martedì 26 marzo - Aggiornato alle 15:24

Ospedale di Perugia, 15,6 milioni per nuovi macchinari: «Saremo piastra di servizi all’avanguardia»

Presentato piano di investimenti 2019-2021, in tutto quasi 30 milioni: «Per vincere le sfide del futuro occorre programmare»

Uno dei nuovi macchinari

di D.N.

Ventinove milioni di euro di investimenti per il triennio 2019-2021, dei quali 15,6 destinati all’ammodernamento tecnologico. Lunedì l’Azienda ospedaliera di Perugia ha presentato, nella sala intitolata al professor Ugo Mercati, i progetti di investimenti in nuove tecnologie di Diagnostica per immagini e ha comunicato i dati 2018 relativi all’attività assistenziale, oltre a fare il punto sul triennio 2016-2018. Nel 2018, così come stabilito nella pianificazione dell’anno precedente sono state avviate e, in gran parte, completate le procedure di gara per l’acquisto delle apparecchiature di Diagnostica per immagini con un investimento complessivo di circa 3,7 milioni di euro.

Le nuove macchine In particolare si parla di due Tac multislice (costo circa 1 milione di euro), due mammografi digitali con stereostassi (circa 600 mila euro), due archi a C portatili (circa 200 mila euro), un angiografo biplanare per la neuroradiologia interventistica (circa 1.400.000 euro, sono in corso i lavori strutturali per l’installazione) e un sistema di imaging intraoperatorio per neurochirurgia (circa 500 mila euro, con procedura di gara in corso). Tra il 2019 e il 2021 invece arriveranno all’ospedale tre angiografi per la cardiologia interventistica, laboratorio di emodinamica, e per l’elettrofisiologia cardiaca, impianti di pacemaker e defibrillatori (costo stimato di circa 3 milioni di euro), una Pet Tac (circa 2,4 milioni), un acceleratore lineare per la radioterapia oncologica (dal costo di 2,7 milioni) e, con il finanziamento da 1,1 della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, una Rmn 3 tesla.

I numeri del 2018 Nuove strumentazioni che, nel complesso, faranno dell’ospedale «una piastra di servizi invidiata da tutti ed estremamente all’avanguardia». Quanto ai numeri, si mantiene in costante flessione il trend dei ricoveri (38.707 nel 2017 e 37.452 nel 2018) ed è abbastanza stabile quello sugli interventi chirurgici (20.247 nel 2017 e 20.468 nel 2018). Il dg dell’Azienda Emilio Duca ha messo poi l’accento su alcuni indicatori di appropriatezza utili per la misurazione delle performance dei servizi sanitari: il tasso di utilizzo dei posti letto è diminuito (dal 92,5% all’88,6%), la degenza media è complessivamente stabile (da 7,60 a 7,78), i ricoveri non appropriati si sono ridotti (da 16,5% a 16,1%) mentre per le fratture di femore operate entro le 48 ore «nel 2018, dopo averci lavorato molto, si è superata la soglia del 60%, raggiungendo quota 65,6%». Infine, sono in aumento i parti fisiologici e risulta stabile il numero di accessi al pronto soccorso, con la percentuale di ricoveri da Pronto Soccorso passati dal 29,3% al 26,8%.

La sfida degli investimenti Oltre a Duca, che ha parlato di «risultati importanti raggiunti grazie al lavoro di squadra», hanno partecipato alla conferenza stampa la presidente della Regione Catiuscia Marini, l’assessore Luca Barberini, Michele Duranti (direttore Radiologia) e Michele Scialpi (direttore Diagnostica per immagini). «Gli investimenti fatti in questo ospedale – ha detto Marini – sono strategici anche per il sistema sanitario regionale, con parti di quest’ultimo che innalzano il valore degli indicatori con i quali veniamo valutati e in questo senso l’Azienda ospedaliera è fondamentale». «Siamo anche sottoposti alla pressione del turnover tecnologico – ha concluso la presidente – ma un sistema sanitario che vuole vincere questa sfida deve saper programmare anche gli investimenti».

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