mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 03:07

Oltre il Liberismo e Marxismo, c’è il ‘Franceschismo’: il Papa ad Assisi per scriverlo

Forse il suo più grande sogno. E segno. Da consegnare al nuovo millennio. Una teoria economica francescana e laica, che superi il socialismo e il capitalismo. La lettera

Papa Francesco alla Porziuncola. Foto Fabrizio Troccoli

Di Maurizio Troccoli

Forse si tratta del suo più grande sogno. E segno. Da lasciare in eredità al nuovo millennio. E’ quello di Francesco che sembra raggiungere il punto di culmine di una profezia, annunciata al mondo con quel nome scelto e coltivata nel tempo con stravolgimenti, moniti e gesti sorprendenti. Non appaia come una esagerazione. Questa volta, oltre alla sostanza, c’è la forma. E conta. Una articolata presentazione dell’appuntamento nella patria di questa nuova teoria economica, ad Assisi, scritta di proprio pugno da Francesco. Non quattro righe con le quali si presenterebbe a un evento di Chiesa. Ma molte parole attentamente scelte, la premessa di quella che ha la chiara ambizione di diventare una teoria economica, in grado di superare «con coraggio» – scrive Papa Francesco – le teorie del secolo scorso, sgombrare il campo dalla confusione con la quale Francesco, il Papa, viene etichettato da una parte e dall’altra, e formulare un patto, destinato a durare, che dia sopravvivenza al pianeta e alle sue creature. Nonostante porti il suo nome, l’incontro di Assisi, ‘Economy of Francesco’, in programma per il prossimo 26 marzo e fino al 28, come anche la nuova teoria economica, insieme a quello del Santo di Assisi, il ‘Franceschismo’ non sarà il pensiero di uno. Non più il ‘Marx’, il Keynes o il Tocqueville, per il modello economico del nuovo millennio, ma una comunità scientifica, economica e sentimentale. Quella invitata, che va dai pensatori, scienziati economici, impegnati nella formulazione di una economia inclusiva e della fratellanza universale, agli imprenditori solidali, e a giovani coraggiosi che sognano un mondo curato dalle ferite. Saranno questi a stringere un patto con Francesco e a sfidare gli economisti che proveranno a inchiodarli sullo scacchiere del realismo, in uno scenario mondiale complesso, mutevole e contraddittorio, condizionato da egemonie intercontinentali e potentati locali. Francesco sa che economia non è solo ridistribuire ricchezza. Ma produrre ricchezza. E sa che a questo sarà chiamato a rispondere, sotto la pesante premessa, se non contraddizione matematica, del ‘Francescanesimo’.

LA LETTERA E LE REAZIONI

Il suo sogno Ma il Papa, come scrive senza giri di parole, l’ha «tanto desiderato» ed è per lui un «sogno» quel «nuovo umanesimo rispondente alle attese dell’uomo e al disegno di Dio». Per questa ragione ci si permette di definire ‘Franceschismo laico’ – attenzione: non francescanesimo – questa nuova teoria i cui binari sono tracciati nettamente dal Papa quando parla di «un processo di cambiamento globale che veda in comunione di intenti non solo quanti hanno il dono della fede ma tutti gli uomini di buona volontà, al di là delle differenze di credo e di nazionalità, uniti da un ideale di fraternità, attento soprattutto ai poveri e agli esclusi». Ecco chi sono e come la penso, sembra dire Francesco a quanti, da un lato l’hanno etichettato come ‘comunista’, quando ad esempio ha deciso di non entrare, a gamba tesa, nelle vicende del Venezuela, governato dal dittatore ‘socialista’ Maduro, nonostante le ripetute preghiere dei suoi vescovi, e dall’altro come ‘gesuita collaborazionista’, quando le dittature militari erano di orientamento opposto, nel Cono sud dell’America Latina, consegnando alla storia la tragedia dei desaparecidos. Insomma, niente più fraintendimenti. Francesco, dopo avere invitato i cristiani a impegnarsi nella società, dopo avere sussurrato ai giornali un impegno della chiesa, tradotto semplicisticamente come il ‘partito dei vescovi’, entra personalmente in campo nella politica, sfidando la fluidità dei tempi che viviamo con la proposta di un patto per la storia.

Anima nell’economia Farà anche sobbalzare dalla sedia quanti, al ‘tavolo’ della domanda e dell’offerta non ammettono ‘ospiti’, o variabili possibili. O chi, al massimo, contempla ‘una mano invisibile’, equilibratrice degli andamenti economici. Ma Francesco parla di ri-animare l’economia del mondo. Ovvero metterci l’anima. Oltre che rimetterla in vita. E lo spiega con il messaggio del crocifisso di San Damiano al ‘Poverello di Assisi’: ‘Va e ripara la mia casa’. «Per me che ho preso il suo nome è continua fonte di ispirazione», scrive ancora indicando il Santo di Assisi. E quel conclave che segnò il primato di un impegno ecologista e della fratellanza universale, per la chiesa dei nostri tempi. «Non soltanto a vantaggio dei poveri ma dell’intera umanità», scrive Francesco. E chiarisce sugli obiettivi: «Correggere i modelli di crescita incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente, l’accoglienza della vita, la cura della famiglia, l’equità sociale, la dignità dei lavoratori, i diritti delle generazioni future». La teoria economica di Francesco non sarà condivisa con le élite economiche del pianeta, o mediata con i ‘Grandi’ del del ‘G8’. Sarà semplicemente affidata ai giovani. Con i quali però, stringe un patto.

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