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mercoledì 20 ottobre - Aggiornato alle 02:24

Perugia, all’ospedale inaugurato il nuovo reparto per la cura dei detenuti

L’area di Medicina protetta, grande 125 metri quadrati, potrà ospitare quattro persone

Una delle stanze del nuovo reparto

È destinata al ricovero di pazienti con patologie a bassa-media intensità di cura l’area di Medicina protetta per detenuti inaugurata martedì pomeriggio all’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia. In tutto si tratta di 125 metri quadrati che si trovano accanto al reparto di Medicina vascolare-Stroke unit, al secondo piano del blocco B. L’area, che potrà accogliere sia uomini che donne, è composta da un accesso tramite filtro di ingresso con metal detector, un locale di controllo di videosorveglianza, camere (per un totale di quattro posti letto), servizi igienici, un locale colloqui e una stanza dotata di «drug bugger compact» per il recupero degli ovuli. «Gli arredi, così come gli infissi, sono stati realizzati e installati – è stato spiegato martedì – per garantire la massima sicurezza dei pazienti detenuti e del personale sanitario».

L’inaugurazione L’assistenza sarà garantita dal personale del reparto di Medicina vascolare. All’inaugurazione hanno partecipato il direttore dell’ospedale Marcello Giannico, la presidente della Regione Donatella Tesei, l’assessore comunale alle Politiche sociali Edi Cicchi e Bernardina Di Mario, direttrice della casa circondariale di Capanne. «Sono particolarmente lieto che quest’opera – ha detto Giannico – realizzata negli anni dai precedenti amministratori a cui rivolgo un particolare ringraziamento, possa essere finalmente operativa, dopo lo stop dettato dall’emergenza pandemica, grazie all’impegno e alla sinergia tra istituzioni». «In base alle esigenze clinico assistenziali del paziente – continua Giannico – potranno essere attivate, per le altre branche, le consulenze specialistiche dei professionisti dell’ospedale direttamente nella degenza di Medicina protetta. L’apertura apporterà molteplici vantaggi a cominciare dal risparmio delle risorse, dal recupero dei posti letto e dall’ottimizzazione del lavoro dell’equipe sanitaria».

Razionalizzazione «La degenza di Medicina protetta  – ha sottolinea invece per il Provveditorato Toscana-Umbria per l’amministrazione penitenziaria Pierpaolo D’Andria – coniuga il miglioramento dell’assistenza sanitaria alla popolazione ristretta nel carcere di Perugia, con un’esigenza di razionalizzazione dei servizi di piantonamento nei luoghi esterni di cura. evitando possibili frammentazioni nei ricoveri di pazienti con dispendio di personale e problematiche di sicurezza».

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