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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 16:52

Perugia, i residenti delle case popolari dei Loggi: «Ater approva bilancio ma ignora le nostre richieste»

Gli inquilini denunciano una gestione non democratica e che pesa sulle loro tasche, ma l’amministrazione minimizza: «Tutto regolare, agli inquilini non interessano i bilanci»

di Elle Biscarini

Protestano gli abitanti delle case popolari di strada dei Loggi, a Ponte San Giovanni, per l’approvazione unanime dei bilanci per le forniture di metano delle palazzine Ater. Conti troppo salati, dicono, e un’approvazione avvenuta senza il consenso degli inquilini assegnatari, che invece lamentano disagi e disservizi e avevano chiesto un incontro per discuterne. Purtroppo, «la nostra richiesta di un incontro in presenza non è stata ascoltata» dice Asia, Associazione inquilini e abitanti. Tutto a norma di legge, tuttavia, e, secondo l’amministrazione 3L Servizi s.r.l., regolare, perché agli inquilini «non interessano queste faccende».

Richieste ignorate «La principale preoccupazione degli abitanti riguarda gli elevati canoni di gestione, quest’anno ancora più onerosi a causa dell’aumento del prezzo dell’energia» dicono da Asia, che rappresenta alcuni degli abitanti di strada dei Loggi. Nel comunicato stampa diffuso dall’associazione, si ricostruiscono i fatti: «In data 5 gennaio 2023 incontriamo alcuni assegnatari delle case di edilizia residenziale pubblica dei Loggi che avevano ricevuto i bilanci, inerenti l’amministrazione della suddetta centrale termica, da approvare in un’assemblea condominiale telematica il giorno 12 gennaio. Dopo aver sentito le loro ragioni, a nome di 18 inquilini che ci hanno conferito la delega, abbiamo mandato una Pec all’amministratore e all’ingegner Comanducci di Ater chiedendo espressamente la specificazione delle operazioni di amministrazione interna ai suddetti edifici e dei servizi per i quali è stato sollecitato il pagamento con la missiva, e soprattutto che lo svolgimento dell’assemblea avvenga in presenza, data la difficoltà che molti hanno a utilizzare la piattaforma online». Assemblea in presenza che non si è mai svolta e la Pec, dicono da Asia, è stata ignorata.

Approvazione del bilancio Il 21 gennaio, continua la ricostruzione di Asia, arriva per raccomandata il verbale dell’assemblea condominiale online del 12 gennaio, che gli inquilini avevano disertato, e la relativa approvazione del bilancio con la presenza di soli due abitanti e di un rappresentante di Ater. «Aprendo il verbale con stupore misto ad amarezza, troviamo una frase che ci fa sorridere: “Il presidente essendo intervenuti n.1 condomino su un totale di 1 […] dichiara validamente costituita l’assemblea e apre la discussione”. Ergo, siamo in presenza di un condominio senza condomini! La cosa più bella è che l’ordine del giorno (che include il bilancio preventivo e consuntivo che giustifica i canoni condominiali contestati) è “approvato a unanimità”! Bella lezione di democrazia! A cosa servono le assemblee se poi alla fine a decidere è soltanto un soggetto?». Secondo l’amministrazione 3L, tuttavia, sarebbe tutto normale: «Gli inquilini sono stati convocati – spiega 3L a Umbria24 – ma non si sono presentati. Il proprietario è Ater, un rappresentante della proprietà era presente, quindi l’assemblea è valida anche senza la presenza degli inquilini assegnatari, che spesso non partecipano per mancanza di interesse» ha dichiarato l’ingegner Lucarelli della 3L.

Bollette alle stelle Ma i residenti non ci stanno: da mesi denunciano i disservizi legati alle forniture a singhiozzo di energia elettrica, acqua calda e riscaldamento, a fronte di bollette troppo salate per degli appartamenti di edilizia popolare. «Alcuni inquilini ci hanno mostrato bollette di oltre 1.400 euro annui. Altri hanno accumulato anche il doppio. Il riscaldamento va a singhiozzo, spesso manca l’acqua calda. E l’accensione è centralizzata e gestita dal fornitore» riferiscono i delegati di Asia. Nel verbale si legge anche che all’incontro avrebbero partecipato, oltre agli abitanti del complesso, anche i rappresentanti di altre associazioni di categoria, che avrebbero chiesto un tavolo di confronto con Ater proprio per quanto riguarda la questione riscaldamenti e la possibilità di passare ad un sistema termoautonomo. «La centrale termica, come ci ha spiegato lo stesso amministratore di 3L, Lucarelli – continua Asia – era stata impiantata con l’intenzione di coprire una quantità di edifici molto maggiore rispetto a quello attuale; i canoni elevati sono anche dovuti al fatto che i costi fissi di manutenzione e funzionamento sono suddivisi per un numero minore di unità abitative rispetto a quello che si era pensato nel progetto iniziale, mai portato a termine!». Una soluzione, secondo gli inquilini, subottimale, che tuttavia la 3L dismette dichiarando che «gli inquilini consumano tanto, gliel’assicuro. Non tengono spento. Noi siamo amministratori da due anni e il fatto che l’acqua calda e il riscaldamento non funzionino non è vero, non c’è mai stato alcun distacco. Le bollette alte dipendono dall’aumento dei costi del metano a causa della guerra, crisi, non lo so».

Indignazione «In realtà, la nostra tesi viene confermata e cioè che l’amministrazione condominiale (privata!) non ha senso di esistere dove già c’è un ente, unico proprietario, finanziato con soldi pubblici, addetto alla gestione dell’edilizia residenziale pubblica – continua il comunicato di Asia – Troviamo grave il fatto che si è deciso di ignorare la nostra opinione e quella degli inquilini, soprattutto se poi ci si lamenta di un presunto disinteresse degli assegnatari delle unità abitative alle questioni comuni. Ci troviamo di fronte a un caso curioso di un’amministrazione (Ater) che delega ad un’altra amministrazione (3L) la gestione di strutture che la prima dovrebbe seguire. E le fa pagare agli abitanti delle palazzine che da anni chiedono, insieme alla nostra associazione, un incontro per risolvere i disagi creati dalla centrale termica». Alla luce della situazione attuale, l’associazione si  augura che che all’assemblea prevista per il 22 febbraio e alla quale sono state convocate tutte le sigle sindacali e gli inquilini, si parli «non soltanto delle riforme strutturali urgenti relative all’impianto di riscaldamento, ma anche di come alleggerire i debiti che i condomini hanno accumulato a causa dei difetti originari del progetto».

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