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martedì 28 settembre - Aggiornato alle 14:57

Ospedale da campo, Regione assicura: «In arrivo medici da fuori regione, sarà operativo per step»

Il punto sulla struttura allestita a Perugia. Prefabbricati per le terapie intensive, il cronoprogramma degli allestimenti

L'ospedale da campo di Perugia nel novembre scorso (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Dalla prossima settimana «verranno incrementate le azioni per renderlo operativo in modo progressivo, per moduli». Così il commissario per l’emergenza Massimo D’Angelo ha risposto alle domande venerdì, durante la conferenza settimanale con la stampa per fare il punto sull’emergenza sanitaria, a proposito dell’ospedale da campo della Regione. La struttura, finanziata da Bankitalia con tre milioni di euro e presentata ormai dieci mesi fa, è stata montata in uno dei parcheggi dell’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia, ma non è ancora in funzione.

Arrivano i medici I problemi riguardano sia la mancanza di personale che l’allestimento, curato non dalla ditta che originariamente aveva vinto la gara bensì, dopo alcuni problemi, dalla seconda in graduatoria; sul primo fronte il direttore della sanità regionale, Claudio Dario, ha spiegato che «stanno arrivando i medici da fuori regione (quelli reclutati attraverso il bando della protezione civile, ndr) e così si potrà cominciare a lavorare in vista dell’arrivo dei pazienti; le equipe del Santa Maria si stanno organizzando per accogliere i medici e capire come iniziare le attività».

L’interrogazione Sul caso dell’ospedale venerdì tutti i gruppi di opposizione hanno presentato una interrogazione alla giunta regionale per conoscere «l’effettiva situazione in cui sta operando l’ospedale da campo di proprietà della Regione, tenuto conto che, a quanto risulta, lo stesso non sarebbe attualmente utilizzato per mancanza di personale»; oltre a ciò i consiglieri vogliono capire se è vero che «le strumentazioni di cui dispone, tra cui i respiratori polmonari, sono state trasferite all’interno dell’ospedale». «Ci auguriamo – aggiungono – che l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, disponga di argomenti convincenti per smentire queste indiscrezioni di stampa che, se confermate, dimostrerebbero ancora una volta il fallimento di un progetto pensato come elemento strategico del Piano di salvaguardia».

I moduli Intanto negli ospedali di Perugia, Terni, Città di Castello e Foligno vanno avanti i lavori per l’allestimento dei moduli, inviati dalla struttura commissariale di Domenico Arcuri con un finanziamento di 8,2 milioni di euro, in cui saranno create altre 44 terapie intensive. Stando a quanto comunicato settimane fa, l’installazione sarebbe dovuta terminare entro il 20 febbraio ma si procede con un po’ di ritardo: «Il primo modulo – ha detto venerdì Dario – verosimilmente sarà terminato a Terni intorno al 25, e gli altri a seguire». Secondo il cronoprogramma di cui si parla in assessorato, il modulo di Perugia dovrebbe entrare in funzione il 5 marzo, quello di Castello il 2 e quello di Foligno il giorno prima.

Twitter @DanieleBovi

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