venerdì 21 luglio - Aggiornato alle 09:33

Ospedale di Perugia, dopo 40 anni in pensione uno dei soccorritori di Renato Curi. Lasciano altri cinque infermieri

Per Elio Ceccarini e la collega Elide Moretti venerdì ultimo giorno di lavoro: «Un esempio per i giovani»

Elio Ceccarini faceva parte degli infermieri che portarono soccorso a Renato Curi quando il calciatore, in quel Perugia-Juventus di tanti anni fa, venne colpito da un infarto che non gli lasciò scampo sul terreno di gioco. Per Elio Ceccarini e la collega Elide Moretti quello di venerdì, dopo 40 anni, è stato l’ultimo giorno di servizio come coordinatori infermieristici prima al policlinico Monteluce e poi, dopo lo spostamento, al Santa Maria della misericordia. Moretti e Ceccarini hanno restituito il camice bianco e il telefono intranet, che ha permesso di raggiungerli a qualsiasi ora del giorno e della notte, disponibili ventiquattro ore su ventiquattro. «Sono stati un esempio per i giovani infermieri – dice Gabriella Carnio, responsabile del Dipartimento delle professioni sanitarie – tutti hanno avuto un alto senso di appartenenza al servizio, e di questo, anche a nome di tutti il personale infermieristico desidero darne conto in segno di gratitudine e riconoscenza».

Chi sono «Elide Moretti – spiega l’ospedale in una nota – si è occupata della attività organizzativa delle sale operatorie, collaborando con tanti chirurghi che si sono succeduti nelle due strutture ospedaliere, con i professori Ciuffini, Moggi, Cao e Ragni. In tanti anni di servizio tutti ne hanno apprezzato la tenacia e la capacità di organizzare la complessa attività chirurgica. Elio Ceccarini ha collaborato per alcuni lustri con la struttura di ortopedia, per poi svolgere compiti di raccordo nei trasferimento dei reparti di degenza da Monteluce a Sant’Andrea delle Fratte». Per altri quattro coordinatori invece il tempo di lasciare il servizio arriverà a breve, subito dopo l’estate: si tratta di Danilo Cambiotti del dipartimento di Diagnostica per immagini, Mario Marinelli, coordinatore del servizio Emergenza e urgenza, Francesco Bori, una lunga militanza nel servizio Trasfusionale, Stefano Venturini, coordinatore delle strutture di Medicina. «Non vi è dubbio – spiega il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca – che questi professionisti hanno scritto un pezzo di storia dell’ospedale. A loro va il mio ringraziamento e di quanti operano in questa struttura, convinto che hanno fornito alla collettività un importante servizio di assistenza, lasciando una impronta nelle loro specifiche attività».

  • aldo patriti

    ho seri dubbi. Anche io ho lavorato per quaranta anni nell’azienda ospedaliera di Perugia, ma ho guadagnato solo un’ invalidità per servizio e un’infezione da legionella contratta in sala operatoria, ma al mio pensionamento non ha fatto caso nessuno, forse non avevo la tessera giusta?