Currently set to Index
Currently set to Follow
martedì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:35

Perugia e il nuovo «Curi», Romizi: «Obiettivo che perseguiamo, ma nessuna proposta formalizzata»

Il sindaco e Pastorelli hanno fatto il punto sui lavori. Il 16 riapre la Nord ed entro la stessa data saranno terminati i nuovi bagni. E torna lo striscione

Da sinistra Felici, Romizi e Pastorelli (foto U24)

di Daniele Bovi

Costruire un nuovo stadio «Renato Curi» rimane «un obiettivo» del Comune ma per ora Palazzo dei Priori «non ha ricevuto alcun tipo di proposta». Così il sindaco di Perugia Andrea Romizi martedì nel corso di una conferenza stampa in cui, insieme all’assessore allo Sport Clara Pastorelli e all’ingegnere del Comune Paolo Felici, ha fatto il punto sui lavori che nei mesi passati hanno interessato l’impianto.

I lavori La Curva Nord riaprirà il 16 ottobre per la partita Perugia-Sudtirol con capienza al cento per cento (circa cinquemila posti) mentre il resto dello stadio rimarrà al 50 per cento, per un totale di oltre 11 mila posti. I lavori, consegnati a febbraio, hanno riguardato la sostituzione dei gradoni in cemento della Curva, dove in collaborazione con un’azienda del capoluogo sarà «riportato in vita» anche lo striscione che per lungo tempo ha campeggiato nella parte alta di quello che è il cuore del tifo biancorosso. «Entro il 16 ottobre – ha spiegato Pastorelli – completeremo anche i lavori per quanto riguarda i servizi igienici, e daremo vita a un contest insieme ai gruppi del tifo biancorosso per decorarli».

PODCAST – A TERNI IL «CICLONE BANDECCHI» E L’AFFARE STADIO-CLINICA

Non solo gradoni Oltre a ciò saranno sistemati anche il piazzale e le scale. Il completamento dei cantieri è slittato di circa un mese per una serie di problemi collegati, ha detto Felici, anche all’aumento dei costi delle materie prime. Il «Curi» tra pochi mesi festeggerà 50 anni, che si fanno sentire tutti, e alla base dei lavori ci sono studi e analisi che hanno riguardato anche la vulnerabilità sismica: «Nel complesso – ha ricordato l’ingegnere – la Commissione pubblico spettacolo ha chiesto lavori in tempi brevi». «Il 16 ottobre quindi – ha aggiunto – i tifosi potranno rientrare nella loro “casa”, che sarà più sicura almeno per i prossimi 50 anni, pur sperando di poter costruire un nuovo impianto».

Nuovo stadio Il sindaco ha nuovamente sottolineato che le due cose «non sono alternative: stiamo completando interventi non più rimandabili e nel frattempo perseguiamo l’obiettivo di un nuovo “Curi”». Da lungo tempo ormai è aperta un’interlocuzione con Cassa depositi e prestiti ma, rispetto a quanto emerso ormai un anno fa, passi in avanti non ce ne sono anche perché, con l’arrivo dei nuovi vertici, Cdp ha rivisto diversi progetti: «L’interlocuzione è faticosa e i riferimenti – dice – sono cambiati». Studi e analisi fatti nel corso del tempo rimangono validi («non è stato tempo perso») ma per ora non si intravvedono svolte all’orizzonte.

La cordata Da qualche tempo poi si parla di una cordata di imprenditori pronti a un investimento molto consistente per realizzare lo stadio e tutti i possibili servizi connessi: «A oggi l’amministrazione – risponde il sindaco – non ha ricevuto nessun tipo di proposta, non possiamo far ragionamenti su voci e notizie che arrivano in modo non completo e non corredato da elementi chiari». L’interessamento sarebbe concreto e nei prossimi mesi si vedrà.

I commenti sono chiusi.