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domenica 27 settembre - Aggiornato alle 09:41

Covid-19, sette nuovi contagiati e un positivo ricoverato a Terni. Tamponi in aeroporto

Cinque casi a Perugia e uno a Castiglione. Nella regione ora ci sono 67 infetti. Venerdì test per chi torna con il volo da Malta

Doppi guanti, mascherina, occhiali, doppi plantari, camice e scafandro: la vestizione dei medici-©Fabrizio Troccoli

Sette nuovi casi e due guariti nelle ultime 24 ore in Umbria fanno salire gli attualmente positivi per Covid-19 a 67. Il computo totale dei casi finora è di 1.524. I nuovi positivi al tampone sono 5 di Perugia, uno di Castiglione del Lago e uno di Terni. Sale di uno anche i computo dei ricoverati, che ora sono 10, 8 a Terni e 2 a Perugia. Nessuno in terapia intensiva e nessun nuovo decesso (80 i morti da inizio pandemia). I due guariti sono di Castel Ritaldi, che torna così a zero positivi. In totale 770 sono in isolamento fiduciario.

Anziana ricoverata a Terni Il nuovo caso positivo a Terni è una donna di 77 anni residente in città, che manifestava i sintomi del Covid 19. L’anziana è stata ricoverata all’ospedale di Terni nel reparto di malattie infettive, mentre la Usl 2 ha avviato l’indagine epidemiologica per individuare i contatti stretti. A Terni i casi Covid sono complessivamente 19.

Castiglione del Lago A far sapere del caso di Castiglione è stato il Comune precisando che «sappiamo con certezza che la persona è stata contagiata in un Comune di altra Regione». L’ente, infatti, ha ricevuto la comunicazione di protocollo dalla Usl 1 e l’indagine epidemiologica per tracciare i contatti ha già fatto scattare la quarantena per tutta la famiglia del contagiato e per un altro soggetto, che saranno anche sottoposti a tampone. «La situazione è quindi sotto controllo e ci sentiamo di rassicurare la cittadinanza» dicono da Castiglione del Lago, ricordando che quello appena diagnosticato «è l’unico caso positivo presente nel nostro comune». Nelle prossime ore saranno resi noti eventuali ulteriori esiti dell’indagine epidemiologica, ma nel frattempo alla popolazione viene chiesto «di essere prudenti e di rispettare con coscienza tutte le norme del distanziamento sociale e di utilizzare la mascherina quando tale distanziamento non è assicurabile».

Situazione comune per comune:

Tamponi obbligatori Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato intanto l’ordinanza che prevede l’obbligo di presentare un test molecolare o antigenico, con risultato negativo, effettuato per mezzo di tampone nelle 72 ore antecedenti l’ingresso in Italia, oppure l’obbligo di sottoporsi al tampone al momento dell’arrivo (con test rapidi che saranno sperimentalmente adottati nei principali aeroporti) o nelle 48 ore dal rientro in Italia per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. «Dobbiamo continuare sulla linea della prudenza per difendere i risultati raggiunti negli ultimi mesi con il sacrificio di tutti», ha dichiarato Speranza.

In aeroporto All’aeroporto di Perugia, come informa la Regione, venerdì infermieri e personale sanitario effettueranno i tamponi ai passeggeri provenienti da Malta con il volo del primo pomeriggio. «Dopo aver informato la prefettura e la questura di Perugia – dice l’assessore alla Sanità Luca Coletto – abbiamo deciso di effettuare i tamponi ai passeggeri in arrivo da Malta direttamente in aeroporto, anche perché l’ordinanza è entrata in vigore da poche ore e molti di loro potevano non essere informati nel modo opportuno». I passeggeri dovranno stare in isolamento fiduciario fino al momento dell’esito.

Sindaco: appello a badanti Ma ci sono sindaci che fanno anche appelli pubblici, come quello di Avigliano Umbro, Luciano Conti che invita a segnalare la sua presenza a chi ha fatto ritorno in questi giorni da paesi europei dove alto è il numero di contagi da Coronavirus. Il sindaco, sottolineando la stessa richiesta anche per chi si recherà fuori Italia a breve, ha fatto riferimento soprattutto a Bulgaria e Romania. «Mi rivolgo soprattutto alle badanti e alle famiglie che le ospitano – ha detto Conti – invitando a comunicare la propria presenza nel nostro territorio, al Comune o al proprio medico curante, al fine di consentire alle stesse di rimanere previa una quarantena obbligatoria. In tal modo si consentirà una maggiore sicurezza per la popolazione, soprattutto per gli anziani, che sono le prime persone ad averci un contatto».

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