domenica 22 settembre - Aggiornato alle 14:12

Perugia, Comune dispone indagine interna sui contratti con Gesenu. Il Riesame dissequestra 1,7 milioni

Gruppo di lavoro che avrà un mese di tempo. Accolto parte del ricorso dell’azienda

tribunale perugia
Un'aula del tribunale

di Daniele Bovi ed Enzo Beretta

Un mese di tempo circa per passare al setaccio ogni riga dei contratti che hanno legato Gest-Gesenu e il Comune di Perugia nel corso degli ultimi anni. Mercoledì nel corso della seduta settimanale la giunta comunale ha deciso di dare il via libera a una delibera attraverso la quale viene istituito un gruppo di lavoro che avrà uno scopo: verificare, alla luce dell’indagine in corso, cosa è accaduto nel corso del tempo e se sono stati rispettati tutti gli impegni che Gest-Gesenu ha preso con il Comune di Perugia, socio della società al 45 per cento. Il tutto attraverso un’indagine interna che avrà un orizzonte abbastanza breve, 30 giorni circa, e che sarà condotta da un gruppo di lavoro guidato dal vicesegretario generale dell’ente Laura Cesarini. Al tavolo non ci saranno assessori ma solo dirigenti e funzionari e, se ci sarà bisogno di qualche competenza ulteriore, il gruppo potrà avvalersi di qualche componente esterno.

TUTTO SULL’INCHIESTA GESENU E RIFIUTI

Il Riesame Novità intanto ci sono anche sul fronte giudiziario dato che giovedì il tribunale del Riesame ha dissequestrato 1,7 milioni dai conti correnti di Gesenu. I giudici hanno parzialmente accolto il ricorso di Gesenu che aveva chiesto il dissequestro degli oltre 20 milioni bloccati in virtù del decreto emesso dal gip Alberto Avenoso, disponendo il dissequestro di 1,7 milioni da alcuni conti correnti. Per il momento il Riesame non ha ancora depositato le motivazioni della decisione. L’avvocato Francesco Falcinelli ha accolto con soddisfazione l’ordinanza dei giudici: «Sono soddisfatto per la decisione con cui il tribunale del Riesame ha disposto una prima restituzione di somme in favore di Gesenu. Adesso attendiamo il deposito della motivazione». Secondo il legale di Gesenu non esisteva il reato di truffa: secondo la difesa il megacontratto per lo smaltimento dei rifiuti era stato sottoscritto tra Ati e Gest. Dato che Gest si era accordata con Gesenu e quest’ultima con Tsa i rapporti sono tra soggetti privati e in più, poiché Gest è autorizzata dai Comuni conferenti a imputare direttamente i costi alla collettività il danno non lo ha subito Ati, in quanto è la stessa Gest che provvede in prima persona a formulare le richieste di pagamento.

Altri provvedimenti I giudici del riesame hanno inoltre accolto il ricorso dell’avvocato Gabriele Corbucci per Luciano Sisani, dissequestrando tutti i suoi conti che erano stati bloccati in virtù dell’accusa di fatture inesistenti, già annullata dal tribunale della libertà per l’ex direttore generale Giuseppe Sassaroli. Dissequestrati anche i patrimoni dell’azienda Baldini Srl. Il ricorso presentato dall’avvocato Nicola Di Mario per conto dell’ingegner Luca Rotondi è stato invece dichiarato inammissibile in quanto i giudici ritengono che l’obiettivo – ossia la restituzione dei beni – sia stato raggiunto. Spiega Di Mario: «Il pubblico ministero ha dissequestrato i beni ma secondo noi manca la truffa o addirittura l’aggravante. Se queste non ci sono il sequestro non poteva essere adottato, a prescindere dal fatto che ce li abbiano restituiti. Per questa ragione il nostro interesse era concreto e attuale».

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