martedì 23 luglio - Aggiornato alle 19:43

Papa Francesco torna ad Assisi per lanciare una nuova economia: «Sia basata su fraternità ed equità»

‘Economy of Francesco’ nel marzo 2020. Ai giovani: «Mettetevi in gioco come fece San Francesco». Frati: «Grande gioia». Vescovo: «Annuncio storico»

Papa Bergoglio (foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli

Papa Francesco torna ancora una volta ad Assisi. Questa volta, a marzo 2020, Bergoglio verrà nella città di San Francesco per un importante incontro con economisti di tutto il mondo per discutere sul futuro del pianeta. Dal 26 al 28 marzo 2020 avrà, infatti, luogo ad Assisi l’evento dal titolo “Economy of Francesco”, iniziativa alla quale sono chiamati a partecipare giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo. A darne notizia la Sala stampa vaticana. L’evento è affidato alla regia della diocesi di Assisi, che si avvarrà di un comitato operativo e di una commissione scientifica.

Il Papa in Umbria: sesta volta Sarà la sesta volta per Papa Francesco in Umbria. L’ultima risale all’11 gennaio scorso quando ha visitato a sorpresa le suore del monastero di Vallegloria a Spello. I precedenti: all’inizio dell’ottobre 2016, Bergoglio ha visitato le aree terremotate e in particolare quella di San Pellegrino, frazione di Norcia gravemente colpita dal sisma. Poco prima due volte era stato ad Assisi: il 4 agosto per gli 800 anni del perdono di Assisi e il 20 settembre, sempre ad Assisi, in occasione dell’incontro interreligioso a 30 anni da quello di Giovanni Paolo II. A breve distanza dall’elezione al soglio pontificio l’altro viaggio ad Assisi, il 4 ottobre 2013, giorno in cui si festeggia San Francesco patrono d’Italia.

Un nuovo modello economico Nel suo messaggio, scritto il 1 maggio, indirizzato «ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo», Francesco spiega di volere «mettere in atto un modello economico nuovo, frutto di una cultura della comunione, basato sulla fraternità e sull’equità». E si rivolge ai giovani: «Per questo desidero incontrarvi ad Assisi: per promuovere insieme, attraverso un “patto” comune, un processo di cambiamento globale che veda in comunione di intenti non solo quanti hanno il dono della fede, ma tutti gli uomini di buona volontà, al di là delle differenze di credo e di nazionalità, uniti da un ideale di fraternità attento soprattutto ai poveri e agli esclusi. Invito ciascuno di voi ad essere protagonista di questo patto, facendosi carico di un impegno individuale e collettivo per coltivare insieme il sogno di un nuovo umanesimo rispondente alle attese dell’uomo e al disegno di Dio. Insieme a voi, e per voi – aggiunge – farò appello ad alcuni dei migliori cultori e cultrici della scienza economica, come anche ad imprenditori e imprenditrici che oggi sono già impegnati a livello mondiale per una economia coerente con questo quadro ideale». Il nome dell’evento sarà “Economy of Francesco” con – spiega Bergoglio – «chiaro riferimento al Santo di Assisi e al Vangelo che egli visse in totale coerenza anche sul piano economico e sociale. Egli ci offre un ideale e, in qualche modo, un programma. Per me, che ho preso il suo nome, è continua fonte di ispirazione».

Frati di Assisi «Un incontro destinato a dare il via ad una nuova economia», ha dichiarato il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti. «Pieni di speranza – dice a nome della comunità francescana – accogliamo con gioia l’iniziativa di Papa Francesco. Promuovere un nuovo ‘patto’ con ‘quelli che hanno il futuro’, è l’ispirazione sgorgata dal cuore di un padre. Accompagniamo fin d’ora con la preghiera e con tutto l’impegno le fasi della preparazione e della riuscita dell’evento. I quattro verbi che il successore di Pietro ci consegna: ‘Ri-animare’, ‘Rivedere’, ‘Rispondere’ e ‘Riparare’ tracciano la strada che percorreremo insieme a tutti coloro che coltiveranno ‘il sogno di un nuovo umanesimo’, ispirandosi a Francesco per il rinnovamento dell’economia. Siamo convinti che le giornate di marzo rappresenteranno un nuovo inizio e daranno nuovo respiro all’umanità. Recandosi ad Assisi il Papa ci invita ancora una volta a prendere coscienza della gravità dei problemi e a cercare le possibili risposte guardando al Poverello, amato da credenti e non credenti».

