sabato 19 ottobre - Aggiornato alle 10:23

Orvieto, ragazzi di cinque diverse nazioni studiano i flussi migratori

Alla Casa-laboratorio Cerquosino giovani provenienti da Italia, Israele, Bosnia Erzegovina, Francia e Albania.

‘Le avversità possono essere formidabili occasioni, percorso di resilienza’, questo il senso del progetto multi azione,
proposto dall’associazione Artemide di Orvieto, che punta a focalizzare sia i problemi che le possibilità riguardo agli attuali fenomeni migratori. Nella città della Rupe, ragazzi di cinque nazioni diverse studiano i fenomeni migratori. Dal 21 al 29 luglio la Casa Laboratorio Il Cerquosino di Orvieto ospiterà il primo scambio internazionale che vedrà la partecipazione di giovani provenienti da Italia, Israele, Bosnia Erzegovina, Francia, Albania.

Orvieto Parteciperanno giovani autoctoni dei paesi coinvolti, giovani immigrati e giovani rifugiati. Lo scambio prevede che i partecipanti condividano le proprie emozioni, ripristinino il senso di appartenenza e di convivenza attiva, ridisegnino la propria continuità esistenziale e culturale, si scambino esperienze, si mettano in gioco sulla complessità delle relazioni, delle regole, delle idee proprie e altrui. «Il partenariato – dice Barbara Colombo, presidente dell’artemide – è composto da paesi che inviano immigrazione, che sono attraversati dai flussi e quelli che i flussi migratori li ricevono. L’obiettivo è quello di attivare percorsi d’inclusione partendo dalle proprie specificità e dalle proprie necessità, come singolo e come gruppo». Il progetto è composto da tre attività: formazione per formatori (tenutasi a maggio) e due scambi internazionali giovanili.

Flussi migratori Il 25 luglio, al Comune di San Venanzo, ci sarà un incontro con il sindaco, Marsilio Marinelli e le
associazioni del territorio in cui i partecipanti allo scambio condivideranno il progetto e le proprie esperienze. «La municipalità e le associazioni saranno invitate a promuovere la partecipazione al programma Erasmus plus, saranno rese comprensibili le possibilità della certificazione youth pass, poiché portatore di crediti formativi per il curriculum dello studente per l’esame di Stato. Si getteranno le basi per un nuovo progetto in collaborazione e sinergia tra le istituzioni europee e le istituzioni italiane» conclude Barbara Colombo.

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