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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 21:55

Parla la prof mai chiamata dalla Stranieri: «Ero l’unica esterna ad aver vinto il concorso. Una cosa grave»

La battaglia di Sabrina Stroppa approda ora al Consiglio di Stato: «Nessuno mi ha spiegato quanto successo. Dubito che sia perché ho i capelli ricci»

Sabrina Stroppa

di Daniele Bovi

«Nessuno mi ha spiegato come mai non sono stata chiamata; dubito che sia perché ho i capelli ricci». Il giorno dopo l’ordinanza del Tar con cui la giustizia amministrativa ha detto no alla richiesta di misure cautelari, la professoressa Sabrina Stroppa parla con Umbria24 del caso che la vede protagonista da mesi. La docente, che insegna al Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Torino, nonostante abbia vinto uno dei concorsi banditi a ottobre 2019 dall’Università per Stranieri di Perugia, non è stata mai chiamata da Palazzo Gallenga. Dei quattro vincitori degli ormai famosi concorsi, Stroppa è l’unica esterna all’Ateneo, ed è proprio qui che si concentrano i sospetti: «È una cosa molto facile da capire ma che non si può dire ad alta voce».

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L’unica esterna La docente ritiene che la Stranieri non l’abbia chiamata proprio perché si tratta dell’unica vincitrice non in forze a Palazzo Gallenga: «Dubito che sia accaduto perché ho i capelli ricci; di sicuro nessuno mi ha dato una motivazione. È successo perché sono esterna e quindi costo». Un’altra anomalia sono infatti i tempi: «Di solito – spiega Stroppa – si entra in servizio con il nuovo anno accademico, tra ottobre e novembre, mentre quei concorsi avevano fissato la data del primo agosto: ma quale ateneo paga stipendi a nuovi assunti durante i mesi estivi?». Stroppa ricorda che per tutti e quattro i bandi ci sarebbe potuto essere un vincitore esterno e che lei, come attestano gli atti, è risultata per quel ruolo il miglior profilo secondo il giudizio di una commissione «di altissimo livello. E se non chiami la migliore di che parliamo?».

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Battaglia legale Al momento la professoressa non ha imboccato la strada penale (e per ora sul dossier concorsi non è stata sentita dalla Procura della Repubblica di Perugia che ha acceso un faro anche su questo fronte), decidendo però di ricorrere al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar; un pronunciamento, secondo gli avvocati, dovrebbe arrivare a febbraio, ben prima di quel settembre 2021 in cui il Tar aveva fissato l’udienza per discutere del merito. «C’è abbondanza di giurisprudenza su questa materia. Il Dipartimento della Stranieri – dice Stroppa – non avrebbe dovuto far altro che prendere atto del vincitore. Il verbale su cui il Tar si è focalizzato, peraltro ottenuto dai miei avvocati solo il sabato con un’udienza fissata per il martedì seguente, attesta che non sono stata chiamata; una chiamata peraltro mai discussa dal Dipartimento, che avrebbe dovuto esprimersi».

Voglia di cambiare Stroppa parla di un «silenzio fattivo da parte dell’Ateneo. Ho anche mandato due mail prima dei concorsi per presentarmi e per esprimere il mio entusiasmo». L’unica risposta è stata però il silenzio e l’amarezza è tanta: «È una cosa molto grave e sono tanti i colleghi che mi scrivono, tutti i giorni, per capire cosa è successo e per dirmi di andare avanti». Ma dopo tutto quanto letto in questi mesi c’è ancora la voglia di venire a lavorare a Perugia? «Certo che sì; anzi di fronte a una situazione del genere – risponde – è ancora di più, anche per dare il mio contributo in un’ottica di cambiamento. Il contesto mi è noto: conosco bene il professor Daniele Piccini (l’ex direttore del Dipartimento, ndr), con il quale ho diverse collaborazioni, così come altri colleghi alla Statale e alla Stranieri di Siena». A spingerla a partecipare al concorso è stata la voglia di cambiare: «Da 20 anni sono a Torino e dopo un periodo così lungo volevo mettermi in gioco in un altro contesto in cui portare nuove esperienze, ma i concorsi sono pochi. Volevo trasferirmi per dare una svolta alla mia vita». La strada verso Perugia passa però dal Consiglio di Stato.

Twitter @DanieleBovi

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