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martedì 13 aprile - Aggiornato alle 04:15

Nuovo bonus baby sitter, da giovedì via alle domande: come richiederlo

La domanda potrà essere presentata attraverso il sito di Inps o tramite i patronati

Una baby sitter

È attivo da giovedì il servizio online per chiedere il nuovo bonus baby-sitting. Lo fa sapere l’Inps con una nota ricordando che rispetto alla precedente edizione del bonus, sono cambiati importi e categorie di aventi diritto. La domanda può essere inoltrata con le seguenti modalità: dal sito internet di Inps, utilizzando l’apposito servizio online Bonus servizi di babysitting, e tramite gli enti di patronati, utilizzando i servizi da loro offerti gratuitamente. I cittadini che intendano presentare domanda mediante l’applicazione web possono accedere al servizio mediante riconoscimento dell’identità digitale tramite Spid almeno di livello 2, carta di identità elettronica, carta nazionale dei servizi o tramite il Pin di tipo dispositivo rilasciato dall’Istituto. Il bonus può essere chiesto dai lavoratori autonomi iscritti all’Inps, quelli della Gestione separata e quelli del settore sanitario pubblico o privato accreditato per un importo fino a 100 euro a settimana in caso di figli minori di 14 anni in didattica a distanza o in quarantena.

Come funziona La misura può essere usata fino al 30 giugno 2021 e possono accedervi anche i lavoratori del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegati per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid19. Per la sanità possono chiede il bonus i dipendenti appartenenti alla categoria dei medici, infermieri (inclusi ostetrici), tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e operatori sociosanitari (tra cui soccorritori e autisti del 118). Possono chiederlo anche i medici di base e i pediatri di libera scelta anche se non hanno un contratto di lavoro subordinato. L’importo sarà erogato mediante il libretto famiglia o, in alternativa, direttamente al richiedente, per la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. In quest’ultimo caso, è incompatibile con il cosiddetto bonus asilo nido.

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