mercoledì 28 ottobre - Aggiornato alle 10:19

Per l’Umbria 400 nuovi bus in sei anni: investimento da 77 milioni. Fcu, tornano i passeggeri

Presentata la flotta: 83 in servizio nel 2018, gli altri fino al 2023. Dal 2020 quelli elettrici. Marini su UM: «Ricostruita la verità»

I nuovi mezzi in piazza IV Novembre (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Oltre 300 nuovi autobus tra il 2019 e il 2023, per la precisione 313, in aggiunta agli 83 già messi a viaggiare lungo le strade dell’Umbria nel 2018, per un investimento totale che si aggira intorno ai 77 milioni di euro. Lunedì mattina in piazza IV Novembre, a Perugia, Busitalia-FS insieme al sindaco di Perugia Andrea Romizi, alla presidente della Regione Catiuscia Marini e all’assessore regionale Giuseppe Chianella ha presentato la nuova flotta di mezzi urbani, extraurbani e da turismo. Un’occasione in cui Velio del Bolgia, direttore regionale dell’azienda, ha annunciato che «è al vaglio del consiglio di amministrazione un piano quinquennale» per il rinnovo del parco: 77 i bus che arriveranno in Umbria nel 2019 (di cui 37 per le linee urbane, 27 per quelle extraurbane e 4 da turismo) e 59 per ogni anno dal 2020 al 2023.

VIDEO: A BORDO DEI NUOVI AUTOBUS 

I mezzi Un piano grazie al quale l’attuale età media dei mezzi, che ora è di circa 13 anni, dovrebbe scendere fino a 10. Per gli 83 bus del 2018 (53 per i servizi extraurbani, 27 per i servizi urbani e 3 da turismo) sono stati investiti 17 milioni di euro, il 40% dei quali garantito da Ministero delle infrastrutture e Regione, mentre per gli altri 313 serviranno all’incirca 60 milioni. Nove complessivamente le diverse tipologie di autobus (quattro per i servizi urbani, altrettanti per quelli extraurbani e una tipologia per i servizi turistici), tutti dotati di videosorveglianza, di dispositivi per l’accesso ai passeggeri a mobilità ridotta e a ridotte emissioni inquinanti. Per i servizi urbani ci sono mezzi che possono ospitare dai 27 ai 110 passeggeri, a seconda delle esigenze dei diversi territori.

La distribuzione La parte del leone per quanto riguarda gli 83 mezzi immessi nel 2018 come ovvio la fa Perugia, alla quale ne sono andati 24, mentre a Terni 11 e così via nelle altre città: «La distribuzione – ha detto Del Bolgia – è stata fatta in modo equilibrato tenendo conto dei flussi e delle caratteristiche morfologiche dei territori». Dal 2020 cominceranno ad arrivare i primi 20 bus elettrici, 8 dei quali per la sola Perugia che poi, dal 2021, ne riceverà altri tre o quattro all’anno. Queste navette elettriche andranno dai 6,5 ai 7 metri e saranno impiegate, come prevede il nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile, esclusivamente nell’area del centro storico e in quelle città dove, come ha spiegato Chianella, «ci sono problemi che riguardano la qualità dell’aria». Quanto ai mezzi più grandi, ci sono anche quelli che possono entrare nel progetto dei metrobus che ha in mente il Comune di Perugia.

La casa di Dio «In questo modo – ha detto Chianella – rinnoviamo il 20% abbondante della flotta, con l’obiettivo di abbassare ancora l’età media nel futuro». Alla cerimonia ha partecipato anche il cardinale Gualtiero Bassetti, che ha benedetto alcuni degli 83 bus: «Una benedizione – ha sottolineato – anche all’opera dell’uomo, con la tecnica che ci viene in aiuto visto che sono tutti di nuova generazione. La casa che Dio ci ha dato la stiamo distruggendo non avendo rispetto per l’ambiente e ciascuno di noi può fare la sua parte». Dalla sua invece Marini ha parlato delle risorse messe in campo dalla Regione e di un «cambiamento molto netto. Spero che i Comuni siano consapevoli del fatto che c’è bisogno di un potenziamento». Un accenno è arrivato anche sul problema dell’inquinamento che riguarda alcune città: «Si affronta – ha detto Marini – se si abbatte in modo drastico il traffico privato».

FOTO: LA PRESENTAZIONE IN PIAZZA IV NOVEMBRE

Il caso UM  La presidente ha colto l’occasione per commentare la recente sentenza della sezione regionale della Corte dei conti (la Procura sta valutando la possibilità di un appello) sul caso di Umbria mobilità: «È stata ricostruita la verità – ha detto su quanto abbiamo fatto per salvaguardare 1.400 posti di lavoro e il servizio di trasporto pubblico, per poi consolidarlo mettendolo nelle mani del più prestigioso soggetto del tpl italiano. In sei anni, con un piano di investimenti per il ferro e la gomma, non è stata abbandonata la visione strategica. Le vecchie e piccole municipalizzate non avrebbero potuto garantire questo sforzo da sole».

I numeri Busitalia in Umbria gestisce ormai l’intero sistema dei trasporti (e potrebbe garantirsi anche il pacchetto di maggioranza della Minimetrò che il Comune vuole vendere), garantendo 23 milioni di km all’anno per quanto riguarda i bus, 5.180 corse e 99.500 passeggeri al giorno (dei quali 66mila sulle linee urbane), aumentati di circa il 2% nei primi 10 mesi del 2018. Segnali di ripresa ci sono anche per la ex Fcu dopo il calo del 30% degli abbonati in seguito alla chiusura: dopo la ripresa parziale del servizio si toccano anche i 150 passeggeri nelle ore di punta.

Twitter @DanieleBovi

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