venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 06:13

Pace Colombia Farc, come Francesco i frati in aiuto: «Il presidente in visita ad Assisi»

Dopo 50 anni di conflitti e un’opinione pubblica resistente Calderòn sceglie la pratica della Pace. L’incontro

di Maurizio Troccoli

Come Francesco, appena sentono un accenno alla parola pace, i frati di Assisi corrono per nutrirla e diffonderla fino a renderla contagiosa.

I frati in soccorso della Pace E’ riaccaduto in Colombia. Il custode del Sacro convento, padre Gambetti ha inviato, padre Enzo Fortunato, ad abbracciare il presidente Santos Calderón, che ha sfidato il suo Paese, sulla strada della pace. Contro una opinione pubblica che persino al referendum ha respinto questa opzione, il presidente ha allungato la mano agli avversari politici, scegliendo la pace come pratica di futuro. Disponibilità quindi a rivedere i passaggi dell’accordo di Pace che i colombiani hanno respinto i un referendum non imposto dalla legge, ma voluto dal presidente. Disponibilità espressa anche dalle Farc che rinunciando alle armi hanno promesso: «Useremo solo la parola come arma per la costruzione del futuro». Si tenta quindi di riattivare la fase diplomatica e di dialogo per la revisione dell’accordo tenuto conto che il presidente, all’esito del referendum ha detto: «E’ la mia figura la garanzia della stabilità nazionale. E la garantirò».

Il presidente Calderòn Per questa ragione è stato anche tra i candidati al premio Nobel per la Pace, ma è sicuramente vincitore del premio francescano per la Pace, un riconoscimento umile e silenzioso, nello stile di Francesco, ma in grado di irradiarsi oltre le attese. In quella terra sono giunti i frati e con le parole di padre Fortunato al presidente hanno detto: «Pace e bene. Dopo le toccanti parole espresse da Papa Francesco alla notizia dell’accordo tra la Repubblica Colombiana e le Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia, grazie al negoziato da lei promosso, ‘sono felice di questa bella notizia, più di cinquanta anni di guerriglia, tanto sangue versato inutilmente. Mi auguro che i paesi che hanno lavorato per fare la pace blindino questo accordo e che mai più si possa tornare a uno stato di guerra’».

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La visita Quindi la conferma della presenza del presidente ad Assisi: «È con grande speranza e il cuore ricolmo di riconoscenza vogliamo dirle che siamo felici che abbia accettato di partecipare allo storico concerto di Natale che si terrà ad Assisi il 17 dicembre alle ore 11.00, nella splendida cornice della basilica Superiore di san Francesco. Il concerto non si presenta solamente come una eccellente esibizione di musica classica e di nenie natalizie ma ha, per la nostra comunità, un valore simbolico ispirato alla pace e alla fratellanza tra i popoli ed è direttamente legato al carisma francescano. In questo contesto il custode del Sacro convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, le consegnerà la lampada della ‘Pace di san Francesco’».

Il messaggio Frate Fortunato si è quindi soffermato sul messaggio e sulla forza che una testimonianza come questa può rappresentare ad Assisi: «La nostra comunità francescana conventuale è onorata della sua presenza ad Assisi in quanto la sua testimonianza di vita e il suo impegno politico daranno all’evento un significato ancora più profondo. Il mondo non crede ai maestri ma se vi crede è perché sono testimoni di fraternità. Ecco perché nel pomeriggio del 17 ascolteremo, attraverso la sua testimonianza, l’importanza dei processi di pace e di rispetto dell’essere umano. L’evento di Assisi servirà anche per rafforzare il messaggio di amore che parte dalla Tomba di San Francesco».

La Pace di Francesco I frati in soccorso della Pace: «Presidente, vogliamo sostenere con forza e determinazione il processo da lei intrapreso. Quello che ha fatto e che sta facendo rappresenta per noi un messaggio di pace nel mondo, quella pace che san Francesco ha cercato e condiviso tutta la vita. Echeggiano in questo incontro le sue parole: ‘Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati”. La pace per il Santo è il rifiuto e il superamento del conflitto in nome di un Dio che è amore. La pace in questo versetto è connessa in modo stretto al perdono. Finalità è terrena ma anche divina. Non fermiamoci mai. Non scoraggiamoci mai. La pace si costruisce ogni giorno, insieme e aprendo il cuore agli altri».

 

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