sabato 19 ottobre - Aggiornato alle 09:03

Obesità e chirurgia robotica, si allarga integrazione tra Foligno e Spoleto: «L’11% degli umbri in sovrappeso»

Tre interventi complessi nell’ultima settimana per le equipe di Boni e Ceccarelli

Chirurgia dell’obesità all’avanguardia tra Foligno e Spoleto, dove questa settimana sono stati eseguiti tre interventi di alta complessità, due dei quali con la tecnica robotica e quindi al nosocomio di Spoleto. La struttura complessa di chirurgia bariatrica, diretta da Marcello Boni e composta da un’equipe multidisciplinare, esegue interventi di sleeve gastrectomy, bypass e mini bypass gastrico e quest’anno è stata anche accreditata dalla Società italiana di chirurgia bariatrica e metabolica.

In particolare, l’8 luglio all’ospedale di Foligno, è stato compiuto un intervento su un paziente di oltre 200, che è stato seguito dallo staff della terapia intensiva e ha proseguito poi, in ottime condizioni di salute, il decorso nel Day Hospital di Chirurgia.Le altre due operazioni chirurgiche sono invece avvenute al San Matteo degli Infermi di Spoleto dove il gruppo chirurgico, coordinato dal primario di Chirurgia di Foligno Graziano Ceccarelli, ha eseguito con tecnica robotica, per due casi di particolare complessità, un by pass gastrico e una sleeve gastrectomy, entrambi perfettamente riusciti. «L’obesità – ha spiegato Boni – è una vera piaga, ingravescente, della società moderna: in Umbria l’11 per cento della popolazione è in stato di sovrappeso e obesità, parliamo quindi di circa 80 mila persone in stato di obesità, che trascina con sé malattie metaboliche, diabete, cardiopatia, insufficienza respiratorie e apnee notturne». In questo contesto la «chirurgia bariatrica – dice il direttore – è il risultato di un team multidisciplinare formato da dietisti, psicologi/psichiatri, gastroenterologi, cardiologi e pneumologi, che lavorano sul paziente sottoposto a un percorso di preospedalizzazione di circa sei mesi, nell’ambito del quale vengono valutati tutti gli esami svolti e si sceglie l’intervento migliore per il paziente».

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