Vescovo di Assisi «Un’iniziativa storica, gravida di futuro», quella del Papa secondo Il vescovo monsignor Domenico Sorrentino. «Grazie, papa Francesco per aver pensato ancora una volta a questa Città – aggiunge -. Se il 27 ottobre 1986 san Giovanni Paolo II la scelse come icona di pace inaugurando lo “spirito di Assisi”, l’odierna iniziativa, di così grande respiro, la propone anche come icona di una nuova economia.  Il Papa fa leva sui giovani, nel solco del recente sinodo loro dedicato. Propone loro un “patto” per promuovere un rinnovamento dell’economia. La tradizione francescana, che ha segnato secoli di storia anche sul piano economico-sociale, ancora oggi ha molto da dire». L’evento sarà organizzato dalla dicoesi. «Sono onorato della stima del Santo Padre. Spero in tante collaborazioni, interne ed esterne alla Città di Assisi, dalle famiglie francescane, eredi degli ideali di Francesco, all’Istituto Serafico e al Centro focolarino per l’Economia di Comunione, questi ultimi già in qualche modo coinvolti nella fase ideativa dell’evento e nei suoi preliminari organizzativi. Il  Comune di Assisi assicura la sua convinta e concreta adesione. Ci dà il suo patrocinio il  Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. Certo non mancherà la vicinanza della Conferenza Episcopale Italiana, a partire dai vescovi dell’Umbria, che vedono ancora una volta la nostra regione al centro di un evento mondiale».

Vescovi umbri Con «gioiosa gratitudine»accolgono la notizia i vescovi dell’Umbria. «Ancora una volta – commenta il presidente Ceu, Renato Boccordo – il Sommo Pontefice guarda alla nostra regione per farne la culla di un momento importante di riflessione e progettualità finalizzato a “ri-animare l’economia”, e lo fa rivolgendosi ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo, riproponendo con forza la figura e il messaggio del Poverello, «esempio per eccellenza della cura per i deboli e di una ecologia integrale». I Vescovi, con il contributo prezioso e competente dell’Istituto Teologico di Assisi e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi, assicurano fin d’ora il convinto sostegno all’iniziativa.

Ecco il messaggio integrale del Santo Padre:

