sabato 8 agosto - Aggiornato alle 04:36

Nuovi orari per alcuni treni: collegamenti più rapidi. Rimborso abbonamenti, serviranno mesi

Le novità riguardano una serie di regionali veloci verso Firenze. Pendolari e associazioni chiedono corse più aderenti alle esigenze degli utenti

Un treno a Fontivegge (foto ©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Permetteranno di collegare più velocemente alcune città dell’Umbria a una serie di snodi ferroviari fondamentali le corse di una serie di regionali veloci i cui orari sono stati rimodulati da alcuni giorni. A fare il punto della situazione è l’assessore regionale ai Trasporti Enrico Melasecche che parla di una «riorganizzazione generale dei collegamenti veloci dall’Umbria per i principali hub del paese. Un vero e proprio piano industriale che la nuova giunta sta attivando, basato su continue razionalizzazioni». Melasecche la chiama «la politica degli “smart links”, i collegamenti intelligenti: massimo risultato senza aumento dei costi». Dal 3 luglio con due corse dei regionali veloci si raggiungerà Firenze in un’ora e 50 minuti, Milano in 4 ore e Torino in poco più di 5: il RV 1620 partirà dalla stazione di Firenze alle 10.04, in tempo utile per proseguire verso Milano con il Frecciarossa FR9310 delle 12,10, con arrivo nel a Milano alle 14.05 e a Torino alle 15.20.

Le soluzioni Per il rientro la combinazione è questa: se si parte da Torino col Frecciarossa delle 13.00 o da Milano con quello delle 14.10, sarà possibile arrivare a Firenze in tempo utile per proseguire verso Perugia con il regionale veloce 1619 in partenza da Firenze alle 16.14 e con arrivo previsto a Perugia alle 18.05. Melasecche parla poi di riduzioni dei tempi «particolarmente significative» per chi parte da Spoleto: grazie ai regionali veloci 1619 e 2489 partendo da Firenze alle 16.14 si raggiunge Spoleto alle 19.11 dopo un cambio a Perugia: per tornare dal capoluogo toscano dunque si impiegheranno meno di tre ore (53 minuti in meno rispetto alla precedente soluzione di viaggio), a Foligno si arriverà in 2 ore e 40 minuti (19 minuti in meno) e ad Assisi in due ore e 24 minuti (14 minuti in meno). «Nuove opportunità – conclude l’assessore – per tutti i cittadini umbri dato che tali soluzioni sono fruibili anche da Spoleto, Foligno, Assisi e Bastia Umbra».

Le audizioni Melasecche promette poi che «nei prossimi anni seguiranno ulteriori velocizzazioni grazie ai lavori in corso sulla tratta Foligno-Terontola (24 minuti in meno) e ai nuovi treni veloci (oltre 200 km/ora), che Trenitalia dovrà fornirci nel 2021 e nel 2022 che consentiranno ulteriori vantaggi». Di trasporti si è discusso mercoledì anche nella Seconda commissione del consiglio regionale dove erano programmate le audizioni, oltre che di Melasecche, anche di Annalisa Costa (Comitato pendolari) e Carlo Reali (associazione «Il Mosaico»). Uno snodo chiave sarà quello di settembre, quando riprenderà l’anno scolastico con soluzioni che dovranno per forza contemperare le esigenze del distanziamento sociale: «Gli orari – ha assicurato l’assessore – terranno conto delle esigenze della scuola. La situazione va valutata con la massima attenzione e responsabilità».

Orari e abbonamenti Costa e Reali invece si sono concentrati soprattutto sui problemi della ex Fcu e in particolare sulla linea ferro-bus lungo la tratta Città di Castello-Perugia: «Ci vogliono 4 ore tra andata e ritorno. Dopo il passaggio a Rfi – ha detto Costa – ci aspettavamo una svolta ma invece non c’è stato alcun miglioramento». Gli altri problemi sono la formulazione degli orari, dato che molti di essi non sono consoni alle reali esigenze degli utenti («la Regione si riappropri del ruolo della programmazione e del controllo – ha detto Reali – e predisponga una cabina di regia), e la scarsa comunicazione rispetto alle corse. Altro tema è quello del rimborso a lavoratori e studenti che in piena emergenza sanitaria non hanno potuto usare l’abbonamento: Melasecche sul punto ha spiegato che in Conferenza Stato-Regioni ha proposto una soluzione ma che «ci vogliono mesi e mesi per avere risposte, poiché le società pretendono dal Governo l’invarianza dei propri fatturati».

Senza stipendi da mesi Alla lunga lista di problemi vanno aggiunti anche quelli dei lavoratori da lungo tempo senza stipendi. In particolare, come spiegano Cgil, Cisl e Faisa-Cisal, si parla del trasporto su gomma e soprattutto di quelle imprese medio-piccole che operano nel turismo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia, nel trasporto scolastico e nel noleggio con conducente. Le riduzioni dei servizi sono «impressionanti» e in alcuni casi si è arrivati al fermo totale, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili sull’occupazione. Gli ammortizzatori sociali non sono stati erogati e così ci sono molti lavoratori senza stipendi da lungo tempo: «Una condizione complicatissima – dicono – che sta mettendo a dura prova gli operatori del comparto e che potrebbe determinare la chiusura definitiva di molte realtà regionali». Per quanto riguarda le regole, intanto, Busitalia spiega che dall’11 luglio sarà di nuovo possibile salire sui bus attraverso la porta anteriore.

Twitter @DanieleBovi

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