, attraverso il protocollo, prendono l’impegno di ritrutturarlo. In tutto la proprietà è divisa in tre quote: due andranno in capo a palazzo dei Priori e una a palazzo Donini, ma se gli impegni e i tempi (questi ultimi non precisati nel documento) non saranno rispettati, la Fondazione si riprenderà indietro il dono.

Il protocollo Poi, una volta rimesso a nuovo uno degli spazi più amati dai perugini, verrà fatto un bando pubblico per l’affidamento (probabilmente per 20 anni) a un privato, il quale si dovrà accollare «il rischio di impresa» e un eventuale «apporto di ulteriori risorse economiche destinate alla realizzazione di quanto necessario per le future attività gestionali». Ma che cosa diventerà il nuovo Turreno? Secondo quanto scritto nel documento verrà trasformato in uno «spazio polifunzionale innovativo di natura culturale per la musica, lo spettacolo, il cinema e il teatro e integrato con attività rivolte al turismo congressuale e alla convegnistica di alto livello, fortemente correlato con la vocazione artistica e culturale di Perugia e dell’Umbria». Un recupero e una riapertura che nelle intenzioni rappresentano «un’importante occasione di rilancio per il centro storico» nonché «per tutto il territorio regionale».

VENDITA ALLA FONDAZIONE DA 3,5 MILIONI

Operazione ambiziosa «Un’operazione ambiziosa – è detto ancora – che se inserita nel quadro di un ampio progetto di rilancio di questa area della città, può assumere un valore determinante per una nuova rinascita dell’acropoli». Per quanto riguarda le risorse, così come vuole la normativa europea viene fissato un tetto massimo di cinque milioni di euro per i lavori di ristrutturazione. Al momento sul tavolo ci sono 3,5 milioni, tutti garantiti dalla Regione: due, nell’ambito di una co-progettazione con il Comune, riguardano i fondi europei 2014/2020 dell’Agenda urbana, mentre il restante milione e mezzo palazzo Donini si impegna a trovarlo «nell’ambito di ulteriori filoni di finanziamento». Da parte sua palazzo dei Priori, oltre all’emanazione del bando si impegna a «garantire l’avvio del processo di realizzazione per il ripristino funzionale dell’immobile», mettendo sul piatto un cofinanziamento di 150 mila euro.

Accordo triennale Se nel corso del tempo questi soldi non dovessero bastare, palazzo dei Priori si assume il compito di trovarne altri «attraverso ulteriori canali di finanziamento esterni all’ente. L’accordo, che ha durata triennale (tacitamente rinnovabile «sino a che non saranno concluse tutte le attività attinenti l’intervento di recupero»), prevede anche l’istituzione, entro un mese dalla firma, di una «commissione tecnico-giuridica» che, in 60 giorni, dovrà trasformare gli impegni presi in modalità attuative precise, compresa la definizione del procedimento di individuazione del futuro gestore. Comune, Regione e Fondazione nomineranno non più di due loro rappresentanti, che durante la prima riunione eleggeranno un coordinatore. Superata questa prima fase, la commissione dovrà verificare e controllare gli impegni presi, fare proposte e, se si presenteranno, risolvere problemi. Poi, anche se tempi nono sono stati fissati, nel 2019 si dovrebbe alzare il sipario sul nuovo Turreno.

Twitter @DanieleBovi

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