mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:09

Perugia, Casapound inaugura la sede tra le polemiche delle sigle antifasciste

L'inaugurazione della sede di Casapound a Perugia

CasaPound inaugura la nuova sede a Perugia. E in città infuriano le polemiche da parte di associazioni e sigle antifasciste. Tanto che si è avuto qualche timore per il battesimo del locale in via Valentini, a Elce. Tutto, invece, si è svolto senza problemi. CasaPound ha intitolato la sede al capitano di ventura Braccio Fortebraccio da Montone e al futurismo perugino.

Le proteste La Perugia antifascista si è ribellata all’apertura della sede. Sabato mattina un presidio antifascista si è svolto a piazza Italia. Vi hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale Stefano Vinti, il sindaco Wladimiro Boccali e il presidente Anpi di Perugia, Francesco Innamorati. Parallelamente all’inaugurazione, poi, Perugia antifascista ha tenuto un presidio al parco di Rimbocchi.

Casa delle libertà «Questo è l’avamposto di libertà della città di Perugia – ha dichiarato Antonio Ribecco, responsabile cittadino di Cpi -. Nella città che ormai è la capitale della droga, del malaffare e dell’immigrazione selvaggia, noi vogliamo proporre un modello alternativo ed affermarlo con la forza del nostro impegno: nella nostra sede sarà attivo il banco alimentare per le famiglie in difficoltà, si terranno conferenze, dibattiti, si potranno conoscere le nostre proposte per rilanciare il centro storico di Perugia, si potranno firmare le nostre proposte di legge, tra cui quella che prevede, nell’assegnazione delle case popolari, una priorità per gli italiani».

Replica alle polemiche Riguardo le polemiche, questa la replica di Ribecco: «Davvero esistono ancora persone che che si stracciano le vesti in nome della democrazia e della libertà, e poi si arrogano il diritto di decidere chi può fare politica e chi può aprire una sede? Invece di pensare alla finanza che sta uccidendo questa nazione, alle fabbriche che chiudono, alla dittatura dell’Ue, a una città diventata ingestibile, si mobilitano per chiudere le sedi di chi non la pensa come loro. Strano, perché a ben vedere, molti di loro sono figliocci politici di molte sigle del centro-sinistra che proprio in questi giorni a Terni, città in cui CasaPound si presenta con una propria lista alle amministrative, hanno sottoscritto insieme a noi un protocollo davanti a tutte le forze dell’ordine con cui si impegnano a rispettare gli avversari politici in un confronto democratico e costituzionalmente garantito, ragion per cui protestare contro l’apertura di un nostro spazio corrisponde a violazione di tale accordo».

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