giovedì 18 ottobre - Aggiornato alle 11:16

Periferie, ecco i 40 progetti a rischio tra Perugia e Terni. Ceccanti: «Le sentenze? Non cerchino scuse»

Dalle riqualificazioni alla sicurezza fino alla mobilità, pesante stop per l’Umbria

La ex Gruber di Terni

di Daniele Bovi

Dai parchi alle stazioni ferroviarie, dalla videosorveglianza alla riqualificazione dei parcheggi, dagli interventi che riguardano la mobilità all’illuminazione pubblica, dai nuovi centri dedicati a diversi tipi di attività fino alla sicurezza. Sono quasi 40 i progetti tra Perugia e Terni che a causa dell’emendamento al decreto legge Milleproroghe approvato all’unanimità dal Senato nelle scorse ore rischiano di saltare; in ballo ci sono circa 30 milioni di euro (16 per Perugia e 14 per Terni) garantiti dai governi Renzi-Gentiloni con il Bando per la riqualificazione delle periferie, senza dimenticare il confinanziamento di Regioni e Comuni. Il capoluogo umbro con la progettazione è in una fase più avanzata rispetto a Terni, tanto che da aver già tutti i progetti esecutivi, ma ora l’intero dossier rischia di finire in fumo.

L’OK ALL’EMENDAMENTO

IL RESOCONTO DELLA VOTAZIONE IN SENATO

I progetti A Perugia c’è la possibilità di non vedere mai riqualificati l’edificio dove c’era lo scalo merci e quella dove c’era la sede di Rfi, il parcheggio ex Metropark, tante aree verdi, la scuola Pestalozzi e non solo. In ballo ci sono videosorveglianza e pubblica illuminazione, rete wi-fi, il Family hub di Madonna Alta da quasi due milioni di euro, il nodo intermodale di Fontivegge. Capitolo a parte gli investimenti totalmente a carico dei privati, come il nuovo albergo che dovrebbe sorgere a due passi dalla stazione (14,6 milioni di euro) e della palestra Bnl (1,9 milioni di euro), mentre sono già partiti i lavori per il nuovo coworking, finanziato dalla Fondazione Cr Perugia. A Terni c’è il recupero dell’ex magazzino merci Fs, il recupero del teatro Antoniano, dell’immobile ex Omni, della ‘casa del custode’ dell’ex Gruber (400 mila euro) e dell’ex filatura (1,5 milioni), dell’area ex Bosco e non solo. Nella lista anche bonifiche, progetti per la sicurezza, percorsi ciclopedonali e altro.

GENTILONI E IL PROGETTO A PERUGIA

VIDEO, «ECCO I PROGETTI PER TERNI»

Le sentenze Tutto, o quasi, fermo, a parte la polemica politica. Da una parte ci sono governo, Lega e M5s che giustificano la decisione appellandosi a due sentenze della Corte costituzionale, dall’altra il costituzionalista Stefano Ceccanti (Pd), che giovedì prova a «chiarire l’imbroglio». «Prima – spiega – c’è stata la 247 del 2017 che afferma il principio che il vincolo di pareggio (che non include la possibilità di avanzo) deve valere solo a livello di comparto comunale e non di singolo ente. Se ci sono effetti di finanza pubblica, dice la Corte, governo arrangiati, e metti i soldi. Non comportava tagli di nessun tipo. Poi c’è la 74 del 2018 che è una sentenza sulla procedura, che chiede l’intesa con le Regioni e non ha niente a che fare con le coperture. Si risolveva solo mettendo il vincolo di un’intesa preventiva o successiva senza cambiare altro. Non si cerchino quindi scuse in queste sentenze per una grave decisione politica, del tutto discrezionale».

FIORONI: PRONTO A DIMETTERMI

VIDEO: GENTILONI VISITA IL QUARTIERE

Modifiche alla Camera? Il decreto legge dopo la pausa estiva, quindi a settembre, tornerà alla Camera dove alcuni proveranno a trovare una soluzione con emendamenti correttivi, i quali però implicherebbero un ritorno del testo in Senato; e dato che il dl è stato approvato il 25 luglio e che per convertirlo ci sono a disposizione 60 giorni, il tempo stringe. Fratelli d’Italia, gruppo in cui milita anche il deputato-assessore Emanuele Prisco, presenterà delle modifiche per chiedere al governo che si faccia un censimento dello stato di avanzamento dei progetti e di trovare le risorse per quelli in stato più avanzato. Modifiche le chiede anche il senatore umbro Leonardo Grimani, Pd, che prova a spiegare quanto successo: «Il Pd ha votato in aula un pacchetto di emendamenti concordati in commissione, attraverso i quali si libera liquidità per gli enti locali (parliamo di 140 milioni di euro). È all’interno di questo pacchetto che è contenuto il passaggio, scritto in maniera involuta, riguardante il bando periferie. Sul provvedimento nel suo complesso e sull’articolo di conversione i senatori Pd hanno espresso voto contrario e adesso lo scontro è sull’interpretazione della norma».

IN 5 SI CANDIDANO PER GESTIRE IL COWORKING

FOTO: L’AREA SCELTA PER IL NUOVO ALBERGO

Grimani e Vinti «Quella restrittiva – continua – che avevano accettato i democratici in commissione, era solo la conseguenza di una sentenza della Consulta che impone di non traferire nell’immediato finanziamenti ai Comuni che non hanno messo in campo progetti operativi. Il problema sta nell’interpretazione estensiva che il Governo vorrebbe applicare all’articolo sul bando periferie, spostando le risorse al 2020 anche per i Comuni che hanno presentato gli esecutivi. Come Pd, evidentemente, contestiamo con forza questa interpretazione e daremo battaglia». Di «scelta molto pesante per l’Umbria» parla anche Stefano Vinti dell’associazione Umbrialeft. L’ex assessore regionale sostiene che in alcuni casi si tratta di progetti insufficienti ma ritiene necessario «un netto ripensamento che restituisca le risorse a tutte le città, comprese Perugia e Terni, e al tempo stesso sollecitiamo le istituzioni locali umbre a intervenire in maniera decisa e in tempi brevi presso il Governo». Di seguito riportiamo l’elenco dei progetti a rischio.

