venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:35

Perugia, presunti abusi sessuali di un sacerdote. Il vescovo avvia un’indagine: «Voglio la verità»

La Curia di Perugia istituisce una commissione di indagine sui presunti abusi di un religioso perugino nei confronti di alcuni giovani, che hanno raccontato i fatti alla trasmissione Le Iene di Italia 1

Il sacerdote intervistato da Le Iene

di Iv. Por.

La Curia di Perugia istituisce una commissione di indagine sui presunti abusi di un religioso perugino nei confronti di alcuni giovani, che hanno raccontato i fatti alla trasmissione Le Iene di Italia 1.

Il primo servizio La notizia era nell’aria da un paio di settimane, da quando la trasmissione Le Iene aveva mandato in onda testimonianze di tre ragazzi: un italiano, un tunisino e un camerunense emigrato in Belgio, che raccontavano di aver subito pesanti molestie da parte di un sacerdote. Benché non si facesse il nome né si indicasse la città (non sarebbe stata sporta nessuna denuncia) fin da subito si è diffusa la voce che si trattasse un sacerdote perugino molto conosciuto perché ai vertici di una serie di comunità benefiche che ospitano stranieri e tossicodipendenti.

Il secondo servizio Mercoledì 2 novembre Le Iene sono tornate sul caso intervistando il sacerdote (guarda il video), il quale ha negato tutto. Ha detto di non ricordare gli episodi di cui viene accusato e neppure dell’intervento dell’allora vescovo, che sarebbe stato a conoscenza di alcuni episodi, inducendolo anche a chiedere scusa.

Il vescovo vuole fare luce Ora a muoversi è l’attuale vescovo, monsignor Gualtiero Bassetti. «A seguito di notizie diffuse dai media circa “presunti abusi di un religioso perugino” – si legge in una nota ufficiale –  l’arcivescovo Mons. Gualtiero Bassetti ha costituito, in data 24 ottobre 2011, una Commissione diocesana d’indagine presso la Curia. In tal modo – prosegue – l’arcivescovo intende tutelare la reputazione dei presbiteri diocesani e religiosi e, al tempo stesso, raccogliere tutte le informazioni possibili da parte di persone che si ritenessero danneggiate da presunti comportamenti che nulla hanno a che fare con lo stato sacerdotale. E’ ferma intenzione dell’arcivescovo e della Curia diocesana, salvaguardata l’onorabilitą dei sacerdoti, appurare sempre e comunque la verità e tutelare tutte le persone che eventualmente abbiano subito offese nella propria dignità».

A chi rivolgersi Le persone che intendano essere ascoltate dalla Commissione possono farne richiesta scritta, allegando una fotocopia del proprio documento di identitą e inviando il tutto a: Curia arcivescovile – Commissione diocesana d’indagine. Piazza IV Novembre, 6 – 06123 Perugia (Pg).

Radicali all’attacco Sul caso andavano all’attacco i Radicali, con Mario Staderini, segretario nazionale, e Liliana Chiaramello, segretaria Radicali Perugia che, prima della nota, accusavano il «silenzio inquietante» di Curia e Vaticano. «Nell’inchiesta televisiva – scrivono – si accusa il sacerdote, cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti, di aver compiuto ripetute molestie sessuali, violenze psicologiche e intimidazioni su persone deboli e bisognose di aiuto. Dopo aver avuto modo di ascoltare grazie alla suddetta trasmissione  le drammatiche testimonianze da parte dei diretti interessati,  non hanno nulla da dire il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati per tempo delle accuse, come risulta dalla precedente puntata andata in onda il 14 ottobre? Nulla da dire da parte del Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo le indicazioni di Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana? Troppe le domande ancora senza risposta e debole la risposta dello stesso sacerdote che intervistato dal giornalista si limita a dire di non ricordare nulla» .

Domande anche alla Regione «Eppure – proseguono Staderini e Chiaramello –  è vero o no che intorno a quelle comunità c’è stato un numero anomalo di suicidi negli ultimi anni? Dalla Presidente della Regione Umbria, invece, vorremmo sapere se le strutture della Caritas siano convenzionate con la Asl per le attività sociosanitarie, terapeutiche, assistenziali e riabilitative che sembrerebbero svolgere, se siano in regola con le autorizzazioni amministrative e se ricevano contributi pubblici. Occorre fare subito chiarezza circa un contesto che rimane seriamente opaco e preoccupante».

4 risposte a “Perugia, presunti abusi sessuali di un sacerdote. Il vescovo avvia un’indagine: «Voglio la verità»”

  1. valeria ha detto:

    Voi che fate tante domande perchè non vi chiedete chi è questa Claudia e da chi è stata aiutata a fare tutto questo? E poi chi sono questi ragazzi?Perchè dicono queste cose?Il primo parla di un suo amico e questo già gli fa perdere credibilità.Il camerunense fa un racconto talmente assurdo che le iene nella seconda puntata hanno dovuto tagliarlo, il terzo è tornato in carcere quindi ha i suoi buoni motivi, credo che le cose vadano guardate con un pò di spirito critico non si può abboccare a tutto!

    • Domenico ha detto:

      Allora spiegami la reazione del prete il quale inconsciamente non ha detto che i fatti non sono successi , ma dice banalmente di non ricordare !!!! ti pare che se uno di accusa di una cosa simile non essendo veritiera rispondi che non ricordi ! I primi ad cercare di avere un pò di spirtio critico dovrebbero essere gente come voi che accecati dalla religione passate anche su cose gravissime come queste ! VERGOGNA !

    • valeria ha detto:

      Chi non si difende è perchè non ha niente da difendere. Poi in questo caso qualsiasi cosa che si dice anche di bene e di vero viene usata per infangare ,perchè il vero intento è solo quello di infangare il prete e le comunità. Chi ha ideato tutto questo di certo non vuole la verità, ma vuole solo gettare fango, e non si fermerà finchè non avrà raggiunto l’obiettivo. Mi dispiace per loro ma hanno puntato proprio la persona sbagliata. Io non sono acceccata e non passo su cose gravissime perchè quelle cose gravissime in realtà non ci sono state .

  2. daniela ha detto:

    Ascoltate bene l’intervista prima di buttare fango (per non dire peggio…) e sparare a zero pur di fare notizia…il sacerdote non dice mai di non ricordare gli episodi (anzi dichiara che gli sono totalmente estranei e si interroga allibito su chi possa aver dato il via a queste infamie nei suoi confronti). L’unica cosa che dice di non ricordare, dopo i martellanti “Ricorda o non ricorda?” della Iena, è chi sia il ragazzo camerunense… Ognuno è libero di credere a ciò che vuole ma almeno chi fa notizia si limiti a riportare i fatti e le parole così come sono e non liberamente solo per aumentare l’audience….

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