Cari amici,
vi scrivo per invitarvi ad un’iniziativa che ho tanto desiderato: un evento che mi permetta di incontrare chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. Un evento che ci aiuti a stare insieme e conoscerci, e ci conduca a fare un “patto” per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani.
Sì, occorre “ri-animare” l’economia! E quale città è più idonea per questo di Assisi, che da secoli è simbolo e messaggio di un umanesimo della fraternità? Se San Giovanni Paolo II la scelse come icona di una cultura di pace, a me appare anche luogo ispirante di una nuova economia. Qui infatti Francesco si spogliò di ogni mondanità per scegliere Dio come stella polare della sua vita, facendosi povero con i poveri, fratello universale. Dalla sua scelta di povertà scaturì anche una visione dell’economia che resta attualissima. Essa può dare speranza al nostro domani, a vantaggio non solo dei più poveri, ma dell’intera umanità. È necessaria, anzi, per le sorti di tutto il pianeta, la nostra casa comune, «sora nostra Madre Terra», come Francesco la chiama nel suo Cantico di Frate Sole.
Nella Lettera Enciclica Laudato si’ ho sottolineato come oggi più che mai tutto è intimamente connesso e la salvaguardia dell’ambiente non può essere disgiunta dalla giustizia verso i poveri e dalla soluzione dei problemi strutturali dell’economia mondiale. Occorre pertanto correggere i modelli di crescita incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente, l’accoglienza della vita, la cura della famiglia, l’equità sociale, la dignità dei lavoratori, i diritti delle generazioni future. Purtroppo resta ancora inascoltato l’appello a prendere coscienza della gravità dei problemi e soprattutto a mettere in atto un modello economico nuovo, frutto di una cultura della comunione, basato sulla fraternità e sull’equità.
Francesco d’Assisi è l’esempio per eccellenza della cura per i deboli e di una ecologia integrale. Mi vengono in mente le parole a lui rivolte dal Crocifisso nella chiesetta di San Damiano: «Va’, Francesco, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina». Quella casa da riparare ci riguarda tutti. Riguarda la Chiesa, la società, il cuore di ciascuno di noi. Riguarda sempre di più anche l’ambiente che ha urgente bisogno di una economia sana e di uno sviluppo sostenibile che ne guarisca le ferite e ne assicuri un futuro degno.
Di fronte a questa urgenza, tutti, proprio tutti, siamo chiamati a rivedere i nostri schemi mentali e morali, perché siano più conformi ai comandamenti di Dio e alle esigenze del bene comune. Ma ho pensato di invitare in modo speciale voi giovani perché, con il vostro desiderio di un avvenire bello e gioioso, voi siete già profezia di un’economia attenta alla persona e all’ambiente.
Carissimi giovani, io so che voi siete capaci di ascoltare col cuore le grida sempre più angoscianti della terra e dei suoi poveri in cerca di aiuto e di responsabilità, cioè di qualcuno che “risponda” e non si volga dall’altra parte. Se ascoltate il vostro cuore, vi sentirete portatori di una cultura coraggiosa e non avrete paura di rischiare e di impegnarvi nella costruzione di una nuova società. Gesù risorto è la nostra forza! Come vi ho detto a Panama e scritto nell’Esortazione apostolica postsinodale Christus vivit: «Per favore, non lasciate che altri siano protagonisti del cambiamento! Voi siete quelli che hanno il futuro! Attraverso di voi entra il futuro nel mondo. A voi chiedo anche di essere protagonisti di questo cambiamento. […] Vi chiedo di essere costruttori del mondo, di mettervi al lavoro per un mondo migliore» (n. 174).
Le vostre università, le vostre imprese, le vostre organizzazioni sono cantieri di speranza per costruire altri modi di intendere l’economia e il progresso, per combattere la cultura dello scarto, per dare voce a chi non ne ha, per proporre nuovi stili di vita. Finché il nostro sistema economicosociale produrrà ancora una vittima e ci sarà una sola persona scartata, non ci potrà essere la festa della fraternità universale.
Per questo desidero incontrarvi ad Assisi: per promuovere insieme, attraverso un “patto” comune, un processo di cambiamento globale che veda in comunione di intenti non solo quanti hanno il dono della fede, ma tutti gli uomini di buona volontà, al di là delle differenze di credo e di nazionalità, uniti da un ideale di fraternità attento soprattutto ai poveri e agli esclusi. Invito ciascuno di voi ad essere protagonista di questo patto, facendosi carico di un impegno individuale e collettivo per coltivare insieme il sogno di un nuovo umanesimo rispondente alle attese dell’uomo e al disegno di Dio.
Il nome di questo evento – “Economy of Francesco” – ha chiaro riferimento al Santo di Assisi e al Vangelo che egli visse in totale coerenza anche sul piano economico e sociale. Egli ci offre un ideale e, in qualche modo, un programma. Per me, che ho preso il suo nome, è continua fonte di ispirazione.
Insieme a voi, e per voi, farò appello ad alcuni dei migliori cultori e cultrici della scienza economica, come anche ad imprenditori e imprenditrici che oggi sono già impegnati a livello mondiale per una economia coerente con questo quadro ideale. Ho fiducia che risponderanno. E ho fiducia soprattutto in voi giovani, capaci di sognare e pronti a costruire, con l’aiuto di Dio, un mondo più giusto e più bello.
L’appuntamento è per i giorni dal 26 al 28 marzo 2020. Insieme con il Vescovo di Assisi, il cui predecessore Guido otto secoli fa accolse nella sua casa il giovane Francesco nel gesto profetico della sua spogliazione, conto di accogliervi anch’io. Vi aspetto e fin d’ora vi saluto e benedico. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

Francesco
Dal Vaticano, 1° maggio 2019
Memoria di San Giuseppe Lavoratore

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