Brizi e Gentiletti Da Terni Brizi di Forza Italia parlano di «un duro colpo per la città. Presenterò un’interrogazione per conoscere quali saranno gli investimenti previsti che saranno bloccati o se ci sono altri mezzi di finanziamento e per chiedere che il Sindaco direttamente intervenga presso il governo per trovare una soluzione che eviti per Terni e per la sua economia ulteriori pesanti problemi». Alessandro gentiletti, presidente del gruppo consiliare Senso civico a Palazzo Spada, invece, «si riserva di approfondire la questione del congelamento del piano periferie – scrive ancora il consigliere d’opposizione – sul quale non mi sono ancora espresso perché, se certamente lascia perplessa la scelta compiuta all’unanimità dal Senato, tuttavia esistono questioni giuridiche, politiche e anche tecniche progettuali che occorre analizzare, anche per decidere le azioni migliori da intraprendere con l’obiettivo di garantire fondi essenziali alla nostra realtà territoriale, la cui autonomia politica verso il governo centrale va comunque ribadita con forza, vista la preponderante presenza di forze ad esso legate sia di maggioranza che di opposizione».

PERUGIA

Riqualificazione aree verdi: pista skate (piazza del Bacio) e parco della Pescaia (483 mila euro)

Riqualificazione aree verdi: Parco vittime delle Foibe (1.676.351)

Riqualificazione area tra Stazione ferroviaria e Terminal Bus, pensilina e pavimentazione (940 mila euro)

Riqualificazione parcheggio ex Metropark (970 mila euro)

Recupero edificio ex scalo merci (1,4 milioni di euro)

Recupero palazzina ex Rfi, in cui verrà la sede anche della Croce rossa (300 mila euro dei quali 100 mila euro messi dal Comune)

Riqualificazione sottopasso stazione e nuovo ingresso da via del Macello (636 mila euro)

Recupero edificio scuola Pestalozzi (1,7 milioni di euro)

Riqualificazione area sportiva via Diaz (175 mila euro)

Centro servizi socio-culturali e Family Hub (1,730 milioni di euro)

Interventi di mobilità dolce (1,262 milioni di euro)

Interventi di spettacolarizzazione delle fontane (270 mila euro, dei quali 55.860 messi dal Comune)

Recupero e miglioramento energetico palazzine Ater in via del Cantone (546.560 euro dei quali 54 mila messi da Ater)

Videosorveglianza (430 mila euro)

Pubblica illuminazione (400 mila euro)

WiFi (740 mila euro)

Impianto recupero acque (200.904 euro)

Nodo intermodale Fontivegge (1,986 milioni di euro, di cui 1,688 messi dalla Regione attraverso Agenda urbana e 297.900 dal Comune)

SERVIZI

Regeneration center (488.400 euro, di cui 20 mila a carico di privati)

Educativa territoriale di comunità (962 mila euro dei quali 817 mila messi dalla Regione attraverso Agenda urbana e 144 mila dal Comune)

Centro famiglie Family hub (255.719 euro, dei quali 217 mila messi dalla Regione attraverso Agenda urbana e 38 mila dal Comune)

Innovazione sociale (335 mila euro dei quali 284 mila messi dalla Regione attraverso Agenda urbana e 50 mila dal Comune)

TERNI

Recupero dell’ex magazzino merci Fs (600 mila euro)

Riqualificazione dell’area ex Bosco con realizzazione ci nuovo manufatto per attività innovative (800 mila euro);

Mercato giornaliero di Largo Cairoli: realizzazione di nuovi box e spazi verdi oltre alla riqualificazione delle vie limitrofe (1,5 milioni)

Recupero della ‘casa del custode’ dell’ex Gruber (400 mila euro) e dell’ex filatura (1,5 milioni)

Nuovi arredi in via Lungonera, progetto coordinato con realizzazione del chiosco bar ex Hawaii (100 mila euro)

Ampliamento del parcheggio di via Divi ai piedi della passerella di stazione (460 mila euro)

Recupero di via Mazzini-via delle Portelle-via Angeloni (1,2 milioni)

Recupero del teatro Antoniano (765 mila euro)

Recupero dell’immobile ex Onmi (300 mila euro).

Bonifica e riapertura del parco Rosselli (730 mila euro);

Bonifica ambientale della zona Fiori (100 mila euro)

Rigenerazione energetica e paesaggistica del quartiere Borgo Bovio e realizzazione di un giardino urbano e percorso ciclo-pedonale lungo il fiuma Nera.

Videosorveglianza e illuminazione a led di alcune zone sensibili (352 mila euro)

‘Notte sicura’, progetto di concerto con Ater per l’attivazione di un presidio di pronto soccorso ed emergenze sociali in zona Brin (450 mila euro)

Connessione pedonale Gruber-Cairoli-Rosselli con videosorveglianza, dispositivi wi-fi e luci al led (340 mila euro)

Tracciato ciclo-pedonale destinato a connettere via Rosselli con la grande fabbrica siderurgica di viale Brin (300 mila euro)

Percorso piazza Dante- via Plinio – via Mazzini, dotato di dispositivi che lo rendono accessibile anche a ipovedenti e non vedenti (330 mila euro)

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