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lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 11:25

Perugia, il dg dell’Università arriva dal Ministero. Attivato il Dipartimento unico di Medicina

Presentati 27 curriculum, scelta Anna Vivolo. Il ministro partecipa al Senato accademico: «Lavoriamo per consolidare la no tax area»

Il Dipartimento di Medicina di Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Ha 44 anni e arriva dal Ministero dell’Istruzione il nuovo direttore generale dell’Università di Perugia. Martedì sul tavolo del Senato accademico è infatti approdata la pratica che riguarda una delle figure chiave dell’amministrazione, che tra poche settimane sarà Anna Vivolo, avvocato e al momento dirigente, al Miur, dell’ufficio Coordinamento e gestione dello stato giuridico dei docenti universitari. Come emerso a metà settembre infatti, è stato trovato un accordo per la rescissione consensuale del contratto con Tiziana Bonaceto, il cui mandato era stato rinnovato tra molte polemiche a fine 2018, quando a pochi mesi dalle elezioni del nuovo rettore il Senato accademico si spaccò. Sul tavolo del di Palazzo Murena in tutto sono arrivati 27 curriculum e dopo il parere favorevole del Senato, mercoledì arriverà quello del Cda.

Medicina Altro punto importante all’ordine del giorno era quello riguardante l’attivazione del Dipartimento unico di Medicina e Chirurgia, una delle azioni qualificanti di questo primo anno del rettorato di Maurizio Oliviero; la struttura entrerà a pieno regime tra pochi giorni. Via libera, tra le altre cose, anche a un accordo quadro con la Fondazione per la basilica di San Francesco di Assisi e altri atenei italiani (tra i quali anche la Federico II di Napoli, la Luiss di Roma, quella di Macerata e altre ancora) per la realizzazione del progetto «Percorsi Assisi», che si occuperà di studi francescani. Non ha fatto capolino invece durante la seduta la notizia rivelata martedì dal Corriere dell’Umbria, ovvero delle verifiche sui conti dell’ospedale di Veterinaria; all’appello, secondo le verifiche fatte dal servizio tesoreria, mancherebbero molte migliaia di euro relative alla contabilità del biennio 2018/2019.

PERUGIA, IMMATRICOLAZIONI CRESCONO DEL 45%

Ministro a sorpresa A sorpresa intanto alla seduta del Senato ha partecipato anche il ministro dell’Università Gaetano Manfredi: «Il vostro Ateneo – ha detto riferendosi a quanto fatto nel corso degli ultimi mesi – ha dato grande prova di sé. La società sta riscoprendo il valore del contributo delle università alla coesione del paese». Sull’aumento delle immatricolazioni Manfredi ha sostenuto che si tratta di un «grande segnale proveniente dall’intero paese e i risultati raggiunti dal vostro Ateneo mi fanno particolarmente piacere. Vi garantisco che sto facendo il massimo per mettere l’Università in grado di esprimere pienamente il proprio potenziale». Il ministro ha promesso che si sta cercando di consolidare, nella finanziaria, la no tax area e le altre misure per il diritto allo studio, il piano straordinario per per il raddoppio (da mille a duemila) dell’avanzamento dei ricercatori. «Entro fine anno – ha poi assicurato – inaugureremo un piano straordinario per 3.300 posti per i ricercatori di tipo B e emaneremo il bando Prin con uno stanziamento di circa 700 milioni di Euro per la ricerca libera e di base. Anche ai ricercatori di tipo A, ad esempio i post-dottorati, stiamo cercando di dare le migliori opportunità possibili».

«Notizie incoraggianti» Entro il 9 novembre inoltre il ministro ha intenzione di completare l’iter per la pubblicazione delle graduatorie degli specializzandi, «incrementate fino a 15 mila posti, previsti in finanziaria anche per l’anno prossimo, azzerando così il cosiddetto imbuto formativo». Per Oliviero si tratta di «notizie incoraggianti che confermano il senso di riscoperta del senso di appartenenza nei nostri giovani, basato su due pilastri: il grande investimento sul diritto allo studio e l’eccellente capacità di risposta dimostrata dal sistema universitario». A breve il rettore ha promesso che saranno distribuiti duemila tablet per ridurre il digital divide e sul tema della didattica, martedì, a intervenire sono stati anche gli studenti dell’Udu che hanno lanciato un appello ai docenti, chiedendo che le lezioni siano registrate per poi essere messe a disposizione di ragazze e ragazzi.

L’appello «La didattica a distanza e l’università “da casa” – scrivono – sono elementi che se non peggiorano sicuramente amplificano a dismisura le diseguaglianze sociali tra gli studenti e fanno perdere all’università quell’aspetto di “ascensore sociale”, di livella delle condizioni individuali che dovrebbe avere. La didattica a distanza è uno strumento potente e, in questo momento, necessario che però, oltre a non potersi sostituire in modo definitivo alla didattica in presenza, ha bisogno di importanti correttivi». Proprio per chiedere questi correttivi «ci appelliamo a voi perché la registrazione delle lezioni non è, attualmente qualcosa che l’UniPg possa decidere “per decreto”, che possa imporre alla sua comunità. Ci appelliamo a voi, professori dell’Università degli Studi di Perugia, perché voi siete titolari di quella privacy che limita la diffusione e l’utilizzo di questo strumento, perché voi soli, individualmente, potete decidere se adottarlo oppure no».

Twitter @DanieleBovi

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