Un agente della municipale di Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Fumata nera dalla Prefettura di Perugia dove poco dopo le 14 di giovedì è finito l’incontro tra la viceprefetto Angela Buzzanca, la Rsu del Comune e l’amministrazione comunale (presente la comandante Nicoletta Caponi e la dirigente Paola Panichi) sulla vertenza che riguarda i vigili urbani. Le procedure di conciliazione per evitare lo sciopero hanno dato esito negativo, e così gli agenti della polizia municipale sono pronti a incrociare le braccia nel primo martedì utile passati dieci giorni dal tentativo di conciliazione. Il nodo è economico: nelle settimane scorse la giunta comunale ha deciso di tagliare in modo significativo le risorse dedicate al progetto «Perugia sicura», portandole da 389 mila a 121 mila euro. Taglio che ha provocato nel corso dei mesi una conseguente diminuzione dei servizi, come i controlli con l’etilometro o l’assenza di una doppia pattuglia nei due turni della domenica.

I sindacati «A fronte di questa situazione insostenibile per gli operatori della sicurezza locale – affermano i sindacati – non sono arrivate dall’amministrazione comunale le risposte necessarie, per questo abbiamo deciso, di concerto con i lavoratori, di proclamare un pacchetto di ore di sciopero, le cui modalità saranno decise nelle prossime ore. Dispiace che l’amministrazione – aggiungono Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Confsal – non abbia nemmeno preso in considerazione le nostre proposte sulla necessaria riorganizzazione del lavoro e sull’emergenza, risorse sempre più evidente nonostante, per altre voci di bilancio i soldi si trovino sempre».

La riunione Da parte loro i sindacati durante la riunione hanno ribadito quanto emerso durante l’assemblea di Madonna Alta, con la Confsal a chiedere anche un accesso agli atti per capire come le risorse vengono impiegate e a sottolineare la necessità di dare priorità ai servizi per la cittadinanza. La Cgil ha messo l’accento sui problemi e i disagi vissuti dagli agenti, parlando anche dell’esigenza di una riorganizzazione del lavoro. Tra le proposte (della Confsal) anche la possibilità della reperibilità per le situazioni di emergenza. In cima alla lista dei problemi però, come spiegato dalla comandante, c’è la carenza di personale, stimabile in almeno cento unità. Quanto alla programmazione, secondo Caponi può essere anche fatta mensilmente, invece che settimanalmente, ma alla fine c’è il rischio che non sia rispettata a causa degli imprevisti.

I problemi Dalla sua il Comune ha ribadito la proposta di alcuni giorni fa, ossia la possibilità di rimodulare il premio incentivante per i mesi di luglio, settembre, ottobre e metà novembre – cioè quelli in cui sono previsti alcuni importanti eventi in città che richiedono l’impegno della municipale – allo scopo di corrispondere l’incentivo nelle ore serali, notturne e nei festivi. Ok anche alla programmazione quindicinale, anche se con possibilità di modifiche, alla richiesta di rivisitazione dell’orario di servizio sulle 24 ore e ai 132 mila euro (gli stessi degli anni precedenti) per la previdenza integrativa. Ultimo punto i Tso, i Trattamenti sanitari obbligatori fonte di numerosi problemi per il Corpo: la prossima settimana, ha spiegato la viceprefetto, ci sarà un tavolo apposito. Nel complesso però, troppo poco per i sindacati. Si va allo sciopero.

Twitter @DanieleBovi

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