lunedì 25 settembre - Aggiornato alle 06:32

Orvieto, l’Idv contro il parco eolico sul Peglia. Paolo Brutti attacca il progetto: «Siamo alla follia»

La manifestazione contro il parco eolico

Il progetto aveva provocato reazioni forti: tremila firme, contrarie, erano state raccolte dalle associazioni del territorio orvietano e il comitato del Peglia.

Il progetto A voler fare un parco eolico, sul monte Peglia, è la Innova Wind di Napoli: una centrale eolica in località Poggio della Cavallaccia, con otto aereogeneratori (tre nel territorio comunale di Parrano e cinque in quello San Venanzo, per una potenza complessiva di 18,4 MegaWatt; oltre ad una centrale eolica in località La Montagna, nel Comune di San Venanzo con dieci aereogeneratori, per una potenza complessiva di 23 MegaWatt.

Brutti «Diciotto torri sul Monte Peglia alte 150 metri. Per capire l’impatto – dice il consigliere regionale dell’Italia deiValori, Paolo Brutti, che ha presentato un’interrogazione – basta mettersi sotto il duomo di Orvieto, immaginare una struttura alta tre volte tanto, con enormi pale che ruotano e moltiplicarla per diciotto volte. E tutto questo in mano alla Innova Wind di Napoli, una società che ha 10mila euro di capitale depositato: siamo alla follia».

Il business Quella che si vorrebbe realizzare, diceBrutti, «sarebbe una struttura visibile da mezza Umbria, perfino dal senese e dal viterbese. Un mega impianto da un milione e mezzo per pala con una risibile ricaduta occupazionale, di pochi specialisti, possibile grazie agli incentivi economici già inseriti nelle bollette degli utenti, con ricavi da un milione di euro mensili, dopo i primi sette anni di rientro dell’investimento».

La richiesta Brutti, dopo aver ricordata «la grande mobilitazione dei cittadini del posto  (dalla quale, però, si era dissociata Legambiente; ndr) e gli impegni assunti dall’assessore regionale all’ambiente e dal presidente della seconda commissione consiliare di palazzo Cesaroni per inserire il Monte Peglia nelle aree non idonee agli insediamenti industriali», dice che «nonostante ciò sembra che il progetto vada avanti, il che richiede un’immediata risposta delle istituzioni, a cominciare dalla giunta regionale».

La Provincia e i Comuni Quasi un anno fa, peraltro, il consiglio provinciale di Terni, all’unanimità, aveva approvato un ordine del giorno in cui si evidenziava che il progetto metterebbe a repentaglio «i valori paesaggistici della zona, l’impatto visivo e acustico delle pale, la notevole viabilità di servizio, la palese incompatibilità tra questi impianti e le strutture ricettive rurali che hanno scommesso su caratteri ambientali ritenuti inviolabili, investendo risorse e creando economie». Mentre i sindaci dell’Alto orvietano avevano evidenziato l’incongruità tra il progetto e i valori paesaggistici della zona e un altro «no» era venuto dalla Confederazione italiana agricoltori di Orvieto, il cui presidente, Giampiero Rosati, aveva parlato di possibile stravolgimento dei «principi della sostenibilità economica e di quella ambientale».

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