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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 05:44

Pd, Bori chiede nuovi nomi per il Parlamento ma da Roma i giochi sono fatti

Ascani alla Camera e Verini al Senato: battaglia per il terzo posto: De Rebotti lo vuole in cambio si offre per l’uninominale

©Michele Mencaroni

di Maurizio Troccoli
Da casa Pd i giochi sembrano fatti, in vista delle elezioni politiche del prossimo settembre. Ma il segretario regionale Tommaso Bori, mette nero su bianco la volontà del partito umbro di cambiare squadra dei parlamentari.  Alle voci che si susseguono di volere spedire i due nazionali umbri Verini e Ascani, in altri collegi, nei primi posti in lista, si aggiungono le speranze. Deboli, se non vane. Perchè a Roma, è stato detto che, di certo, ci sono solo i due primi nomi: quelli di Città di Castello. E saranno candidati solo in Umbria. Tranne stravolgimenti dell’ultima ora che, per quanto remoti, dipenderebbero più da dinamiche nazionali di posizionamento, che regionali. Sarà quindi Anna Ascani la candidata numero uno nella lista per la Camera e Walter Verini, in quella per il Senato, la prima sottosegretario allo Sviluppo economico nel Governo Draghi e vicepresidente nazionale del partito, il secondo tesoriere.

Overbooking A chi avrebbe preferito candidarli fuori o, almeno anche fuori, sperando così di liberare i due posti in lista che garantiscono una nuova legislatura da parlamentare, la risposta che arriva dai palazzi romani, a un giorno dall’appuntamento con gli umbri per la definizione delle liste è che, comunque, questo, non sarebbe stato un automatismo.  Poi, le liste, sono in overbooking. Tradotto: se vale per Verini e Ascani essere candidati fuori dal loro territorio, vale anche per gli altri dirigenti nazionali e quindi non sarebbe stata automatica la candidatura di qualche umbro in quelle posizioni. Restano disponibili i posti per la lotta ‘maggioritaria’ (2 collegi alla Camera e 1 al Senato) e il terzo e quarto posto nelle liste in quota proporzionale.

Scacchiera Chi parla con Umbria24 afferma che per la sfida corpo a corpo dell’uninominale occorrono figure di esperienza e individua nell’ex sindaco di Narni, De Rebotti, una delle migliori scelte. «Vero – dice – tutti sono convinti che i collegi uninominali vanno al centrodestra, ma c’è da fare una campagna elettorale». De Rebotti, pur dicendosi disponibile alla competizione ‘corpo a corpo’ chiede il secondo posto in lista proporzionale. Richiesta non favorita dal partito ternano che vuole un cittadino. E presenta una lista di nomi messi in ordine, con al primo posto Pierluigi Spinelli, segretario dell’Unione comunale Pd, poi Martina Soldi segretaria di circolo Pd di Attigliano e, solo al terzo posto, Francesco De Rebotti, seguito da Maria Grazia Proietti e Fabio Paparelli. Quel secondo posto nella quota proporzionale alla Camera è ambito per il gioco dei resti, quindi la remota possibilità che il centrosinistra, oltre ai due primi candidati, possa prenderne un terzo. In ultima analisi, anche i terzi e quarti posti, avrebbero un perchè. Visto che, come accaduto, nei lunghi tempi di una legislatura, può succedere di tutto, tra chi lascia per altri incarichi e chi per ragioni di salute o persino per decesso. Ne sa qualcosa Camilla Laureti al parlamento Europeo.

Tommaso Bori La scacchiera tuttavia la conosce bene anche il segretario regionale Bori, che fino all’ultimo istante possibile vuole fare sapere a Enrico Letta che a lui, e al Pd umbro, quei due nomi al primo posto non vanno giù. «Non possiamo ignorare – scrive – le tante sollecitazioni arrivate dai nostri circoli e dai nostri amministratori. Si avverte forte l’esigenza e il bisogno di un ricambio della squadra parlamentare, di un suo radicamento territoriale, di una rappresentatività più in linea con gli appuntamenti politici e in sintonia con le problematiche che gli umbri vivono e che si apprestano ad affrontare nei prossimi mesi e nei prossimi anni». Aggiunge: «Con il pieno mandato della direzione regionale, offriremo al livello nazionale le migliori energie e i profili più spendibili che abbiamo da offrire, sia dal partito che dalle istituzioni, nella speranza che vengano raccolti e valorizzati».

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