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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 11:29

Perugia, caso Cartasegna: dopo il ‘conto’ da 472 mila euro Comune studia le contromosse

L'ingresso di palazzo dei Priori, sede del Comune (foto Fabrizio Troccoli)

di An. Fo.

Sale a 502 mila euro il conto che il Comune potrebbe pagare all’avvocato Mario Cartasegna. Per l’esattezza 502.587 euro e spiccioli, dopo che a fine ottobre l’ex legale di Palazzo dei Priori ha presentato all’Ente due fogli con l’elenco dei compiti svolti, con tanto di onorario. Un totale di 38 fatture, per l’importo di 472.252,32 euro, relativi alle vicende legali seguite da Cartasegna che, benché abbia concluso la propria collaborazione col Comune nel 2008, ha continuato ad occuparsi delle cause che aveva in carico. A questi vanno aggiunti 30.335 euro di trattenute Irap che Palazzo dei Priori ha già stanziato come importo da restituire al professionista del diritto, su un totale di oltre 43 mila che andranno anche agli altri legali dell’Ente. Ammonta invece 350 mila euro la variazione di bilancio che il Comune ha stanziato di recente per il pagamento delle prestazioni del servizio di avvocatura. A palazzo dei Priori si sta esaminando con grande attenzione la lista consegnata da Cartasegna, allo scopo di studiare possibili contromisure per non pagare la maxi-parcella. Insomma, l’intenzione è quella di dare battaglia.

Polemiche La notizia, pubblicata mercoledì sul dorso regionale del quotidiano La Nazione, non ha mancato di sollevare una serie di polemiche. Mercoledì mattina in II commissione consiliare il consigliere comunale di Perugia, Massimo Perari (FI) ha riportato in discussione il “caso” dell’avvocato Cartasegna. «Cartasegna – scrive Perari in una nota – è la dimostrazione lampante dei danni che la mancanza di attenzione nella gestione della cosa pubblica può creare alle tasche dei cittadini e oggi spetta all’amministrazione del sindaco Romizi cercare di porre rimedio a questa assurda situazione frutto dei precedenti mandati». Perari fa poi notare come già nel corso dell’ultimo mandato proprio la V Commissione (di cui era presidente) ha approvato una risoluzione che chiedeva al sindaco di revocare l’incarico all’avvocato, chiedendo anche una verifica sulla legittimità della questione. Quindi, tuona Perari: «Questa amministrazione non pagherà nemmeno un euro in più a Cartasegna se non previa verifica di tutti gli aspetti di legittimità».

Vergogna «Ancora una volta l’Amministrazione è costretta a variare in negativo il bilancio comunale per pagare gli incentivi all’avvocatura». Comincia così, invece, un intervento di Piero Martani, responsabile territoriale del sindacato Diccap e appartenente alle rappresentanze sindacali dei dipendenti del Comune di Perugia. «A ragion del vero – continua Martani – ancora una volta l’Amministrazione è chiamata a trovare risorse per gli incentivi da liquidare all’ex avvocato del Comune di Perugia. Queste somme dovrebbero pagarle tutti quei consiglieri che in questi anni per ignoranza prima e, dopo la denuncia del Diccap, per colpevole ‘omissione’, hanno preferito tergiversare piuttosto che revocare gli incarichi affidati dal sindaco Locchi all’ormai pensionato avvocato comunale».«Abbiamo, in totale solitudine, – continua Martani – denunciato questa vergogna dal lontano 2009, ora è urgente modificare il regolamento comunale sui compensi destinati all’avvocatura».

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