lunedì 22 aprile - Aggiornato alle 04:14

Norcia riabbraccia le monache dopo il sisma: «Tornate per condividere la precarietà»

Monastero prefabbricato per le otto religiose, Boccardo: «Qui delusione per promesse deluse su ricostruzione, ma non ci scoraggiamo»

«Siamo tornate principalmente per voi nursini, per pregare per voi, per condividere questo momento di precarietà». Con queste parole la badessa Caterina Corona si è rivolta alla comunità terremotata dove, da domenica, lei e le altre otto monache benedettine sono tornate a vivere dopo due anni di assenza obbligata dal sisma. Il ritorno a Norcia della comunità monastica, qui formalmente riconosciuta dal 1415, è stato un giorno di festa anche per l’intero paese terremotato, che ha riabbracciato le suore in piazza Palatina, da dove è partita la processione verso il monastero provvisorio, con madre Caterina Corona che ha trasportato la reliquia di Santa Scolastica portata dai monaci benedettini.

Norcia riabbraccia le monache
In particolare, le religiose claustrali hanno lasciato Trevi dove sono state finora ospiti per traslocare nel monastero prefabbricato, ossia una modulo abitativo adatto alle loro esigenze e installato nel giardino del complesso religioso da ricostruire. Sulla porta il cartello “Pax. Monastero Benedettine di S. Antonio. Benvenuti”, all’interno camerette doppie, una stanza per gli incontri comunitari, una stanza-ufficio dotata di wifi, una cucina, un refettorio, una sala per accogliere gli ospiti e soprattutto la cappellina, cuore di questo polo di spiritualità benedettina, dove è stato posizionato l’antico tabernacolo del monastero. Qui le religiose vivranno fino a quando non saranno riparati i danni causati dal sisma all’antico complesso, ma la ricostruzione è una strada in salita, anche per le religiose. E di post terremoto ha parlato durate l’omelia a Santa Maria delle Grazie l’arcivescovo Renato Boccardo, presenti il sindaco Nicola Alemanno e l’assessore regionale Luca Barberini: «Qui a Norcia, dopo i terremoti del 2016, la gente – ha detto il presule – sperimenta la lentezza burocratica, unita alle tante promesse deluse e c’è la tentazione di dire andiamo a vivere altrove, invece è necessario gettare le reti a Norcia e ricominciare da qui. Ma il ritorno delle monache benedettine ci dice che è possibile: è un segno bello che ci fa guardare avanti con fiducia e loro presenza di preghiera, di testimonianza di vita consacrata è una benedizione e una ricchezza per Norcia. So quanto questa comunità vuole bene alle monache e oggi che le riaccompagniamo idealmente nel loro nuovo monastero dico a tutti i nursini: guardate avanti, prendete il largo, non cedete allo scoraggiamento, è possibile ricominciare e ricostruire il tessuto sociale e comunitario sostenendoci gli uni altri, sotto la protezione di San Benedetto e di Santa Scolastica».

I commenti sono chiusi.