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giovedì 18 agosto - Aggiornato alle 00:32

Oltre 100 medici a Perugia a studiare microangiopatie trombotiche

Per medici internisti, ematologi, angiologi, biochimici, patologi, biologi, tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria

Studiosi ed esperti di microangiopatie trombotiche parteciperanno giovedì 29 settembre 2016 al convegno nazionale organizzato da Paolo Gresele, al Polo unico di Sant’Andrea delle Fratte (aula 6, edificio B della Scuola di medicina dell’università degli Studi di Perugia).

L’appuntamento E’ prevista la partecipazione di un centinaio di docenti e ricercatori provenienti da diversi atenei italiani che si confronteranno sulla complessa tematica delle microangiopatie trombotiche. I lavori del congresso inizieranno giovedì, alle ore 10, con le relazioni dei professori Paolo Gresele di Perugia e Raimondo De Cristofaro di Roma, che apriranno la prima sessione sulla Fisiopatologia delle microangiopatie trombotiche. Seguiranno nel corso dell’incontro, che occuperà l’intera giornata, due sessioni: la prima relativa alla Presentazione clinica diagnosi differenziale delle microangiopatie trombotiche; la seconda sulla Gestione terapeutica delle microangiopatie trombotiche, che concluderà la giornata di studi.

Approfondimento Il congresso è rivolto a medici internisti, ematologi, angiologi, biochimici clinici, patologi clinici, biologi, tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, interessati alle tematiche delle microangiopatie. Le microangiopatie trombotiche rappresentano un gruppo di patologie acute, gravi, caratterizzate da anemia emolitica, trombocitopenia e trombosi microvascolare con conseguente danno d’organo. Tra queste, rivestono un’importanza particolare la porpora trombotica trombocitopenica (Ttp) e la sindrome uremico emolitica (Hus) gravate, rispettivamente, da un’elevata mortalità e da insufficienza renale irreversibile e talvolta letale se non trattate precocemente e in maniera adeguata. Le microangiopatie trombotiche pongono un difficile dilemma diagnostico che rende indispensabile integrare un’attenta valutazione clinica con una corretta interpretazione dei dati di laboratorio, inclusa la misurazione di un importante marker come l’Adamts-13, per raggiungere la diagnosi e istituire prontamente il trattamento. Lo sviluppo di queste forme in diversi contesti clinici (trapianto di midollo, gravidanza, malattie infettive) e il molteplice coinvolgimento d’organo rendono essenziale un approccio multidisciplinare.

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